Due piattaforme nel porto polese

Una nuova struttura, identica a quella precedente, è ospite del cantiere navale

La piattaforma appena arrivata nel porto polese

Negli ultimi giorni nel porto polese è stata rimorchiata una nuova piattaforma marina che, a quanto sembra, per un certo periodo sarà ormeggiata e sottoposta a lavori di ristrutturazione nel cantiere navale “Scoglio Olivi”. Inoltre, sino alla fine della settimana nel cantiere dovrebbe giungere un’altra piattaforma e quindi assieme alla “Labin”, presente da anni nel porto, il numero delle stesse salirebbe a tre. In attesa della sorte delle piattaforme arrivate o in arrivo, la storia della “Labin” è alquanto particolare. È stata rimorchiata allo “Scoglio Olivi” il 24 aprile del 2013 per venire rinnovata e in precedenza era situata nell’Adriatico settentrionale, circa a metà percorso tra Pola e Ravenna. In seguito alla ristrutturazione, durata ben 6 anni, ha preso il largo nel settembre dell’anno scorso per far ritorno al cantiere polese dopo appena alcuni mesi. A decidere sul futuro impiego, a seconda delle necessità, sarà il proprietario della piattaforma. Va ricordato che lo scafo della “Labin” è stato costruito nel 1983, per le esigenze della compagnia petrolifera “INA”.

 

Un nuovo impulso per il cantiere
La presenza delle tre piattaforme marine dunque dovrebbe dare un nuovo impulso, seppur minimo, al cantiere navale polese che era fallito e che ora è nuovamente in funzione con il nome “Uljanik Brodogradnja 1856”. Si spera di conseguenza in tempi migliori per la cantieristica polese, che vanta una lunghissima tradizione. Lo ha confermato pure il direttore della nuova azienda Samir Hadžić, il quale nonostante tutte le difficoltà si è detto fiducioso in merito al ripristino della produzione. Per questo motivo nell’ultimo periodo nel cantiere si svolgono dei lavori di preparazione iniziale nei quali sono impegnati una sessantina di operai impiegati nella nuova azienda. Grazie alla concessione e agli introiti ottenuti dagli affittuari degli spazi e dai proprietari delle navi temporaneamente ormeggiate a “Scoglio Olivi”, la ditta al momento riesce a coprire tutte le spese. I preparativi… più concreti però necessitano di finanziamenti maggiori e il loro inizio in pratica dipende dal mutuo che dovrebbe essere ottenuto mediante la Banca nazionale per il rinnovo e lo sviluppo (HBOR).

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