Pericolo selvaggina

Nell’arco di un anno soltanto nel Buiese gli incidenti provocati da animali selvatici sono oltre 100

Il cinghiale finito nel campo, poco distante dalle case di Seghetto (sullo sfondo)

Alle volte i casi d’investimento della selvaggina nemmeno vengono denunciati alla Polizia. Accanto ai casi riportati a parte, alcuni giorni fa sulla strada Rosazzo-Seghetto, qualcuno ha investito, dopo una lunga frenata, un cinghiale, che è morto in mezzo al campo a una trentina di metri dal punto dell’incidente, distinguibile dalle tracce della frenata. Ricevuta la segnalazione della presenza della carcassa dell’animale, la Società venatoria ha provveduto a ritirarla e a consegnarla alla Stazione veterinaria, per la sua eliminazione. L’animale pesava quasi cento chilogrammi. Si tratta di uno dei tanti incidenti provocati dall’attraversamento improvviso della selvaggina lungo le viabili istriane. I danni alle auto sono sempre ingenti: per evitare di pagarli di tasca propria, bisogna munirsi di un’assicurazione aggiuntiva, proprio per la selvaggina.

 

Cinghiali e caprioli si stanno abituando a convivere con l’uomo. Del resto, costruendo strade e autostrade, nuovi insediamenti urbani e fabbriche, l’uomo ha interrotto i sentieri naturali usati da questi animali, che si sono abituati perfino ai fari delle macchine e all’illuminazione pubblica e ora stanno studiando un modo per superare le recinzioni elettriche dei pascoli.

Il cinghiale pesava quasi cento chili

In altre parole non è difficile incontrarli lungo le strade e perfino vicino alle case, sia nell’entroterra che lungo al costa. Nella sola zona del Buiese, che comprende tre Città e altrettanti Comuni, gli incidenti provocati dagli animali selvatici sono ogni anno oltre 100-120. I cinghiali, in particolare, provocano gravi danni all’agricoltura, perché amano un po’ di tutto, dalle patate alla verdura. Nei campi trovano cibo in abbondanza e nessun predatore naturale. Le Società venatorie sono a conoscenza del problema e organizzano delle battute di caccia, per limitarne la popolazione, non senza incorrere in qualche pericolo. Lo scorso anno, per esempio, un cacciatore era stato assalito da un cinghiale ferito. L’uomo era stato salvato da un collega, che aveva ucciso l’animale a colpi di coltello. Un corpo a corpo con l’animale molto pericoloso, visto che il cinghiale non mollava l’uomo ferite e usare il fucile sarebbe stato troppo rischioso.

Facebook Commenti