Refosco, nuovo look per l’annata 2020

I vertici della cantina «Vinakoper» puntano molto sulla varietà prodotta quest’anno

Una carrellata della produzione vinicola

Il fiore all’occhiello dell’azienda vinicola “Vinakoper”, la varietà di Refosco, cambia immagine. L’annata 2020 prodotta dal vitigno che veniva coltivato in Istria già ai tempi di Plinio il Vecchio, il Refosco della linea “Sapori d’Istria”, presente sul mercato domestico dal 2004, oltre alla nuova veste acquista sfumature più morbide, fresche e briose. I produttori si dicono entusiasti della vendemmia di quest’anno e sono fiduciosi che il Refosco mostrerà il proprio potenziale, sia con il suo colore rosso rubino con riflessi violacei intensi sia con il suo sapore elegante e pieno. Grazie al clima secco e al sole durante il periodo di maturazione, i grappoli d’uva hanno potuto maturare un’elevata concentrazione di estratto e colore. La “Vinakoper”, in quanto principale produttore di Refosco, si adopera da sempre per conservare il vitigno predominante della regione, in particolar modo nel corso degli ultimi tre decenni. “Nel passato la varietà era poco apprezzata, considerata adatta soltanto alla produzione di vino annuale dall’alta acidità. Oggi, invece, siamo in grado di apprezzare il Refosco nella sua duttilità”, così il direttore Borut Fakin. La gamma della qualità Refosco della “Vinakoper” spazia dal semplice vino da tavola alle varietà barricate, quelle invecchiate nelle botti di quercia, a quelle frizzanti, inizialmente prodotte soltanto per i mercati esteri. Quest’ultimo ha avuto particolare successo tra i colleghi viticoltori francesi, increduli riguardo al potenziale del Refosco in versione spumante. Proprio il successo sul mercato internazionale ha convinto i produttori a proporlo anche ai clienti nazionali. In linea con le tendenze gastronomiche contemporanee, che promuovono un’alimentazione più leggera, cambiano anche gli abbinamenti con i vini. “Se un tempo il Refosco andava a nozze con le carni rosse, le varietà odierne si abbinano con risotti, pesce e anche pizze”, osserva il capo enologo Boštjan Zidar. “Il consumatore moderno”, così ancora Zidar, “è anche attento alla salvaguardia dell’ambiente, di conseguenza è essenziale un atteggiamento rispettoso nei confronti delle singole annate e una produzione attenta al futuro del pianeta”. Di sicuro quest’anno non ci saranno i tradizionali festeggiamenti di San Martino con il consueto tendone che per un’intera settimana accoglieva gli ospiti con la ricca proposta di degustazioni di vino novello condita da musica e programmi culturali.

La degfustazione dei vini

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