Le 7 donne di Daniel Mohorović

A colloquio con il docente e politico albonese, autore del libro «Vrajže Istrijanke», che sarà pubblicato in ottobre

Daniel Mohorovic in Piazzale

Le magnifiche sette. È così che Daniel Mohorović definisce le protagoniste del suo nuovo libro, tutte donne forti, con un carattere particolare, nel senso più positivo del termine. Intitolato “Vrajže Istrijanke”, che in una libera traduzione contenutistica dell’aggettivo dialettale “vrajže”, potrebbe dirsi “Le istriane indiavolate”, il volume sarà presentato al pubblico in ottobre. “A Dio piacendo e signor Corona permettendo”, ha precisato l’autore, noto ad Albona, e non soltanto, per il lavoro che svolge come docente presso la locale Scuola media superiore “Mate Blažina”, dove insegna scienze economiche, ma anche per le sue opere letterarie e per la sua attività politica. Mohorović è, infatti, da anni membro della sezione albonese del Partito socialdemocratico e del Consiglio cittadino di Albona.
Quest’intervista, in cui l’autore ci ha rivelato alcuni particolari del libro, presentandoci le sue eroine e soffermandosi pure sulle sue opere pubblicate finora, ci è stata rilasciata nel momento in cui il volume stava per essere stampato. L’opera comprenderà pure i ritratti delle istriane scelte dall’autore e realizzati dall’artista albonese Alida Blašković Koroljević.

Kata Pucic

Le protagoniste
Chi sono le “istriane indiavolate” e con chi ha collaborato alla realizzazione di questo volume?
“In circa cento pagine ho raccontato, per lo più attraverso brevi annotazioni, spesso in prima persona, la vita di sette istriane. Ho scelto Giuseppina (Maria Sandra) Martinuzzi, Antica Kranjac, Katarina (Kata) Pucić, Pijerina Juričić, Marija Crnobori, Tatjana Arambašin Slišković e Daša Drndić.
Giuseppina Martinuzzi (14 febbraio 1844 – 25 novembre 1925) fu insegnante, pedagogista, letterata e politica, la quale, dopo una fase irredentista, adottò le idee socialiste e promosse i diritti dei bambini, degli operai e delle donne, come pure la convivenza in Istria. Nel 1921 entrò a far parte del Partito comunista italiano.
Antica Kranjac (15 gennaio 1892 – 30 ottobre 1986) trascorse la maggior parte della sua vita nel villaggio di Kranjci, luogo natio di mia madre. Era una donna allegra e saggia e visse quasi cent’anni. La chiamavano Tonina Banica. Pijerina Juričić (28 ottobre 1909 – 25 gennaio 2009) era la mia prozia, vicina di casa di Tonina Banica. Suo padre, il mio bisnonno – Jakov Kranjac, partecipò alle azioni di salvataggio dei naufraghi del Titanic, mentre la madre Tonina si occupava dei figli e gestiva un’osteria. Sopravvisse a otto interventi chirurgici con grande fiducia in Dio. Il vescovo mons. Ivan Milovan sostiene che la sua vita di preghiera meriti grande ammirazione e che potrebbe fungere da modello. Marija Crnobori (1.mo ottobre 1918 – 21 ottobre 2014) è stata una grande attrice jugoslava e croata, interprete della poesia in dialetto ciacavo. Veniva definita “figlia dell’Istria”. Katarina (Kata) Pucić (19 aprile 1909 – 27 aprile 2017) è morta all’età di 108 anni, come la più anziana donna in Istria e in Croazia. Tatjana Arambašin Slišković (12 gennaio 1922 – 28 aprile 2009), nata a Pago, vissuta e scomparsa a Pola, era una famosa letterata. Daša Drndić (10 agosto 1946 – 5 giugno 2018) è stata una scrittrice che oggi, dopo la sua morte, acquisisce fama a livello mondiale. Era figlia di Ljubomir Drndić, antifascista e politico, uno dei fondatori e tra i primi redattori del quotidiano “Glas Istre”.
Nella realizzazione del libro ho avuto l’aiuto di un gruppo di istriane ‘indiavolate’: a disegnare i ritratti delle protagoniste è stata l’artista Alida Blašković Koroljević, la redattrice del libro è Majda Milevoj Klapčić, Božica Višković ha corretto le bozze, mentre a ideare la copertina è stata la studentessa Vanesa Aničić. L’unico istriano uomo tra i miei collaboratori, Leo Knapić, della “Vetva Graph”, è responsabile dell’aspetto grafico del libro e della stampa. Il volume sarà pubblicato grazie al sostegno della Regione istriana. Colgo l’occasione per ringraziare dell’aiuto e della collaborazione l’assessore regionale alla Cultura, Vladimir Torbica e le sue brave collaboratrici, anche loro istriane”.

