Nenad Gračan: «Non sarà una goleada come al Maksimir»

Nenad Gračan fa le carte al big match di sabato tra Rijeka e Dinamo. «La posta in palio è alta perché c’è in gioco il primo posto perciò mi aspetto due squadre molto prudenti e tatticamente accorte»

Robert Anic/PIXSELL
Nenad Gračan

Anche se fuori l’autunno ha iniziato a graffiare, a Rujevica sta salendo la temperatura in vista del big match di sabato tra Rijeka e Dinamo. È lo scontro diretto tra le prime due della classe, nonché tra le due formazioni più in forma del momento, divise da una sola lunghezza in classifica (23 a 22 in favore della truppa di Tomić). Una partita certamente non decisiva, ma che comunque può risultate molto importante nello sprint verso il titolo di campione d’inverno. In caso di successo il Rijeka staccherebbe gli zagabresi lanciando un chiaro segnale a tutte le dirette avversarie. Viceversa, espugnando Rujevica, la Dinamo opererebbe il constrosorpasso andando a ristabilire quelle che erano le gerarchie a inizio stagione. E in caso di pareggio? Si tratterebbe di un prezioso assist a Osijek e Hajduk le quali, vincendo i loro rispettivi incontri, andrebbero ad accorciare ulteriormente una classifica già di per sé cortissima, che si presenterebbe così con quattro squadre racchiuse in un solo punto (Rijeka e Osijek a quota 24, Dinamo e Hajduk a 23). Uno scenario indubbiamente suggestivo che in tanti si augurano perché a guadagnarci sarebbe lo spettacolo. La posta in palio è dunque altissima e il confronto sul campo aperto a qualsiasi risultato.

 

Fattore campo

“Prevedo una partita tatticamente molto accorta – inquadra così lo scontro al vertice Nenad Gračan, che nella sua carriera da allenatore ha guidato entrambe le formazioni –. La posta in palio è alta perché c’è in gioco il primo posto, sebbene in questo momento della stagione conti relativamente essere davanti a tutti, però può comunque rappresentare un importante iniezione di fiducia per il prosieguo del campionato. Ecco perché mi aspetto due squadre molto prudenti. Non aspettiamoci quindi una gara come quella al Maksimir (3-3, nda). Stavolta sarà ben diverso. La sosta? Non credo influirà più di tanto o che spezzerà il ritmo. Fisicamente e mentalmente entrambe le squadre stanno bene e i giocatori saranno sicuramente super motivati”.

Quella di sabato non è soltanto la sfida tra la prima e la seconda in classifica, ma anche tra i due attacchi più prolifici del campionato. Fiumani e zagabresi hanno fin qui realizzato 25 gol (gli uomini di Krznar hanno tuttavia una partita in meno sul proprio conto) e sono entrambi reduci dalle goleade prima della sosta: i fiumani hanno rifilato sei sberle all’Istra 1961, i campioni in carica addirittura otto al malcapitato Hrvatski dragovoljac. “Il punto di forza del Rijeka è proprio l’attacco. Ma anche il centrocampo, che spinge molto. Una squadra, insomma, a trazione anteriore. Un po’ come la Dinamo del resto. Da questo punto di vista sono due formazioni alquanto simili. Individualmente però la gli zagabresi hanno qualcosa in più perciò se il Rijeka vorrà conquistare i tre punti dovrà alzare ulteriormente il livello e sfoderare la miglior prestazione della stagione. È la classica partita da 50:50 dove saranno i dettagli a fare la differenza, come ad esempio il fattore campo perché non è facile per nessuno giocare a Rujevica”.

Un duello tra Lovro Majer e Abass Issah nel match del Maksimir finito 3-3

Anello di congiunzione

Tra Rijeka, Osijek e Hajduk al momento i primi sembrano i più accreditati per recitare il ruolo di anti-Dinamo. “La Dinamo è oggettivamente la più completa e resta quindi la squadra da battere. Molto probabilmente resterà ancora a lungo in Europa e inevitabilmente potrebbe pagare qualcosa sotto l’aspetto energetico. Un fattore da non sottovalutare soprattutto nel caso in cui la classifica dovesse rimanere così corta. Quanto al Rijeka, al momento è ancora troppo presto per dire se potrà inserirsi nella lotta al titolo, ma io comunque vedo la squadra di Tomić meglio rispetto a Osijek e Hajduk. Con l’arrivo di Mišković la società ha trovato continuità di risultati e la rosa è ogni anno competitiva nonostante i tanti cambi. Tomić è un allenatore preparato che sa il fatto suo. E infatti sta facendo un ottimo lavoro: non solo la squadra propone un bel calcio, ma è riuscito anche a creare un clima di serenità all’interno dello spogliatoio”.

Alla domanda su chi sia il miglior giocatore del Rijeka, Neno non ha dubbi. “Pavičić. È il cervello e motore della squadra. L’anello di congiunzione tra difesa e attacco. Fa girare la squadra, sforna assist, segna… Un giocatore completo. Ora che ha trovato continuità di rendimento e messo alle spalle i guai fisici sta facendo vedere tutto il suo valore. Drmić? È il miglior attaccante del campionato assieme a Livaja e Petković. Tre profili molto diversi tra loro e con caratteristiche tecniche differenti, ma ugualmente decisivi per le rispettive squadre”, ha concluso Nenad Gračan.

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