Divertimento e passione per tutte le fasce d’età

Questa disciplina sportiva ha molti simpatizzanti anche nella Bassa Istria dove esistono due club: il «Tapija» e l’«August Šenoa»: ne parliamo con i responsabili

Lo skatepark del Rojc, una manna dal cielo per gli amanti di questa disciplina

È uno sport, per alcuni anche un semplice passatempo, nato alla fine degli anni Quaranta e all’inizio degli anni Cinquanta del secolo scorso in California. Poi con il tempo è diventato un fenomeno globale: parliamo dello skateboard, che ai prossimi Giochi olimpici di Tokyo, diventerà appunto una disciplina olimpica. Lo skateboard, che si pratica con un particolare attrezzo composto da una tavola con delle ruote, è stato rivoluzionato all’inizio degli anni Settanta con l’introduzione delle ruote in poliuretano, che poi fecero progredire anche il pattinaggio a rotelle. Questo sport dunque, disciplina o passione come si vuol dire, ormai da anni è stato riconosciuto, apprezzato e praticato pure nella nostra regione dove esistono quattro club di skateboard, il “Tapija” di Pola, l’”August Šenoa” di Fasana, nonché quelli di Rovigno e Umago. A livello nazionale invece ce ne sono oltre una decina, a Zagabria, Spalato, Fiume, Zara, Vodice, Slavonski Brod, Osijek e via dicendo.

 

Per capire quanto lo skateboard abbia attecchito anche a Pola abbiamo contattato gli skater Nino Fanuko, a capo del “Tapija”, nonché Nikola Racan, dell’”August Šenoa”.

Anni fa lo skateboard si praticava anche sulle strade del centrocittà

Aspettando una sede
“Il nostro club-associazione, è stato formato nel 2013, dal sottoscritto e da un’altra appassionata dello skate, Svetlana Stojanović – spiega Nino Fanuko –. L’idea è venuta a Svetlana che su un portale locale aveva visto un reportage sullo skateboarding. Lo scopo era di promuovere questa disciplina. Purtroppo, ancor’oggi non abbiamo una nostra sede: i vani del Centro sociale Rojc, dinanzi al quale abbiamo il nostro skatepark, sono praticamente tutti occupati e difficilmente potremo ottenerne uno per noi. Ci teniamo in contatto con i soci attraverso la nostra pagina Facebook” ha fatto notare il 30.enne Fanuko, che ha cominciato a praticare lo skateboard a 15 anni, dopo che i genitori avevano acquistato in Italia questo ‘monopattino’ destinato al fratello maggiore.

La rinascita al Rojc
Sempre secondo Fanuko il primo boom dello skateboard in città era avvenuto dal 1995 al 2003. “Dal 2003 al 2015 l’interesse è andato scemando – continua Fanuko, tanto che ci vedevamo in 6-7 per praticare questa disciplina –. Poi, con la costruzione dello skatepark nel parcheggio del Centro sociale Rojc, venuto a costare 1,5 milioni di kune, l’interesse è salito a dismisura. Quello che a mio avviso è il migliore skatepark in Croazia, è stato una manna dal cielo, tanto che attualmente contiamo una sessantina di soci, una decina dei quali frequenta la scuola di skate guidata dal sottoscritto. Ma non solo, lo skatepark ha sostituito anche quelle che chiamiamo le ‘zone illegali’ prima frequentate dagli amanti della disciplina come ad esempio gli spiazzi davanti all’ex emporio Istra o dinanzi alla sede della Croatia Osiguranje. L’unico neo il fatto che manca di un’illuminazione adeguata”.
Come in tutti gli sport, anche nello skateboarding, il bello è misurarsi con gli altri. Per questo, Covid permettendo, è prevista una competizione giovanile a livello internazionale nello skatepark del Rojc. Sarebbe la prima di questo genere in Croazia.

