Croazia. Sette nuovi casi: uno anche a Fiume

Infermiere davanti all'Ospedale Sestre Milosrdnice di Zagabria. Foto Sanjin Strukic/PIXSELL

Il numero dei contagi in Croazia sale a 56. Nella notte tra domenica e lunedì sono stati registrati nuovi sette casi, tra cui uno anche a Fiume. Nel capoluogo quarnerino, così, sono 9 i casi coronavirus, anche se va detto che uno è già guarito, come annunciato domenica ser dal direttore del CCO di Fiume, Davor Štimac. Tra i nuovi casi si segnala ancora un medico. Ai due dottori dell’Ospedale Dubrava, si è aggiunto un chirurgo del Rebro, sempre a Zagabria. A questi vanno aggiunti un nuovo caso a Karlovac e altri quattro nella capitale.
“Con l’ingresso del Covid-19 nel sistema sanitario, siamo passati alla terza fase dell’emergenza, in cui viene innalzato il livello d’allerta all’interno degli ospedali e tra il personale medico – ha spiegato il ministro della Salute Vili Beroš –. Devo ringraziare il medico dell’Ospedale di Rebro che è stato contagiato da una persona che era tornata da un centro sciistico in Austria. Siccome ha capito la situazione, si è messo subito in isolamento e l’équipe medica che ha lavorato con lui è stata pure isolata. Al suo posto è stata richiamata un’altra équipe che lavorerà finché non saranno trascorsi i 14 giorni previsti in questi casi”. Per quanto concerne i due medici dell’Ospedale Dubrava, Beroš ha ammesso che sono venuti a contatto con mate persone. “Effettivamente è un problema, però stiamo facendo il possibile per far rientrare l’allarme”.
Quaranta violazioni dell’autoisolamento
Il responsabile della task force nazionale Davor Božinović ha voluto ringraziare tutte le persone che rispettano la misura di autoisolamento, ma anche tutti coloro che hanno segnalato violazioni in questo senso. “Ieri, domenica 15 marzo, abbiamo ricevuto 174 segnalazioni, di cui 40 si sono rilevate giuste”, ha ribadito il ministro dell’Interno, il quale ha aggiunto che la polizia non renderà noti i nomi  delle persone che non rispettano questa misura. “Non lo fa nessuno al mondo, ma state tranquilli: i nostri agenti stanno facendo un ottimo lavoro”.
“Non è pensabile che passi presto”
Krunoslav Capak ha spiegato che “è difficile pensare che l’emergenza rientri entro due-tre settimane”. Il direttore dell’Istituto croato per la salute pubblica (HZJZ) ha aggiunto che nonostante tutto “la situazione epidemiologica in Croazia è ancora buona” e “speriamo che rimanga tale”. In questo senso, Capak ha ribadito che in questo momento non è necessario introdurre misure ancora più stringenti. “Dobbiamo essere bravi a mantenere un equilibrio tra la situazione epidemiologica e l’allargamento delle misure. Non sarebbe un bene chiudere tutti e fermare completamente la vita”.

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