I coniugi Toljanić e i 12 figli ai tempi del coronavirus

La convivenza genitori-figli non è facile, ma non per la famiglia extralarge di Verbenico (Vrbnik) sull'isola di Veglia (Krk)

La famiglia Toljanić al completo durante l’ultimo Natale

Che lo tsunami coronavirus abbia modificato (per usare un eufemismo visto che il termine più corretto sarebbe stravolto) le nostre abitudini, ormai lo sanno anche i muri. Improvvisamente, i ritmi e le abitudini quotidiane si sono spezzati, le giornate sono diventate interminabili e uguali l’una all’altra. Insomma, siamo tutti chiamati a grossi sacrifici, con tanti svantaggi e pochi vantaggi. È deprimente soppesare i primi, e nemmeno troppo consolante valutare i secondi. E poi è frustrante. Soprattutto ora che è sbocciata la primavera. Passare intere giornate chiusi in casa, sotto lo stesso tetto, richiede inevitabilmente un riassestamento del nucleo familiare per far fronte alle varie esigenze come la scuola, il lavoro, il gioco e la cura dell’abitazione, che ora si fondono in un unico spazio, tra le mura domestiche. Ecco allora che la convivenza genitori-figli diventa molto difficile (un eufemismo anche questo). È un po’ come finire rinchiusi nella casa del Grande Fratello, ma senza la “salvifica” possibilità della nomination per uscire e tornare alla normalità. La “legge” della quarantena non ammette errori: bisogna saper fare delle necessità una virtù. Come? Armandosi di pazienza e abbandonandosi all’arte spicciola del compromesso. Cari genitori, se la convivenza con i vostri figli sembra avere lo stesso coefficiente di difficoltà della scalata all’Everest, sappiate che c’è chi di figli ne ha, udite udite, 12 (!), eppure sta vivendo molto serenamente questo momento. È il caso del noto imprenditore vitivinicolo di Verbenico (Veglia), Franjo Toljanić che, assieme alla moglie Katarina, ha una famiglia extralarge di, appunto, 12 figli, dai 23 anni della figlia più grande, ai 2 di quella più piccola.
Sull’isola è diverso
“Siamo abituati a stare tutti quanti assieme e questo non ci è mai pesato – racconta Franjo –. Anche se devo ammettere che ora è un po’ diverso in quanto prima ci si ritrovava tutti insieme solo nei weekend, quando i figli più grandi tornavano a casa dall’università e dalle superiori. Ora invece è così ogni giorno, anche se non è che stiamo asserragliati tutti in casa. Anzi, il più delle volte lavoriamo nei campi e nei vigneti. Insomma, la vita sull’isola scorre diversamente che in città. La nostra routine? Io mi alzo presto, gli altri un po’ più tardi, facciamo colazione, chi frequenta l’Università segue le lezioni online, chi va a scuola lo fa in tv, si esce a fare la spesa, s’inizia a preparare il pranzo…”.
Già, il pranzo. Nella nostra mente facciamo fatica a immaginare quest’immensa tavolata di 14 persone, e le enormi quantità di cibo che vengono cucinate ogni giorno in grossi pentoloni manco fosse un ristorante…
“In realtà siamo in 17 – sorride – perché ci sono anche il nonno e la nonna e pure il marito della figlia più grande, fresca di matrimonio, che si è trasferito a casa nostra. È vero, abbiamo una grande tavola, ma anche stringendoci un po’ di più non riusciamo comunque a starci tutti e dobbiamo fare a turno, perciò chi finisce prima lascia il posto a chi non ha ancora mangiato. Ora però, con il bel tempo, c’è chi preferisce mangiare all’aperto sul terrazzo di casa. Che cosa prepariamo? Di tutto e di più: minestroni, carne, pesce, verdure…”.
Vinotel chiuso
In casa Toljanić la priorità adesso è far quadrare i conti dato che la morsa della crisi epidemiologica si fa sempre più stringente. Il fiore all’occhiello della loro cooperativa Gospoja è il Vinotel, un vero e proprio albergo del vino, inaugurato alla fine del 2016, che domina il mare abbarbicato sulle scogliere strette attorno a Verbenico. Un gioiello unico nel suo genere in Croazia che però, complice lo spauracchio del Covid-19, è chiuso.
“È indubbiamente un duro colpo. Abbiamo inaugurato la nuova stagione alla grande e tra febbraio e inizio di marzo avevamo molti più ospiti rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, e anche il booking per i mesi seguenti era ottimo. Ora però, è tutto fermo. Le prenotazioni per aprile e maggio sono state rinviate all’autunno, altre ancora all’anno prossimo. L’aspetto positivo è che gran parte dei nostri clienti sono ospiti individuali e come tali sono più flessibili se c’è da riprogrammare la propria vacanza. Le nostre entrate sono crollate di quasi il 90 p.c. e l’unica attività che ancora resiste è la produzione del vino. Anche in questo caso è sempre più difficile piazzarlo sul mercato dato che i ristoranti sono chiusi, perciò ci limitiamo a rivenderlo a piccoli negozi e centri commerciali”.
Nessun licenziamento
Per uscirne e salvare la propria attività in un momento di crisi, un imprenditore è spesso costretto a ricorrere a dolorosi tagli. Degli stipendi e alle volte anche del personale. “Non abbiamo licenziato nessuno. A tutti i nostri dipendenti, circa una sessantina suddivisi tra le cooperative PZ Gospoja e Gospoja Ugostiteljstvo, stiamo cercando di assicurare il salario minimo sfruttando le misure di sostegno varate dal governo. Se questa situazione non durerà troppo a lungo, riusciremo a superarla così. In caso contrario, saremo costretti a riorganizzarci, trovando un’alternativa”, conclude Franjo Toljanić.
Il prosciuttificio pronto tra giugno e luglio
Emergenza o no, a Verbenico si continua a lavorare alla costruzione del prosciuttificio, un progetto molto ambizioso del valore complessivo di circa 23 milioni di kune.
“Al di là della difficile situazione che stiamo vivendo, non possiamo fermarci del tutto e bisogna per forza guardare avanti. Il prosciuttificio è entrato ormai nella sua fase finale e non abbiamo alcuna intenzione di bloccarlo proprio adesso. Tra l’altro, anche l’Agenzia per gli investimenti nell’agricoltura e la HBOR (Banca croata per la ricostruzione e lo sviluppo, nda), che lo finanziano in larga misura, hanno dato la disponibilità a portarlo avanti. Al momento i lavori procedono un po’ a rilento, ma nonostante ciò contiamo d’inaugurarlo tra giugno e luglio. Oltre ai prosciutti, è previsto anche un allevamento di maiali e di altri animali, tra cui pure il boscarino vegliota”, rivela Franjo Toljanić.

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