«Ciascuno sia medico di sé stesso»

«Il vaccino non basta mai per tutti e del resto nemmeno tutti vogliono vaccinarsi. Bisogna applicare le tre regole auree sulle quali si fa leva da mesi: mascherina, distanziamento, igiene»

a dott.ssa Jasna Valić, epidemiologa dell’Istituto regionale di salute pubblica

In situazioni di normale normalità, di questa stagione la questione sanitaria che ci ritroveremmo ad affrontare sarebbe quella dell’influenza, della vaccinazione, della gravità del contagio… Non che l’infezione ci stia alla larga; il fatto è che s’infila in una condizione di contagio da SARS-CoV-2 che ha preso il sopravvento su tutto. Quindi, ci si ritrova a gestire un male tutto sommato non troppo conosciuto (per quanto gli esperti sostengano che di Covid-19 ne sappiamo più che a marzo, le incognite su questo virus dal comportamento anomalo restano tante) al quale ora si aggiunge la stagionale influenza. La cautela, a questo punto, deve essere maggiore. Anche perché i due malanni hanno parecchi sintomi in comune e il fatto è che magari con l’organismo e l’immunità indeboliti si va incontro a complicanze che al solo pensarci… Ma il fatto che al momento il mondo intero stia facendo i conti col coronavirus certo non scombussolerà i soliti ritmi degli altri mali di stagione, virosi e influenza. Quindi, parliamo di influenza e sul da farsi con la dott. Jasna Valić, responsabile del Servizio di epidemiologia dell’Istituto regionale di salute pubblica, impegnatissima sul fronte del Covid-19, in quanto sua specialità medica e in quanto membro del Comando regionale della Protezione civile.

La campagna di vaccinazione contro l’influenza è già bell’e partita. Con un interesse di gran lunga superiore a quello dell’anno scorso. Ma era da metterlo in conto. Comunque, le prime dosi giunte in Regione a ottobre sono state consumate in un attimo.

La campagna di vaccinazione quest’anno è partita un po’ in anticipo sui soliti tempi. Come mai?
No, non direi che si sia in anticipo. La campagna di vaccinazione inizia quando arriva il vaccino. Una volta distribuito sul territorio, si dà inizio alla vaccinazione. Quest’anno il vaccino è andato in distribuzione in due tempi: un primo contingente di 10.350 dosi, è giunto in regione il 15 ottobre, il secondo di 11,300 dosi, il 22 ottobre. Poi queste dosi sono state distribuite agli ambulatori dei medici di famiglia. Abbiamo richiesto quanto ci è stato segnalato come necessità dai medici di famiglia e l’interesse è stato maggiore di quello dell’anno scorso. In effetti da Zagabria, dall’Istituto nazionale di salute pubblica, consci della richiesta maggiorata, abbiamo ottenuto 650 dosi in più. Probabilmente si potrà fare un’ulteriore ordinazione di dosi, a dicembre. Solitamente a dicembre l’interesse per la vaccinazione scema un po’.

Un vaccino quadrivalente
Qual’è il vaccino di questa stagione?
Il vaccino è quadrivalente, al pari di quello della stagione 2019/2020. La differenza al confronto con quello trivalente usato fino all’anno scorso è che contiene due ceppi B e dà maggiore copertura. La composizione del vaccino antinfluenzale viene aggiornata ogni anno secondo le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), sulla base delle informazioni epidemiologiche e virologiche raccolte dalla rete globale dei Centri Nazionali Influenza di collaborazione, attiva tutto l’anno. Ciò permette di monitorare l’andamento globale della trasmissione dell’influenza, ma anche di identificare i ceppi circolanti e selezionare appunto quelli da inserire nella composizione dei vaccini. La composizione del vaccino quadrivalente per l’emisfero settentrionale nella stagione 2020-2021 è la seguente: A/Guangdong-Maonan/SWL1536/2019 (H1N1)pdm09, A/Hong Kong/2671/2019 (H3N2), B/Washington/02/2019 e B/Phuket/3073/2013.

