Vini autoctoni del Quarnero: categoria da tutelare

Continua il progetto volto alla caratterizzazione delle specie autoctone dei vini del Quarnero

La Belica e lo spumante di Dragan Rubeša, che hanno ottenuto il certificato di qualità

Grazie all’ottima sinergia tra la Regione litoraneo-montana e l’Università di Fiume, ieri è stato firmato a Castua un contratto con il quale si rinnova la collaborazione del progetto “Caratterizzazione delle specie autoctone dei vini del Quarnero”. Il documento è stato consegnato alla rettrice Snježana Prijić Samaržija dal presidente della Regione, Zlatko Komadina. “Questa collaborazione è per noi molto importante – ha detto Snježana Prijić Samaržija –. Dopo tre anni continuiamo a portare avanti questo valido progetto grazie al quale sono visibili già i primi risultati. Infatti, la Belica, il vino autoctono di Castua, da quello definito da tavola è diventato prestigioso”. Castua è una città con una ricca storia, che vanta pure una lunga tradizione nella vinicoltura, come detto da Komadina. “È nostra intenzione tutelare e salvaguardare tutte le specie autoctone, affinché questa bellissima storia non venga dimenticata”, ha dichiarato.

 

L’enologo Tomislav Pavlešić ha voluto sottolineare che la nostra Regione dispone di vigneti che si estendono su una superficie massima di 200 ettari. “Il 90 per cento di questi sono specie autoctone, come la Žlahtina, la Belica e il Sansigot. Anche se le quantità prodotte sono relativamente piccole, tutti questi vini hanno ottenuto il certificato di alta qualità. Nei nostri laboratori abbiamo quindi creato una base di dati grazie alla quale queste specie sono ora protette e non possono venir ‘falsificate’, in quanto si potranno degustare soltanto nelle zone di produzione”, ha detto Tomislav Pavlešić.

La Regione finanzia il progetto (2019-2021) con 300mila kune, ovvero 100mila all’anno. Presente all’evento anche il f.f. di capodipartmento cittadino per il turismo, l’imprenditoria e lo sviluppo rurale, Mladen Brajan.

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