Costabella… neanche tanto

Il resort della catena Hilton assume quello che sarà il suo aspetto definitivo, che ci piaccia o no. I lavori proseguono e l’inaugurazione, slittata di almeno un anno rispetto ai termini previsti a causa dell’insorgere della pandemia da coronavirus, dovrebbe avere luogo tra qualche mese

Una vista dall’alto della piscina esterna

È una risorsa, una potenziale fonte di benessere per la comunità o un obbrobrio, una devastazione del patrimonio naturale? Forse entrambe le cose. L’”Hilton Rijeka Costabella Beach Resort & Spa” sembra ormai prossimo ad assumere il suo aspetto definitivo, come lo avevamo conosciuto qualche anno fa nella simulazione 3D prima della sua realizzazione, preceduta da una serie di modifiche ai documenti di pianificazione del territorio, come il Piano urbanistico generale. I dibattiti pubblici che per legge devono venire avviati per dar voce ai cittadini hanno seguito un percorso con pochi ostacoli, nessuno dei quali, come si può notare, insormontabile. Circa 80 milioni di euro scalpitavano per insediarsi, per stendersi in riva al mare, trasformati in cemento, acciaio e vetro, in una delle poche zone del territorio amministrativo di Fiume fino a pochi anni fa ancora intatta, più o meno come l’aveva creata Madre Natura. Fiume si affaccia sul mare, ma a disposizione dei suoi cittadini di mare ce n’è poco. Ora non rimane che mettersi il cuore in pace cercando di abituarsi a questa presenza aliena che ha cambiato drasticamente il paesaggio.

Il tetto verde di una delle strutture

Il paragone con l’Ambasador di Abbazia
Avvenne qualcosa di simile ad Abbazia con la costruzione dell’Hotel “Ambasador”, progettato dall’architetto Zdravko Bregovac e inaugurato nel 1966. Fu il più rappresentativo dei 17 alberghi disegnati dall’architetto, nato e cresciuto lontano dal mare, a Dinjevac vicino a Đurđevac. In un’Abbazia dal look imperiale ereditato dal XIX secolo e conservato in buona parte fino ai giorni nostri, l’Ambasador era per molti un pugno nell’ occhio. Per altri fu una meraviglia, un capolavoro di design. Oggi per tutti noi è normale che sia lì dov’è, cosi com’è. Erano altri tempi quando veniva concepito l’”Ambasador”, in pieno boom economico, ma anche in un clima di guerra fredda in cui, forse, non era semplice mettere in discussione certi progetti e certe decisioni. Anche gli “eretici” di quei tempi non poterono che accettare l’intruso che ospitò diverse volte Tito e la consorte Jovanka, come pure, nei decenni successivi, tante personalità importanti in quanto, all’epoca, l’albergo fu il più attrezzato per chi poteva permettersi certi lussi. Con le sue 5 stelle è tutt’ora nelle primissime posizioni nell’offerta alberghiera abbaziana.

La passeggiata che circonda il resort

Lavori in fase conclusiva
Torniamo sul suolo fiumano, superando la baia di Preluca, per sbattere contro la muraglia del nuovo resort che tra pochi mesi, coronavirus permettendo, dovrebbe essere pronto ad accogliere, con un anno di ritardo rispetto ai tempi previsti, i primi turisti. Immaginiamo che lo troveranno bello e accogliente.
Intanto i lavori stanno volgendo al termine. Le piscine esterne sono state riempite, la passeggiata che circonda il complesso sta prendendo forma e negli interni sono in corso gli interventi di rifinitura.
Esiste un disturbo psicosomatico chiamato “Sindrome di Stendhal” che si manifesta in certe persone particolarmente sensibili quando si trovano al cospetto di opere d’arte particolarmente suggestive. Avviene che, davanti a una grande bellezza, ci si emoziona al punto da avere vertigini, tachicardia, giramenti di testa fino a svenire, sensazioni rivelate dallo stesso scrittore francese, vissuto a cavallo tra il XVIII e XIX secolo, dopo un viaggio in Italia che lo portò ad ammirare capolavori a Firenze e altre città.
Per gli estimatori di certe forme d’espressione architettonica l’Hilton a Costabella potrà sembrare una sorta di capolavoro, un gioiello, per altri ha i tratti somatici di un moderno centro commerciale. Resteremo imparziali e non sbaglieremo nella nostra valutazione conclusiva. Il rischio che l’affezione psicosomatica a cui abbiamo accennato possa manifestarsi anche nell’osservatore meno prevenuto è molto contenuto.

Piena anche la piscina per i bambini
La cupola all’entrata del complesso di Costabella

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