Le acrobazie sullo skate

Uno sport… costoso
“Anche se a prima vista non sembra, praticare questo sport non costa poco, tanto che una tavola di qualità media viene a costare circa 300 kune. Per le migliori bisogna spendere 500 kune. Se vi aggiungiamo l’attrezzatura completa, le ruote e l’asse del truck, si arriva fino a 1.500 kune. La tavola è l’elemento più delicato, in quanto si può rompere nell’arco di due mesi. Per di più, le scarpette per lo skate hanno un costo superiore alle 400 kune. Quando si può dire si essere diventati degli skater nel vero senso della parola? Ci vogliono almeno 5 anni e tutto dipende dal talento, dall’impegno e dalla caparbietà. Io continuo sempre a divertirmi con lo skate, anche se, vista l’età e gli obblighi, un po’ meno rispetto agli anni passati”, ha concluso Fanuko, un pioniere dello skateboard a Pola.

Nino Fanuko in azione

In attesa dello skatepark
Il Club “August Šenoa” di Fasana invece è ancora più longevo ed è stato formato nel 2009 da Nikola Racan, tuttora presidente.

“All’epoca avevamo chiesto al Comune di concederci uno spazio per dedicarci a quest’attività, e non ottenendo una risposta conforme alle nostre aspettative siamo stati ‘costretti’ a formare il club. Da oltre una decina d’anni chiediamo alle autorità comunali una zona dove praticare lo skateboard, dopo che era stato chiuso il vecchio skatepark vicino alla sede della Comunità degli Italiani a Fasana. Le cose comunque sono destinate a cambiare in quanto il progetto per la costruzione del nuovo parco, che dovrebbe trovarsi dietro al centro commerciale Plodine, rientra nell’ambito del Bilancio annuale del Comune. Bisogna soltanto sbrigare alcune pratiche e indire il concorso pubblico per la realizzazione dell’impianto: sarà grande il doppio di quello polese, sorgerà su una superficie di 3mila metri quadrati, la metà dei quali riservati agli skater e verrà a costare circa 2 milioni di kune. È prevista tra l’altro una tribuna che dovrebbe ospitare un centinaio di spettatori”, ha reso noto il presidente del club fasanese che conta una settantina di soci.

Ma che cosa pensano i residenti dello skate? “Le persone sono ancora scettiche riguardo allo skateboard, perché pensano che sia un passatempo degli adolescenti. Ma non è così, in quanto è uno sport che ha le sue regole. E non solo: è divertimento e anche vocazione. Una vocazione… costosa e c’è sempre il rischio di venire investiti”, spiega Nikola Racan.

Nikola Racan

Il Vladimir Film Festival
Il club “August Šenoa” è noto anche per l’organizzazione del “Vladimir Film Festival”, una manifestazione dedicata agli amanti di questo sport. “L’evento è nato un po’ per caso nel 2011 quando abbiamo deciso di proporre delle proiezioni legate a questa disciplina. Un’idea evidentemente azzeccata in quanto il Festival va avanti da una decina d’anni. Di solito vengono allestite quattro serate che si tengono a Fasana, sulle Isole Brioni e a Pola. L’anno scorso, a causa dell’emergenza coronavirus ci siamo limitati a due. Vorrei sottolineare che nel 2019 eravamo riusciti a far convogliare a Fasana circa 300 skater provenienti da tutto il mondo”, ha proseguito Racan.

“Quando posso, monto sulla tavola da skate, specialmente se ho compagnia. Questo sport viene praticato da grandi e piccoli e non di rado si possono vedere un 43.enne e un 12.enne che si divertono insieme. Inoltre non c’è invidia tra di noi e ogni trucco del mestiere viene condiviso. Da noi non ci sono distinzioni per età, sesso ed etnia. Stiamo tutti bene insieme e collaboriamo ottimamente con gli altri club che praticano la stessa disciplina”, ha concluso il nostro interlocutore.

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