Ritorno al mare, emotivo e ragionato

La sub di professione Barbara Unković racconta la mappatura dei fondali, delle spiagge, degli scogli, delle scogliere e dei siti d’immersione subacquea. Lo scopo? Promuovere le località turistiche e valorizzare le risorse naturale. Nella Bassa Istria hanno aderito all’iniziativa sei Pro loco

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Ritorno al mare, emotivo e ragionato

Si chiama “Mappatura dei fondali, delle spiagge, degli scogli, delle scogliere e dei siti d’immersione subacquea istriani ai fini della promozione della località turistica e della valorizzazione delle risorse naturali”. È un progetto concepito da una sub di professione con master in economia e commercio e un curriculum impeccabile che abbraccia anni di ricerca universitaria, europrogettazione, sviluppo delle risorse umane e impresa a tempo pieno. Le sei Pro loco dell’Istria meridionale che occasionalmente collaborano per promuovere progetti d’interesse comune (Pola, Fasana, Dignano, Medolino, Lisignano e Marzana) hanno risposto con entusiasmo al suo invito anche perché l’iniziativa ha avuto l’immediato imprimatur dell’Ente turistico regionale, che ha deciso di estenderla gradatamente a tutte le Pro loco costiere istriane. Ma il Cluster delle Pro loco meridionali ha fatto il primo passo. Ci facciamo spiegare il percorso da Barbara Unković, che ci dice di aver avuto un solo desiderio in mente: condividere le bellezze del nostro mare con il maggior numero possibile di uomini, donne e bambini affinché il privilegio dei sub di professione non resti appunto un privilegio d’élite. Si può? Certo che si può. Per assaporare la ricchezza dei fondali adriatici non c’è bisogno dell’esperienza del sommozzatore. Basta fare snorkeling, ossia “galleggiare in superficie muniti di maschera e boccale, cosa che possono fare tutti, e possono farlo per ore”

Barbara Unković ha fatto di due passioni una professione.
Foto: DARIA DEGHENGHI

Un mercato molto ampio
Come ha avuto modo di dire a suo tempo in sede di conferenza stampa, già il turismo delle immersioni professionali può contare su 9 milioni di consumatori, ma si tratta di un mercato ancora modesto rispetto ai vacanzieri che praticano lo snorkeling (da “snorkel”: boccale) e le immersioni in apnea: le stime parlano di 27 milioni di turisti che a quest’attività affiancano il kayaking, il ciclismo, la pesca ecc. Il vantaggio è che non ci sono limiti di età né di preparazione. Per osservare il piccolo mondo marino degli scogli raso mare, basta saper nuotare con la maschera e occasionalmente immergersi fino a cinque metri di profondità. Si consiglia l’acquisto di una buona maschera piuttosto che di una scadente, ma la spesa è sempre economica rispetto a quelle richieste da tutti gli altri sport acquatici. Certamente il gioco vale la candela.

Com’è che un hobby diventa un prodotto turistico? “Inizialmente ho esposto l’iniziativa per sommi capi a Denis Ivošević dell’Ente turistico regiionale, che ha chiesto di sviluppare un discorso di carattere commerciale, con tutti i parametri socio-economici pertinenti al caso. L’idea gli è piaciuta e da lì siamo andati a proporla in maniera capillare alle Pro loco costiere. Il cluster delle località meridionali ha fatto il primo passo. Per incentivarle l’Ente regionale spesa la mappatura di un sito, e le località singole pagano il resto: possono scegliere se mappare un sito solo, due, tre o quattro, e questo dipende da loro”, ci dice la Unković e ammette che spera di arrivare a coprire un po’ tutta la costa, col tempo. Il progetto non ha dunque scadenze fisse, ma procede una località alla volta, secondo il principio bottom up. Ogni Pro loco ha suggerito alcuni siti da valorizzare, con l’aiuto dei colleghi subacquei si è fatto un po’ di selezione preliminare e in ultima istanza le Pro loco hanno scelto i siti che verranno presentati al pubblico con carta, fotografie, didascalie e testo esplicativo.

