Canale di Veruda. Il rifugio prediletto degli amanti del mare

L’insenatura è talmente lunga e protetta, che quasi non se ne scorge l’uscita, a meno di osservare attentamente il minuscolo stretto che separa le due punte di Verudella e Valsabbion

Il Canale di Veruda visto da Punta Verudella: a sinistra Bonarina, a destra il Marina della Tehnomont

Chi per diletto si nutre di fantascienza, saprà certamente che l’evoluzione dei continenti non è opera del caso ma il frutto di un attento disegnatore: il progettista di pianeti Slartibartfast, il grande appassionato della creazione di coste che per i fiordi di Norvegia vinse un premio pan-galattico speciale o, volendo, un Oscar cosmico alla bellezza dei rilievi costieri. Ora a questo Slatribartfast, che andava molto fiero dei suoi fiordi, bisogna che portino rispetto anche gli abitanti di Pola, perché una città tanto piccola e tuttavia circondata da una costa tanto frastagliata, con una copiosità eccezionale di insenature, promontori, porti e spiagge, in alcuni casi di ineccepibile bellezza, non capita tutti i giorni di veder plasmare anche dal più abile dei disegnatori di pianeti della galassia. Scherzi a parte, dei suoi trenta chilometri di costa quanti si snodano da Punta Cristo a Valsabbion con andamento serpeggiante, il panorama che dall’alto di Punta Verudella offre il Canale di Veruda è certamente una delle più belle vedute di Pola, se non la più bella in assoluto.
Un magnifico specchio di mare
L’insenatura è talmente lunga e protetta, che quasi non se ne scorge l’uscita, a meno di osservare attentamente il minuscolo stretto che separa le due punte di Verudella e Valsabbion. Ma anche in quella direzione la vista sul mare aperto è impedita subito dietro l’angolo dall’ingombrante presenza dello Scoglio dei Frati, che sembra fatto apposta per proteggere dalle mareggiate il fortunato Canale. Anche in questo dettaglio la previdenza del nostro disegnatore di pianeti è stata impareggiabile. Non per niente questo braccio di mare così dolcemente incastonato nella terraferma sembra un lago. E non per nulla è stato suo destino diventare il rifugio prediletto dei polesi che praticano in grande numero la pesca sportiva e dilettantistica, la vela, la nautica da diporto ecc. Col tempo, è vero, il Canale ha accolto nel suo seno anche un cantiere per imbarcazioni da diporto (Tehnomont brodogradilište) e questo stesso cantiere ha fatto in fretta ad allargare la sua attività al turismo nautico (Marina Veruda) che si completano a vicenda. Pertanto oggidì questo magnifico specchio di mare che sembra un lago è diviso in quattro quadranti con relativa soluzione di continuità corrispondenti al Porto di Bonarina (gestito direttamente dall’Autorità portuale), al Porticciolo di Delfin (gestito dalle associazioni sportive di pesca dilettantistica) che occupano una delle due sponde, al Porto nautico col ristorante e al Cantiere navale col bacino di carenaggio, che occupano l’altra sponda in direzione di Valsabbion, ma anche la vallata dell’insenatura in prossimità dei vecchi serbatoi del gas in disuso.

I clienti circolano tutto l’anno
Manco a dirlo, gli ormeggi sono centinaia, e altrettante sono le imbarcazioni. I clienti si contano a migliaia e circolano tutto l’anno, benché in estate il via vai sia decisamente più intenso. Ma il bello del Canale è che ospita ugualmente sia i turisti facoltosi con i loro panfili di lusso, sia le più disparate imbarcazioni per le gite turistiche, i glass-boat, i motoscafi da noleggio dall’aspetto uniformato (Rent-a-Boat), le minuscole barchette da pesca con la lenza, il battello sgangherato che a prezzi stracciati fa la spola tra la terraferma e l’isola dei Frati, insomma, tutta una gamma di imbarcazioni che vanno dal lusso sfrenato alle vecchie battane da quattro soldi che durano tanto quanto dura il bel tempo, perché il primo temporale che le coglie di sorpresa le affonda. Se fosse stato veramente un lago, o perlomeno un porto cresciuto coi benefici di un’attenta progettazione urbanistica, il Canale di Veruda avrebbe avuto da tempo una passeggiata costiera con cui fare concorrenza sia al Lungomare che ai promontori di Verudella (bellissimi, si capisce, ma esposti ai quattro venti e quindi poco frequentati nei mesi freddi). Al contrario qua la bonaccia regna sovrana e ogni permanenza sia a Bonarina che al Delfin, estate o inverno che sia, è un piacere che coltivano migliaia di polesi affezionati. Ma i tre porti rimangono tuttora privi di collegamento pedonale, ed è un vero peccato, perché il panorama è davvero ineccepibile.
Gli investimenti futuri
Chissà che la tanto attesa passeggiata non arrivi da qui a un paio d’anni, ora che i magnati delle costruzioni si sono spartiti i lotti edificabili tra la tangenziale e Delfin (qualcuno è rimasto di dominio pubblico, ma la Città di Pola non intende vendere ulteriormente per non restare a secco quando si tratterà di dover assicurare una casa a basso costo ai medici del nuovo Ospedale). Recentemente è trapelata la notizia che la proprietà dell’area edificabile ha cambiato nazione, che il capitale israeliano ha deciso di togliere il disturbo e che in compenso ha guadagnato terreno la società polese “Stanoinvest”, o meglio, il “re delle costruzioni” Ivica Salvador. Ovviamente i desideri di Salvador sono limitati dalle disposizioni del Piano particolareggiato del futuro quartiere urbano Delfin, ma in sostanza, si sa, “Stanoinvest” costruisce generalmente appartamenti piccoli, a costi moderati, con cortili microscopici, pochi parcheggi e zero alberi o superfici coltivate a erba. Così almeno ha fatto finora, nelle aree urbane meno pregiate della città, per esempio tra i caseggiati di Monvidal e Valvidal. Che non si possa fare lo stesso nella futura zona residenziale di Delfin è chiaro e non c’è bisogno di altre spiegazioni. Ma resta da vedere come andrà a finire. Sia come sia, il costruttore ha già annunciato che da qui a un anno a ridosso di Nuova Veruda comincerà a edificare la bellezza di mille appartamenti, qualche negozio e – bontà sua – un asilo. E naturalmente la passeggiata costiera col suo bel filare di alberi, di panchine e di cestini, elegantemente lastricata. Si dice che sarà questo l’investimento del decennio. Vediamo un po’ se e come andrà… in porto.

Facebook Commenti