Casa rifugio di Fiume: sostegno e comprensione

Siamo entrati nella Casa rifugio di via F.lli Duiz

Petra Štokić e suor Veronika Mila Polić

La Casa rifugio per i bisognosi e i senzatetto istituita tredici anni fa dalla Congregazione delle suore della Misericordia in una delle sezioni del loro convento in via F.lli Duiz, è diventata nel tempo una luce di speranza per tutte le persone in cerca d’aiuto e di supporto. Pensata dapprima come mensa per chi non può permettersi un pasto caldo, con gli anni la struttura e cresciuta a tal punto da divenire praticamente un soggiorno diurno e non solo. Grazie al lavoro costante delle suore e all’aiuto incondizionato dei volontari, oggi la Casa rifugio offre un supporto ai bisognosi in vari campi sociali.

Nel 2017 la struttura avvia una collaborazione con l’organizzazione caritativa Depaul Croazia, che si occupa dei senzatetto da trent’anni e che si basa sui principi di San Vincenzo de’ Paoli, patrono di tutte le opere caritative.

La cucina della Casa rifugio

La Casa rifugio opera come una struttura bene avviata. Vi lavorano cinque dipendenti fissi e una cinquantina di volontari ben collaudati. Inoltre, una parte degli assistiti è molto attiva nella pulizia dei vani o come aiuto in cucina.

“Non siamo qui soltanto per aiutare fisicamente, ma per offrire il nostro supporto nella ripresa di una vita dignitosa. Oltre a occuparci dei pasti giornalieri, per gran parte delle persone rappresentiamo un sostegno fisico-morale”, ci spiega suor Veronika Mila Polić, direttrice della Casa rifugio. “Per questo la struttura con il passare degli anni si è ampliata e ora possiamo operare anche 12 ore al giorno offrendo non soltanto il pranzo, bensì varie attività, consultazioni, programmi di supporto e tant’altro. Per i nostri assistiti abbiamo allestito vari servizi igienici e una lavanderia, una biblioteca con angolo informatico, una sala per le consultazioni. Dunque, dal momento in cui una persona ci chiede aiuto, noi siamo pronti a darglielo”.

Il refettorio

Le suore, coadiuvate dai volontari, si prendono cura di una settantina di assistiti. “In media prepariamo tanti pasti, ma le persone in cerca d’aiuto sono molte di più. Interveniamo e c’impegniamo quando bisogna intercedere con i servizi sociali, oppure con le pratiche dei documenti, o anche con l’assicurazione medica e nel campo legale. Siamo a disposizione in qualsiasi momento della giornata”.
La corrente settimana è dedicata a San Vincenzo de’ Paoli, che della misericordia ha fatto la sua missione. “Seguiamo il credo del Santo e offriamo la nostra assistenza ai più deboli. Oltre che della Casa rifugio, ci occupiamo anche dei senzatetto senza fissa dimora, ovvero di coloro che per volere proprio non desiderano entrare in una struttura sociale. Spesso, nelle ore serali, ci rechiamo nei loro ritrovi improvvisati, per rifornirli di cibo fresco, indumenti e coperte. Tutti noi, religiosi e laici, tentiamo di convincerli a lasciarsi aiutare. Qualche volta ci riusciamo, ma altre no”.

In termini finanziari, fare della carità è molto costoso. Riuscire a preparare tanti pranzi giornalieri comporta una spesa non indifferente. “In questo senso siamo supportati dall’Arcidiocesi, dalla Città e della Regione, ma non basta. È qui che intervengono gli sponsor e i benefattori. Spesso sono le grandi aziende alimentari che ci chiamano e offrono una parte del loro surplus, ma ci sono pure diverse piccole panetterie che ci riforniscono giornalmente con pane e altro. Non dobbiamo dimenticare le singole persone che ogniqualvolta possono, ci donano frutta e verdura. Tra queste ci sono diversi ex assistiti, che sono riusciti a rifarsi una vita”.

Il cortile del rifugio dove nei giorni di sole si pranza all’aperto

Come ci fa sapere suor Veronika, il tutto non sarebbe possibile senza l’aiuto dei volontari. Del gruppo laico ci parla Petra Štokić, coordinatrice del lavoro. “Siamo una cinquantina di tutte le età, professioni e differente credo politico o religioso. Occupare il nostro tempo libero aiutando il prossimo, ci riempie di soddisfazione. Ognuno del gruppo si occupa di quella parte che più gli sta a cuore o che conosce meglio. Ci sono medici e infermieri che due volte a settimana offrono i loro servizi, oppure parrucchieri e operai, e poi avvocati e commercialisti come anche pensionati. Dunque, un gruppo eterogeneo che aiuta gli assistiti con dedizione e senso del dovere”.

Tutti sono benvenuti nella famiglia dei volontari, motivo per cui sono state istituite le Giornate delle porte aperte. “Ogni venerdì dalle ore 12 alle 16, la Casa rifugio è ora a disposizione di tutti gli interessati per una visita. Prossimamente verranno inoltre organizzate delle presentazioni delle attività che vengono svolte nella nostra struttura”.

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