Il mare è dimenticato
La promozione dell’Istria si è sviluppata ultimamente in prevalenza sul terreno eno-gastronomico, con una certa preferenza per l’entroterra, il paesaggio rustico, le ville con piscina appartate, i prodotti autoctoni, la storia, i beni culturali, le ciclopiste, gli agriturismi ecc. Per evitare di offrire agli ospiti stranieri soltanto “sole e mare” abbiamo finito per dimenticare il nostro mare. È questo, infatti, il parere di Barbara Unković che a modo suo propone un “ritorno al mare” emotivo, ma anche ragionato. Lo snorkeling è una delle tante vie per partire. Un’altra è un dialogo aperto e continuo tra gli esperti del campo. “Lo scorso marzo l’Ente regionale e l’assessorato regionale al turismo hanno organizzato un tavolo di lavoro sui prodotti sostenibili con la partecipazione di 30 specialisti del mare: la Guardia costiera, gli enti pubblici Natura Histrica e Kamenjak, il Museo archeologico per l’archeologia marina, l’Acquario di Pola, La Facoltà di scienze del mare, l’Istituto Ruđer Bošković, il Centro di ricerca delle specie invasive, le associazioni dei subacquei affiliate alla Camera d’Economia, i funzionari pubblici che si occupano di sviluppo sostenibile e via elencando. Ne abbiamo tratto un’infinità di suggerimenti utili a proporre nuovi prodotti ispirati alla promozione e alla conservazione del mare. Per capirci, non si tratta soltanto di prodotti turistici: abbiamo in mente in primo luogo la popolazione residente, dai più piccoli agli anziani”, afferma la Unković e fa notare che le Nazioni Unite hanno proclamato la decade in corso (2021-2030) “Decennio delle scienze oceaniche per lo sviluppo sostenibile” con l’obiettivo di sostenere i Paesi a conservare e utilizzare in modo durevole gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile.

I siti individuati
Tornando allo snorkeling, i siti da mappare e presentare entro l’estate saranno una dozzina. Pola ha scelto due siti: il primo segue la costa dalla spiaggia sottostante l’albergo Park fino al canyon sulla penisola di Punta Verudella e l’altro si concentra su una piccola porzione di scogli che formano la famosa “grotta naturale” del campeggio di Stoia. Il lavoro della mappatura consiste in un disegno contenente le caratteristiche geomorfologiche essenziali, le specie marine di più facile individuazione, la descrizione del sito eccetera. Il lavoro della mappatura si esegue sott’acqua in pieno assetto da sub, con la bombola dell’ossigeno, la tuta, le tavole da disegno, la fotocamera. Mentre Barbara Unković disegna e scrive, suo marito, Anton Unković, scatta le immagini che andranno a descrivere nel dettaglio le bellezze dei siti da valorizzare. Pola, come si diceva, ha scelto Verudella e Stoia, ma avrebbe potuto scegliere benissimo anche altre spiagge e grotte con fondali molto apprezzati dai biologi marini, solo che la disparità delle infrastrutture non ha permesso di giudicare il sito esclusivamente a partire dal valore dei suoi fondali. Poco male, significa solo che alcune località entreranno nel circuito in una seconda fase.

Un mondo da far conoscere
Dignano ha scelto un solo sito, la spiaggia di Martulina a Peroi, il cui vecchio molo al centro nasconde una vivace fauna marina che vale la pena di scoprire. Marzana ha scelto due siti, Medolino quattro e Fasana e Lisignano uno a testa. Stando a Barbara Unković si tratta di località marine affatto diverse per le loro caratteristiche morfologiche e faunistiche. Alcuni sono più attraenti dal punto di vista del mondo vivente, altri sono più interessanti dal punto di vista storico. A Fasana, per esempio, verrà valorizzata la spiaggia di fronte alla Villa San Lorenzo, il cui molo ne nasconde uno sottostante di epoca romana. Tra gli animali più appariscenti troviamo i nudibranchi e i briozoi, piccoli animali invertebrati che vivono in colonie arborescenti ancorate ad un substrato sommerso. I loro colori vanno da un rosa pallido al rosso intenso e sono di una bellezza strepitosa. Alcuni molluschi sono letteralmente fosforescenti e brillano di una luce intensa che sembra emessa da fonti artificiali. Ma si tratta di un mondo letteralmente e metaforicamente sommerso, che occorre presentare e far conoscere. Oggi l’Istria dispone di mappe e itinerari turistici a tema dagli agriturismi alle ciclopiste, ma di mappare i mari non c’ha pensato ancora nessuno. Era ora di partire. Si tratta di un patrimonio da mostrare con più audacia, non senza orgoglio.

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