Una Facoltà a… ostacoli

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Una Facoltà a… ostacoli
L’ingresso sbarrato: di qua non si entra più

“Vietato l’ingresso”, “vietato il passaggio”, “pericolo caduta di calcinacci” e via leggendo per i corridoi e dalle porte di uffici e aule dell’edificio universitario in via Matetić Ronjgov. L’obbligo è quello di muoversi con grande cautela attenendosi alle indicazioni affisse a ogni passo negli ambienti riservati alla Facoltà di Filosofia e alla Facoltà di scienze per la formazione nell’ambito delle quali operano il corso di Italianistica monocurricolare, quello bicurricolare di Lingua e letteratura italiana e la Sezione italiana con i suoi corsi d’insegnamento di classe e di educazione prescolare precoce. La stupenda architettura del 1907, progettata in stile Liberty secessionista, da Rodolfo Barry, prima Liceo femminile, poi Liceo femminile provinciale di cultura “Regina Elena”, poi Liceo Giosuè Carducci, quindi Scuola per maestri e pure Accademia di Pedagogia, è stata finalmente riaperta e resa agibile dopo un intero semestre di totale chiusura dovuta alla revisione e a interventi di carattere tecnico-conservativo. Dopo avere rivisto le sue strutture interne a livello di pianterreno, l’impressione è quella di attraversare un androne da rifugio antiaereo e di sentirsi inscatolati dentro a cotanta imbottitura retta da impalcature che mascherano soffitti, rilievi e in buona parte anche le pareti. O così o non si (ri)entra.

Sembra un rifugio antiaereo, ma è il corridoio della Facoltà

Sta di fatto che, qui, gli studenti hanno fatto un lento parziale ritorno dopo metà anno accademico trascorso in condizioni di totale esilio, ospiti della Facoltà d’Economia e turismo, subinquilini della Scuola media superiore italiana “Dante Alighieri”, del Ginnasio croato e di altri locali disponibili durante scomodi orari pomeridiani.

Una crepa formato extralarge sopra l’ingresso principale

Rimedi ad hoc

Si ricorderà che il trasloco era stato imposto ancora in autunno in seguito a perizia degli esperti di statica edile a causa di pericoli di crollo di pezzi di soffitto, di fregi, bugnati, stucchi, lesene, bellissimi, ma da rifare oltre che al pianterreno, pure nei piani superiori. Inutile sperare in un recupero capillare eseguito da muratori-restauratori, per quello sarà necessario attendere un contributo da fondi europei. L’unica soluzione possibile prima della terapia di risanamento vero e proprio (semmai arriverà) è quella di ricorrere a rimedi provvisori per mettere in sicurezza docenti e discenti.

“Passaggio e permanenza a proprio rischio e pericolo”

Il vicerettore Alfio Barbieri dell’Università Juraj Dobrila conferma:”I professionisti del settore ci hanno dato luce verde per l’usufrutto parziale degli spazi. Gli uffici e le aule non agibili sono stati debitamente contrassegnati da divieto d’accesso. La struttura di sostegno e protezione acquistata e allestita per 82mila kune resterà disponibile nel pianterreno fin quando necessario, anche in usufrutto permanente. Non possiamo entrare in buona parte degli ambienti, tuttavia abbiamo ottenuto piena garanzia per poter frequentare in tutta tranquillità gli spazi che la perizia ha contrassegnato come del tutto sicuri per la permanenza. La via di soluzione vera e propria resta quella di puntare a un candidatura europea pervia stesura della documentazione progettistica di ristrutturazione totale comprensiva del tetto, per cui si tornerà a richiedere l’appoggio del Ministero della Cultura che in precedenza non si era riusciti ad ottenere nonostante la nostra insistenza.”

Divieto di passaggio anche in corridoio

L’arte dell’arrangiarsi

In questo periodo invernale con le sessioni d’esame alle porte, riecco pochi sparuti studenti che, vuoi per l’emergenza Covid, vuoi per desiderio di tranquillità si ritrovano all’aperto, nel parchetto malconcio della Facoltà. Rientro in aula dal portone laterale dell’edificio. Quello principale, sempre chiuso da impalcature e off limits, presenta una nuova preoccupante buca cavernosa sotto il balcone pericolante. Per quanto concerne gli uffici e gabinetti universitari della Sezione italiana della Facoltà di scienze della formazione ecco il divieto d’accesso. In caso di necessità didattiche o burocratico-amministrative, bisogna arrangiarsi altrove. Idem nel caso delle lezioni per quei corsi con un grande numero di frequentatori: chi studia lingua e letteratura inglese o lingua e cultura giapponese, ma anche storia o altro, trova sistemazione nelle spaziose aule universitarie della Facoltà d’Economia e Turismo. Ovvio è che a complicare la già intricata situazione logistica è anche la crisi epidemico-sanitaria. Pazienza.

Tranquilli, prima degli esami, nel giardino universitario

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