Fasana. Il BiVillage fa i conti con la (strana) stagione

L’impianto turistico ospita in questi giorni 2mila vacanzieri. Solitamente rimaneva aperto fino alla fine di ottobre, ma ora l’ipotesi è pressoché improbabile

Tempo di primi bilanci sull’andamento del turismo in Istria nelle località di mare, indicatori di quanto il coronavirus abbia flagellato il settore che genera maggiori entrate per l’economia regionale e che non riguarda un unico comparto, ma tutto un insieme di servizi anche fortemente eterogenei.
Turisti… presenti!

Restrizioni o meno, alla spiaggia non si rinuncia

Nel caso di Fasana, il BiVillage, che offre la modalità del campeggio, molto più preferibile al soggiorno in albergo per quest’estate epidemica, rappresenta la più grande fonte di entrate turistiche del luogo. La stagione balneare e la vacanza all’aria aperta in questi giorni resistono ancora, anche se l’estate è giunta al crepuscolo e nonostante il dietro front imposto ai tanti turisti provenienti da altri Paesi europei. Al BiVillage in questi giorni stanno godendosi tende, roulotte, mobile home e forme alternative di lusso come il glamping, duemila vacanzieri. E nonostante la grande celerità slovena nel piazzare la Croazia sulla lista rossa come Paese infestato dal Covid-19, gli ospiti più numerosi del campeggio di Valbandon sono proprio gli Sloveni, seguiti da Polacchi, Slovacchi e cittadini della Repubblica Ceca. A confermarlo è il direttore della struttura vacanziera, Roland Cinkopan, che si dice soddisfatto di avere realizzato più presenze di quanto sperato all’inizio dell’estate. D’altra parte regna il rammarico per l’escalation dell’epidemia nel resto di Croazia, problema che aveva generato il primo fuggi fuggi dei numerosi turisti olandesi, in soggiorno in tenda, e la cancellatura di un enorme numero di prenotazioni vacanza per il periodo seguente. Poi le disposizioni restrittive della Slovenia, dell’Italia e dell’Austria hanno contribuito a fare il resto. Tirando somme e sottrazioni tra partenze e sbarchi, l’attuale resoconto rivela che finora è stato registrato il 35-40 per cento degli arrivi rispetto all’anno passato.
Gli addetti alla gestione del campeggio, intanto, stanno continuando a mettere in pratica le regole di sanificazione e di sicurezza igienico-sanitaria degli impianti, così come dettato dalla Protezione civile nazionale per il settore dei campeggi.
Stagione finita?
Il BiVillage si estende su una superficie di 45 ettari, suddivisa in due sezioni. Una, costituita da un migliaio di appezzamenti, è riservata ai camper con capacità ricettiva di 3.500 posti letto e un’altra, prevalentemente organizzata come villaggio conta 900 depandance e 2.500 letti. Fanno complessivamente 6.000 unità di sistemazione. Mai scommettere sui desiderata dell’ospite. Alla vigilia della stagione regnava la convinzione che, data l’epidemia, tutti avrebbero preferito una sistemazione in tenda, invece, sono gli appartamenti e le mobil home ad essere andati per la maggiore. Comitive organizzate di scolari, studenti e di club sportivi avrebbero dovuto riempire il campeggio di vitalità nei mesi di settembre e ottobre. Ma le previsioni della direzione e del booking sono di vera magra. Gite di maturità dalla Germania non ci saranno, niente da fare nemmeno per gli eventi sportivi. Il campeggio, solitamente, tiene sempre aperto fino alla fine di ottobre ma…

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