In via Campo Marzio un centro polivalente

Sorgerà sulle rovine delle vecchie officine della Mehanika e su 22mila metri quadrati di cortile

Uno dei capannoni in via Campo Marzio

Non uno ma due investimenti brownfield dal nome e dalle finalità quasi convergenti pur nella loro complementarietà. Al progetto “Mehanika – coworking” s’affianca il “gemello” chiamato “Mehanika – centro polivalente”. Entrambi avranno come fonte di finanziamento l’UE (nella fattispecie lo strumento d’”Integrazione del territorio urbano” alias Meccanismo ITU) ed entrambi avranno il merito di riportare a nuova vita costruzioni abbandonate e deperite, resti e rovine urbane della fallita concessionaria di automobili Mehanika per l’appunto. Del futuro Centro di coworking si è detto già tutto o quasi: verrà edificato in via Marulić, sarà una costruzione a tre livelli dalle moderne forme architettoniche e fungerà da incubatore aziendale per imprenditori alle prime armi: quelli con le idee ma senza soldi, interessati a mettere in piedi una start up.

Il futuro Centro polivalente in via Campo Marzio

Del Centro polivalente si è detto poco o nulla. Spunterà in via Campo Marzio sulle rovine delle vecchie officine meccaniche e relativi 22.000 metri quadrati di cortili che oggi si trovano in condizioni indegne di un qualsiasi centro abitato per non parlare di una località turistica. Entro il 2023 la metamorfosi dovrebbe concludersi con un recupero totale degli edifici per l’apertura di un centro culturale dell’ultima generazione, vale a dire uno spazio per il confronto e lo scontro di idee, progetti, iniziative, un luogo di condivisione di strumenti, conoscenze ed esperienze per una presa di coscienza collettiva. Uno spazio sperimentale, volendo, un polo d’attrazione per attivisti, ricercatori, scrittori, artisti, attivisti, creatori di politiche sociali e culturali. Un ambiente che deve ancora nascere, da creare strada facendo.
Il primo passo sono i soldi da investire nel recupero delle rovine che la Città ha ereditato dalla fallita “Mehanika”. Bisognerà ricavarci due sale, un’aula di studio, uffici, uno sportello informativo, un’altra sala riservata per le imprese e l’innovazione. Si tratta di “un importante salto nella creazione di politiche culturali e sociali” ultimamente assopite per tutta una serie di motivi. La nuova costruzione avrà 3396,15 metri quadrati più altri 130,30 mq di cortile esterno. Il valore dell’investimento è di 34,9 milioni di kune. Il finanziamento è a carico dell’UE nel quadro del Programma operativo Concorrenza e coesione 2014-2020, Meccanismo ITU, dal quale Pola s’ingegna ad attingere poco meno di 20 milioni di euro. Il vantaggio è plurimo: urbanistico in senso stretto, economico, culturale e sociale in senso lato.

Non c’è propro niente da salvare dell’ex Mehanika-Bravarija

“Il Progetto ITU è stato un forte propellente finanziario finalizzato a rafforzare i centri urbani che costituiscono un polo d’attrazione per le località satellite, nel loro ruolo di motore dello sviluppo economico e sociale del territorio integrato”, ha ribadito il sindaco Miletić che torna a battere il chiodo del decentramento delle funzioni amministrative quale arma migliore nella caccia agli incentivi europei per l’innovazione, l’impresa e la cultura fondate sul fermento dell’immaginazione e la propagazione delle idee.

Officine da smantellare

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