Protezione dei minori. Una questione di civiltà

Le forme peggiori di violenza sono gli abusi sessuali, poiché hanno un profondo impatto sulla salute delle vittime

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Protezione dei minori. Una questione di civiltà
Alica Rosić-Jakupović, Daniela Beaković, Vedrana Milovan, Biljana Butigan e Suzana Sokač, portavoce della Questura

“La protezione dei bambini dallo sfruttamento e dagli abusi sessuali è un dovere fondamentale di tutti gli Stati. I governi devono unire le forze a livello internazionale per contrastare efficacemente tutte le forme di violenza sessuale contro i bambini”. Lo affermano a gran voce e uniti i responsabili dei principali organismi che fanno capo al Consiglio d’Europa. Un richiamo che non poteva che essere recepito anche dalla Croazia, che assieme e tanti altri Paesi celebrerà domani la Giornata europea per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l’abuso sessuale. Un’iniziativa fortemente voluta e istituita dal Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa, con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica rispetto alla violazione dei diritti dei minori rappresentata dai reati di sfruttamento e abuso sessuale, di incoraggiare il confronto e il dibattito pubblico e di prevenire ed evitare la stigmatizzazione di coloro che subiscono gli abusi. Nel suo piccolo, anche la Questura istriana ha aderito a questa campagna di informazione e sensibilizzazione. Così, approfittando dell’avvicinarsi della Giornata per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l’abuso sessuale, ma anche dell’avvicinarsi della Giornata mondiale dei diritti dei bambini e della Giornata mondiale per la prevenzione dell’abuso sull’infanzia, la responsabile della Questura per i giovani, Biljana Butigan, la responsabile della sicurezza cibernetica, Vedrana Milovan, e Alica Rosić-Jakupović, responsabile del Settore prevenzione della Questura hanno tenuto ieri una conferenza dedicata a questa importante tematica. All’incontro con la stampa ha partecipato anche Daniela Beaković, responsabile del Servizio di medicina scolastica dell’Istituto di salute pubblica della Regione istriana.

 

L’Istria non è un’isola felice

Tutte hanno confermato che l’Istria non è un’isola felice immune dallo sfruttamento e dagli abusi sui bambini. A tale proposito, Biljana Butigan, ha ricordato che negli ultimi dieci anni i casi di violazione dei diritti dei minori registrati in Istria sono stati ben 177. “Molte violazioni riguardano l’abbandono o il maltrattamento dei bambini”, ha sottolineato la responsabile per i giovani, che tra i casi più gravi segnala il decesso di un ragazzo nel Polese, ritenuta conseguenza diretta della negligenza dei genitori per il suo stato di salute. Nel prosieguo del discorso, Butigan ha tenuto fondamentale ricordare che accanto al numero di reati denunciati esiste anche un altissimo numero di abusi che non vengono denunciati. Il motivo? “Purtroppo, è ancora troppo diffusa l’idea che non ci si debba immischiare nelle questioni familiari altrui”, ha commentato la rappresentante della Questura istriana, la quale ha poi aggiunto che le forme peggiori di violenza sui minori sono gli abusi sessuali, poiché hanno un profondo impatto sulla salute sia fisica che mentale nelle vittime.

La statistica in Regione

Stando a Butigan, dal primo gennaio a oggi i reati a sfondo sessuale nei confronti di minori commessi in Istria sono stati 53. Nel dettaglio, 36 reati commessi riguardano lo sfruttamento di minori a fini pornografici, 5 casi riguardano l’abuso sessuale di minori di 15 anni e 4 le molestie sessuali su minori. Altri tre casi riguardano poi l’adescamento di minori. Non mancano poi i reati di atti osceni davanti a minori (3). Nei primi 10 mesi, in Istria, la Questura ha evidenziato anche un caso di violenza sessuale e un caso di tentato stupro su minore. I numeri snocciolati da Butigan sono stati commentato da Vedrana Milovan, la quale ha rilevato che rispetto al 2020 sono aumentati sensibilmente i reati relativi allo sfruttamento dei minori a fini pornografici, che dai 12 segnalati l’anno passato sono aumenti a 36. Secondo l’esperta di sicurezza cibernetica il motivo è da ricercare nell’intensificazione delle operazioni di polizia, che hanno portato a scoprire anche diversi casi non denunciati.

La prevenzione nelle scuole

Alica Rosić-Jakupović ha, invece, parlato delle attività e delle iniziative di prevenzione che la Questura porta avanti soprattutto nelle scuole, dove di volta in volta vengono organizzati workshop e incontri vari con i ragazzi in età adolescenziale. “Non mancano nemmeno gli incontri tra i responsabili della Questura e i genitori” ha detto Rosić-Jakupović, la quale ha poi rilevato che la Questura istriana, in collaborazione con la Polizia di Hannover e l’organizzazione tedesca “White IT”, ha realizzato il libro illustrato “Ne, ne idem” (No, non vado), che insegna ai bambini a diffidare dagli estranei che dovessero eventualmente avvicinarli per strada.

La copertina del libro illustrato “No, non vado”

Daniela Beaković, dell’Istituto di salute pubblica della Regione istriana, ha colto l’occasione per ricordare che in seno all’Istituto è operativo anche un Consultorio di salute sessuale riservato ai ragazzi, i cui servizi possono essere richiesti negli ambulatori di medicina scolastica di Pola, Parenzo, Rovigno, Pisino, Buie, Albona e Dignano.

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