Quale copertura “temporale” garantisce?
Stagionale. Va considerato che il vaccino impiega due settimane per produrre la memoria immunitaria contro il virus dell’influenza. La copertura non può essere maggiore, in quanto il virus influenzale ha la capacità di mutare le sue sembianze molto velocemente, di conseguenza, dopo un anno, il vaccino della stagione influenzale precedente, realizzato in base alle caratteristiche di un virus ormai non più circolante, è inadatto al nuovo virus. E comunque, dopo un anno, gli anticorpi generati dal vaccino tendono a scomparire dall’organismo, quindi a contatto con il virus non si riaccende nessuna ‘memoria immunitaria’.

In circolazione due virus simili
Quando dovrebbe arrivare l’influenza?
Diciamo che solitamente la sua stagione va da dicembre ad aprile-maggio. Certo, non tutti si ammalano subito e quindi, contrariamente all’interesse in calo di dicembre, va comunque bene vaccinarsi anche allora. Non è tardi, insomma. Ufficialmente la stagione influenzale inizia con il primo caso conclamato, L’anno scorso è iniziata anche un po’ prima sui soliti tempi. Quest’anno, purtroppo, abbiamo in circolazione due virus simili, Covid-19 e influenza. Per ora non ci sono casi in Europa. Solitamente ha inizio nel Regno Unito, poi attraversa il Canale e arriva sul continente. L’influenza ha insomma un suo diciamo percorso naturale, legato anche alle migrazioni dei volatili. Un possibile serbatoio è quello delle anatre selvatiche.

L’emisfero meridionale, che ci precede nel contagio, ha registrato un numero di gran lunga inferiore di casi e in forma forse più lieve. Potrebbe essere così anche da noi?
Le misure anti Covid sono state un’ottima prevenzione anche contro l’influenza. Quindi potrebbe essere così anche nell’emisfero settentrionale. Il fatto potrebbe creare qualche difficoltà in materia di individuazione del ceppo influenzale in circolazione, in base al quale poi viene definito il vaccino della stagione successiva. Bisogna vedere quanto i laboratori potranno isolare sulla scorta di un numero inferiore di campioni.

Non ci sarà vaccino per tutti. Che fare?
Il vaccino non basta mai per tutti e del resto nemmeno tutti vogliono vaccinarsi. Che fare? Applicare le tre regole auree sulle quali si fa leva contro il Covid-19: mascherina, distanziamento, igiene.

Solidarietà e collaborazione
Sì, il numero di positivi al SARC-CoV-2 è in crescita. Quanto aggrava il quadro?
È molto importante in primo luogo che ognuno sia medico di sé stesso: sette epidemiologi in Istria e un centinaio in Croazia non possono fare miracoli. Chi non sta bene, resti a casa, non metta a rischio di contagio gli altri. Serve solidarietà e collaborazione. Ammalarsi di Covid e poi di influenza è grave; entrambe le patologie sono serie. .

Le raccomandazioni per il vaccino?
Sono le solite. Gli over 65, i malati cronici, il personale medico e delle strutture dell’anziano, qui inclusi i fruitori del servizio, le gestanti… le solite categorie che ogni anno per validi motivi sono in corsia preferenziale. Dobbiamo pensare a tutelare gli anziani, gli operatori sanitari (già non sono tanti), i bambini (sono le generazione che avrà in mano il domani).

Preveniamo, allora, per quanto possibile. Con comportamenti responsabili. Nei nostri confronti (c’è forse in giro qualcuno che non vede l’ora di ammalarsi?) e nei confronti degli altri; in primo luogo di chi ci sta vicino. Con la solidarietà, quindi, cui ha fatto cenno la dott. Valić. Perché quest’anno si tratta di fare a pugni con due malattie virali serie.

Facebook Commenti