San Lorenzo del Pasenatico. Un piccolo borgo con una grande storia

Il Comune ha avviato la prima fase dei lavori di restauro delle antiche mura difensive

La torre della Fontanella a San Lorenzo del Pasenatico

Il Comune di San Lorenzo del Pasenatico ha avviato il rinnovo parziale delle antiche mura difensive. Complessivamente, i lavori, eseguiti dalla “Kapitel” di Gimino, costeranno 110.550 kune. Di queste, 70.000 sono state elargite dal Ministero della Cultura della Repubblica di Croazia, 40.000 dalla Regione istriana, mentre la rimanenza è a carico dello stesso Comune. Questa è appena la prima fase di rinnovo, che interessa le mura vicine alla torre della Fontanella. La sovrintendenza tecnica è stata affidata alla “V.T.M.” di Parenzo, quella archeologica – necessaria quando si tratta di beni posti sotto tutela – all’Istituto nazionale di restauro di Zagabria. Il tutto si svolge sotto l’occhio vigile della Sovrintendenza ai beni culturali di Pola.
Una storia dinamica
L’area in parola era abitata fin dalla preistoria. San Lorenzo compare nelle fonti scritte nel 1030, citato come “Castrum Sancti Laurenti”. Venne a trovarsi sotto l’egida del Margraviato d’Istria e fu proprietà privata dei vescovi di Parenzo. Nel 1271 passò alla Repubblica di Venezia, che nel 1304 vi instaurò il Capitanato del Paisanatico, una specie di comando militare, rimasto in forza fino al 1356.
Nell’XI secolo la località fu cinta dalle mura e venne eretta la chiesa parrocchiale di San Martino, tutt’ora esistente. Le mura vennero ampliate nel XIV secolo, inglobando la parrocchiale e i basamenti vennero rinforzati. Si costruirono allora le torri quadrate, sopra la cisterna la torre della Fontanella e si aprì una nuova porta d’accesso all’abitato, in aggiunta alle due già esistenti.
L’indagine archeologica ha portato alla luce importanti testimonianze utili al lavoro di conservazione, ma anche all’interpretazione della storia della località. Ed è emersa la straordinaria e inaspettata scoperta del cimitero bassomedievale.

Josip Višnjć

Abbiamo parlato di ciò con l’archeologo Josip Višnjić, che per conto dell’Istituto nazionale di restauro ha sovrinteso ai lavori.
“I sondaggi – così lo studioso – si sono resi necessari vista la locazione, l’importanza e il carattere archeologico della località. Approfondendoli, ci siamo resi conto che l’opera di sovrintendenza doveva trasformarsi in un’indagine archeologica di tutela, durante la quale siamo risaliti a delle interessanti informazioni che sintetizzano la storia dinamica di San Lorenzo tra l’XI e il XIV – XV secolo, periodo in cui i mutamenti delle strutture difensive erano numerosi. Inoltre, a fianco e sotto le mura innalzate in epoca veneziana, c’è stato l’inaspettato ritrovamento del cimitero civico medievale. Le indagini hanno contribuito a documentare per bene le strutture, tra l’altro la cinta muraria della primitiva fase di fortificazione della località, databile tra il X e l’XI secolo. Si tratta di una struttura massiccia, di una larghezza superiore ai due metri, edificata con pietra scolpita, usando la calce quale legante. Il cimitero era stato formato probabilmente nel periodo di costruzione, sul percorso tra la chiesa di San Martino verso nord.
Il sondaggio ha interessato una superficie di una quindicina di metri quadrati – continua l’esperto –, profonda tre metri circa ed è a questa profondità che è emerso l’antico cimitero. Questo rimase in funzione per un lungo periodo, come lo dimostrano i resti dei corpi ritrovati, sepolti in modo stratificato, il che vuol dire che i basamenti di sepoltura erano sfruttati ripetutamente.
I corpi erano depositati in forma regolare in direzione est – ovest, con la testa rivolta a occidente, distesi sulla schiena e con le mani incrociate sulla pancia, senza alcun arredo di contorno, il che è molto interessante, ma con resti di abiti e di bottoni di bronzo, evidenziati su tre dei 18 corpi rinvenuti. Tutti gli altri ne sono privi e probabilmente erano stati sepolti avvolti in un lenzuolo, senza la presenza d’una cassa lignea o altra architettura sepolcrale. Non sappiamo per il momento con certezza fino a quando funzionò questo cimitero; certo è che non era più in uso nel XIV secolo. Allora si stava edificando la nuova cinta difensiva veneziana, che passava sopra una parte del cimitero, poiché alcuni dei corpi rinvenuti provengono dallo spazio sottostante le mura. Da questo momento in poi la funzione cimiteriale non è più documentata in questa posizione. Gli scheletri sono stati prelevati e saranno sottoposti ad altre indagini antropologiche, che ci sveleranno altri segreti sulla vita degli abitanti di quel periodo”.

L’antico cimitero

Varie stratificazioni
Le sorprese, seppure meno importanti, non si sono fermate qui: lo scavo ha portato alla luce anche altri reperti che saranno soggetti ad approfondimenti. “Si tratta di testimonianze prevalentemente bassomedievali, vale a dire del periodo che va dall’XI al XIV secolo, ma anche della prima età moderna (XV e XVI secolo). Questi provengono però dagli strati successivi. In quello più grande sono emerse anche testimonianze più recenti.
È interessante pure il ritrovamento sottostante lo strato medievale, dove sono affiorati resti dell’insediamento preistorico, talvolta attigui al cimitero, che qui funzionava nell’età del bronzo. Si tratta di reperti in ceramica; non sono stati trovati resti materiali o di edifici di quel tempo”, conclude Josip Višnjić.
Tutto ciò testimonia la lunga e interessante storia della cittadina, rendendola ancor più affascinante. Il sondaggio ha attirato l’attenzione di molti residenti, interessati alla storia della loro località.

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