ORLANDERIE Rožman si riscatta con la Dinamo

Simon Rožman, l'allenatore sloveno del Rijeka. Foto nk-rijeka.hr

Dopo tre sconfitte e due pareggi, risultati sicuramente indegni in conformità a quelle che sono le ambizioni del Rijeka, l’allenatore Simon Rožman, che nella sua squadra aveva sempre creduto, salva la faccia battendo la squadra campione, la Dinamo. Il tecnico sloveno non era mai veramente in bilico, anzi tutt’altro. Il presidente Damir Mišković, prima della sfida di domenica, parlava di massima fiducia nell’allenatore di una squadra che lavora e gioca bene, ma alla quale la fortuna ha voltato le spalle. Dopo tanto tempo applausi per tutti a Rujevica. La Dinamo, campione del passato, presente e futuro, è finita gambe all’aria. Il gioco ha sposato anche il risultato.
Al contempo è saltata invece la panchina della Dinamo. Dopo appena sette partite, Igor Jovićević, in carica dal 22 aprile, è stato costretto a dimettersi. Era subentrato a Nenad Bjelica, quest’ultimo cacciato perché contrario al taglio dello stipendio nel periodo del coronavirus. Da ieri la Dinamo ha un nuovo-vecchio allenatore in Zoran Mamić, a Rujevica presente nel ruolo di direttore sportivo. Un ritorno quello di Zoran Mamić, che dal 2013, in tre stagioni aveva conquistato altrettanti titoli nazionali e due Coppe. Ha lavorato negli Emirati, all’Al Ain, conquistando il titolo.
“Via Jovičević e panchina a mio fratello Zoran”: ha deciso così Zdravko Mamić, in esilio a Međugorje e padre-padrone della Dinamo. Un anno fa mi recai a Međugorje e incontrai Zdravko, che senza mezzi termini mi confermò: “Senza la mia benedizione al Maksimir non possono comperare nemmeno la carta igienica…”
Nel campionato croato gli allenatori hanno miseri contratti e nessuna garanzia di poter lavorare in pace. Soltanto due, Goran Tomić della Lokomotiva e Ivan Prelec dell’Istra 1961, hanno iniziato la stagione che sta per concludersi. Zoran Mamić è il terzo tecnico alla Dinamo, come del resto Igor Tudor all’Hajduk, dove prima di lui in panchina c’erano Siniša Orešćanin e Damir Burić, Tomislav Ivković è il terzo allenatore dell’Inter dopo Toplak e Petrović. Idem per il Varaždin, dove era stato Perković a iniziare la stagione per poi lasciare il posto a Bonačić e Toplak, l’uomo che ha raggiunto la salvezza. Bišćan (Rijeka), Skender (Osijek), Jakirević (Gorica) e Sertić (Slaven) sono ormai dimenticati da tempo.
Entusiasta Damir Mišković della prestazione del Rijeka nella partita vittoriosa con la Dinamo: del grande cuore di Čolak, della genialità di Andrijašević, della classe di Pavičić e del giovane Braut. “Braut è un’altra conferma che abbiamo fatto bene a spalancare la porta ai giovani, ai quali non viene comunque regalato nulla. Si meritano il posto e basta. Braut ne è la conferma”, ha chiosato Mišković. Il presidente ha ribadito che conquistare la Coppa Croazia ha maggior valore che arrivare secondi in campionato… Mišković vuole la sua quarta Coppa il 1° agosto a Sebenico nella sfida con la Lokomotiva. La vittoria sulla Dinamo, il gioco espresso, la disciplina tattica e la classe individuale al servizio del collettivo sono una garanzia. Per Mišković anche Rožman sta facendo un ottimo lavoro. A Rujevica è insomma tornata la serenità. Tutti felici e contenti…

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