Domenica insolita a Pola (foto)

Nuove misure, ancora più drastiche da domenica 15 marzo in Regione per fare fronte all’emergenza coronavirus. E si avvicinano sempre di più a quelle già in vigore in Italia. La Regione, infatti, dopo avere chiuso le scuole per prima in Croazia, ha deciso di chiudere tutto, ad eccezione dei negozi di alimentari e altri servizi necessari. Le misure resteranno in vigore fino al 14 aprile, ovvero dopo la Pasqua. Lo ha confermato Dino Kozlevac, responsabile della task force per il coronavirus della Regione istriana nella giornata di sabato e ieri le misure sono state prontamente messe in atto. Così tutti i bar e i ristoranti hanno calato le saracinesche, mentre hanno continuato a funzionare le consegne e domicilio e la mensa popolare, ma a regime di massima sicurezza. Abbassate le serrande anche per i centri benessere, parrucchieri e servizi simili.

 

I centri commerciali e i negozi di alimentari invece potranno rimanere aperti fino alle ore 18 come pure le rivendite dei distributori di benzina. Per tutti valgono le medesime misure di sicurezza: ingresso contingentato per assicurare la distanza di sicurezza tra le persone, davanti alle casse posizionare contrassegni per il rispetto della distanza di almeno un metro e assicurare il funzionamento di quante più casse per garantire che i clienti possano fare gli acquisti e uscire dalla rivendita in modo quanto più veloce.
All’ultimo incontro stampa il Comando della Protezione civile della Regione ha rinnovato l’appello alla cittadinanza di attenersi alle disposizioni fin qui emanate per limitare il contagio. Niente assembramenti dunque, rispetto della distanza tra le persone e assoluto rispetto delle regole per chi si trova in autoisolamento. In caso contrario scatteranno le multe che si aggirano sulle 8mila kune.
Intanto, a detta della direttrice dell’Ospedale di Pola, dottoressa Irena Hrstić, le sei persone risultate positive al nuovo coronavirus in Istria hanno un quadro clinico lieve e sono ricoverate nel Reparto Malattie infettive del nosocomio. Cinque di esse sono pressoché asintomatiche, mentre la sesta ha qualche linea di febbre.
“In questo frangente è un bene che l’Ospedale sia ancora diviso tra i reparti in via Zagabria e quelli del Marina a Veruda. In tale modo è minore il rischio di contagio”, ha aggiunto Irena Hrstić.

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