Erasmus. Amicizie e integrazione

Diritti umani, plurilinguismo, multiculturalismo e diversità al centro del progetto realizzato con gli studenti della Scuola di lingua tedesca «Daf Perfect» di Novi Sad e con ragazzi austriaci di origine afghana

Una foto di gruppo insieme agli austriaci di origine afgana e gli allievi di Novi Sad dopo la visita all’Università di Klagenfurt

A parte il suono freddo e apparentemente “cattivo”, la pronuncia, le combinazioni di lettere, i der, die e das, i plurali dei famigerati sostantivi dai composti spesso interminabili, la collezione di nominativi, accusativi, dativi, genitivi, i verbi separabili, gli aggettivi declinati, la costruzione ribaltata della frase, il tedesco… è una lingua magnifica. Impararlo non è missione impossibile, anche se sono gli stessi tedeschi a dire “Deutsche Sprache, schwere Sprache”, che tradotto letteralmente significa “lingua tedesca, lingua difficile”. Alla Scuola Media Superiore Italiana “Dante Alighieri” di Pola, dove, tra italiano, croato e inglese (più francese e spagnolo come idiomi facoltativi), il plurilinguismo è di casa, non ci mancava altro che la grammatica teutonica. Il tedesco è una lingua collocata sul piedistallo, considerata un grande vantaggio d’ingresso nel mondo del lavoro, ogni anno valutata nella sede scolastica polese dai mini diplomi dell’Istituto Goethe, che facilitano una continuità di carriera in direzione delle scuole superiori d’Austria o di Germania. Di anno in anno, poi, la medesima continua a riconfermarsi quale occasione formativa, che apre le porte alla partecipazione a progetti europei di carattere internazionale.

 

La scuola in… montagna

L’epidemia ha mandato all’aria tantissime iniziative, ma chi la dura la vince, e, in detto caso a resistere nell’impresa di fare amare la parlata alemanna e di usarla come veicolo di istruzione, apprendimento e preziose esperienze fuori campo è sempre il prof. Vito Paoletić. Il digiuno, imposto dal Covid è finalmente terminato e alla “Dante” si torna tutti felici sotto l’egida dell’Erasmus e delle tante magnifiche opportunità spesate dall’Europa a favore dei giovani europei. “Dopo un anno e mezzo di rinuncia delle uscite scolastiche – rivela il prof. – la scuola ha ripreso la strada già collaudata dalla vecchia tradizione. Siamo reduci della prima uscita in Austria avvenuta nel periodo post-Covid. Abbiamo partecipato per la terza volta da membri attivi di un progetto Erasmus che è l’incontro dei giovani a Grafenbach, piccolissima località rurale tra i monti della Carinzia. Molto interessante quale contesto naturalistico e luogo d’incontro per i giovani che solitamente prediligono spazi e contenuti urbani. La progettazione è avvenuta in in una vecchia scuola di campagna, adibita a luogo d’incontro dei giovani d’Europa dallo stesso Collegium Grafenbach. Ogni estate, qui vengono ospitati 3 o 4 incontri simili. L’anno scorso eravano stati presi alla sprovvista e i promotori avevano fermato tutto. Ora, siamo fieri di aver potuto includerci in almeno uno dei progetti rimandati. Siamo stati irremovibili nel non lasciarci sfuggire l’occasione, anche perché c’è stato molto interesse da parte degli allievi. Altre scuole di Grecia e di Romania hanno rinunciato per vari motivi, ma nel nostro caso abbiamo fatto aggregazione assieme ad altri giovani”.

Tea Belardi, Andi Marković, Paolo Dobran e Vito Paoletić

In primo piano i diritti umani

Sono sette i ragazzi della Dante, divenuti protagonisti dell’esperienza Erasmus: Paolo Dobran, Andi Marković, Tea Belardi, Paola Peršić, Lorenzo Privrat, Emanuel Veneruzzo e Luana Prašina, tra cui tre maturandi, già usciti dalla SMSI, ma a cui lo studio e l’interesse particolare per il tedesco hanno fruttato il viaggio in Carinzia. La squadra della Dante, accompagnata da Vito Paoletić e dalla prof.ssa Antonella Puh, giovane assistente di lingua tedesca, ha avuto modo di incontrare e fare attività assieme a un gruppo abbastanza cospicuo di allievi della Scuola di lingua tedesca “Daf Perfect” di Novi Sad e con ragazzi austriaci di origine afghana. “È questo il valore aggiunto dei programmi Erasmus, che – dice il professore – promuovono lo spirito internazionale e danno spazio anche alle storie di integrazione e apprendimento del tedesco, raccontate da gruppi di origine extracomunitaria. Che cosa si è fatto esattamente circondati da selve e monti della Carinzia? Hanno trattato di temi d’attualità, che mettono in primo piano i diritti umani, il multiculturalismo, il plurilinguismo europeo, la diversità, l’accettazione delle minoranze di ogni genere. Quest’anno è stato scelto l’argomento dei media di massa, delle fake news, della loro origine e divulgazione, del come scoprirle ed evitarle”. Sono stati allestiti anche dei laboratori, svolti dai docenti accompagnatori, ai quali hanno partecipato diversi ospiti: una giornalista di Radio Carinzia, la caporedattrice del giornale universitario dell’Ateneo di Klagenfurt, la ricercatrice che si occupa di cultura dei media al medesimo ateneo che ha tenuto una lezione accademica e altri ancora.

«È stata un’esperienza speciale»

Chi sono in realtà i ragazzi partecipanti? Quelli che, sotto sotto, non hanno paura di leggere nemmeno Arthur Schnitzler, l’autore che affascinò il padre della psicoanalisi, Sigmund Freud. Le loro testimonianze parlano da sé. “Io e Paola – rileva Tea Belardi – siamo entrate nel gruppo all’ultimo momento. Che cosa ho ricavato da quest’esperienza? Ora guardo il tedesco con occhi diversi. Voglio imparare di più, conoscerlo di più. Tra l’altro ho incontrato molte persone nuove di altre nazionalità, stretto amicizie. È stata una cosa speciale”. Andi Marković aggiunge: “Sono contento di essere andato, ho appreso tantissime cose, anche una lezione di vita: mai giudicare le persone dalla prima impressione e lasciarsi guidare dai pregiudizi. La paura dell’altro viene a cadere. Tantissime sono le amicizie scaturite, al punto da esserci messi d’accordo per uno scambio Pola-Novi Sad. Bello, anche incontrare ragazzi che vengono fuori dall’Europa”. A dire la sua è pure Paolo Dobran: “Inizialmente volevo continuare con il lavoro estivo, poi infine ho deciso di aggregarmi alla comitiva. Sarebbe stato un peccato non andare. È stata un’esperienza magnifica. Abbiamo fatto conoscenza con gli afghani, ragazzi come noi, diversi solo per cultura-lingua-religione, a differenza degli europei, molto accoglienti e aperti nei confronti dell’ospite”.

Laboratori e lezioni accademiche in tedesco

I prossimi appuntamenti

Dopo sole pioggia, città e campagna, grigliate, degustazione di dolci fatti in casa, aria pura, passeggiate chilometriche, per boschi e campagne della Carinzia i progetti per gli appassionati della lingua tedesca avranno continuazione. È previsto un viaggio in Vojvodina, per conoscere la Regione ricca di minoranze etniche, un ulteriore progetto Erasmus in Austria; auspicata pure la collaborazione con Weimar e l’Università delle arti applicate e design Bauhaus e persino il ritorno al progetto sul Danubio, ad Ulma in Germania, che unisce i Paesi dell’area danubiana.

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