Marija Crnobori

Da dove nasce l’idea di dedicare il libro a sette donne e come ha scelto le protagoniste?
“Leggendo il libro ‘Proklete Hrvatice’ (letteralmente ‘Croate maledette’; parla di donne coraggiose e forti, dal destino infelice, nda), di Milana Vuković Runjić, ho notato che tra le sue protagoniste non c’era neanche un’istriana. Così, un giorno, per caso, ne ho fatto parola con la bibliotecaria della Scuola media superiore ‘Mate Blažina’, Majda Milevoj Klapčić, redattrice di questo mio libro, che mi ha detto: ‘Già, manca. Allora, scrivilo tu!’
Dalla stessa conversazione è scaturita l’idea di preparare, in occasione della Festa della donna 2019, una conferenza sullo stesso tema (che alla fine ha avuto un riscontro inaspettato) nella biblioteca della SMS. Da qui l’idea di scrivere un libro dedicato alle sette istriane.
Mentre mi preparavo per la conferenza, ho sfogliato l’Enciclopedia istriana, per concludere che la donna nella storia ha avuto un significato e un ruolo molto più importanti rispetto a quanto si potrebbe dedurre dalle note enciclopediche. Fin dall’inizio sapevo di volere una squadra di sette donne – il sette è un numero perfetto –, quindi sette donne istriane coraggiose, note, meno note e sconosciute. Istriane si nasce e lo si diventa durante la vita. Il mio desiderio è stato insomma quello di erigere alle istriane un monumento fatto di parole”.

Pijerina Juricic

Il libro è stato scritto in croato standard. Ci sono parti anche in dialetto zacavo di Albona? Ci saranno degli adattamenti in altre lingue?
“Il libro è scritto nello stocavo, mentre una piccola parte è in zacavo. Ci sono pure delle frasi in italiano, il tutto nella forma che in inglese è conosciuta come ‘talking heads’, per cui penso che siano possibili degli adattamenti teatrali, ma questo supera le mie capacità”.

Tatjana Arambasin

Che diventi un bestseller
C’è stato pure un concorso?
“Il 13 dicembre 2019 è stato bandito il primo concorso letterario ‘Vrajže Istrijanke’, indirizzato agli studenti delle scuole elementari e di quelle medie superiori in Istria. Fino alla festa di San Valentino, termine ultimo per la consegna dei lavori, avevano aderito 46 studenti su un totale di undici scuole, con racconti dedicati a istriane sconosciute. In occasione della Festa della donna, prima di questo malaugurato virus, i racconti erano stati presentati in tutte le scuole coinvolte. Ogni studente riceverà in regalo una copia del mio libro, mentre i loro lavori saranno pubblicati sulla pagina Facebook ‘Vrajže Istrijanke’ e, speriamo un domani, con un sostegno delle persone e delle istituzioni di buona volontà, nel libro ‘Vrajže Istrijanke 2’”.

Antica Kranjac

E quindi ci saranno anche delle edizioni ampliate del libro?
“Spero che il volume diventi un bestseller, che l’autore diventi milionario (ride) e che ci siano altre edizioni. Tramite la pagina Facebook ‘Vrajže Istrijanke’ mi contattano molte istriane, figlie, nipoti, vicine di tante istriane particolari. Chissa, forse ci sarà pure una seconda edizione del libro, con un maggior numero di protagoniste”.

Dasa Drndic

Quanti libri ha pubblicato finora?
“Finora ho scritto tre libri. “Hajka” (Caccia), del 2011, è una raccolta di poesie e prose accompagnate da splendide illustrazioni del compianto Josip Diminić e con una prefazione molto stimolante di Milan Rakovac. “Terra fameja” (Terra famiglia), del 2016, il cui coautore è il compianto Božo Glavičić, ricercatore del patrimonio popolare, è un libro che in forma di dialogo, attraverso la storia di una famiglia, racconta la nostra difficile storia slava/italiana/germanica dell’Ottocento e del Novecento, i nostri momenti di gioia e tristezza, i nostri costumi, le leggende, i modi di dire…
“Ona i on” (Lei e lui), del 2020, è un libro “fenomeno”, una pubblicazione con una sola poesia amorosa (che poi non è nemmeno tale), che ho scritto in stocavo e zacavo, mentre gli alunni della mia Scuola, con l’aiuto delle mie care colleghe (e si tratta nuovamente di istriane indiavolate), le professoresse Karla Golja Milevoj, Martina Lukež e Kristina Radović Miletić, l’hanno adattata in inglese, italiano e tedesco. Inoltre, durante la presentazione del libro, una studentessa molto brava, oggi universitaria, Lea Budaković, ha interpretato la poesia in una lingua così tanto affine al nostro zacavo, e cioè in cinese. Ringrazio un’altra volta la mia redattrice Majda Milevoj Klapčić, il preside Čedomir Ružić (la SMS ‘Mate Blažina’ è l’editrice della pubblicazione), come pure la Città di Albona e i Comuni dell’Albonese per il sostegno finanziario al progetto”.

Giuseppina Martinuzzi

Piani per il futuro per quanto riguarda la scrittura creativa?
“Scrittori che sono più saggi di me dicono che non si parla delle pubblicazioni che non sono ancora state scritte. Ma io non sono saggio per cui posso dire che ho già preparato la mia “Cakaviana”, un libro di poesie e racconti in zacavo, poi la pubblicazione epistolare ‘Zavičajni svemir’ (Universo del territorio nostrano), che comprende racconti in croato in forma di lettere indirizzate a mio nipote Matias Batelić. Inoltre sto terminando il romanzo ‘Uvod u flacijanizam’ (Introduzione al flacianismo). Allo stesso tempo curo in Internet un paio di blog, tra i quali il più noto a livello internazionale è ‘Josip Broz reality show’, ma meglio lasciare i particolari per un’altra intervista. Collaboro, inoltre, con un sito web. Le idee certamente non mancano”.

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