Portolongo. Il caso in Consiglio

L’abbattimento di sei ettari di bosco sull’area paesaggistica protetta da parte della ditta zagabrese «Mari Top» ha acceso la polemica per quanto riguarda i lunghi tempi intercorsi dal momento della comparsa del problema fino alla denuncia: per i Democratici sette mesi sono troppi

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Portolongo. Il caso in Consiglio
La penisola di Portolongo. Foto: TANJA ŠKOPAC

L’abbattimento dei sei ettari di bosco sulla penisola di Portolongo, area paesaggistica protetta dal 1973, da parte della ditta “Mari Top” di Zagabria, è stato uno dei temi discussi durante il question time della seduta del Consiglio cittadino di Albona tenutasi ieri. È stata Tanja Pejić, consigliere dei Democratici, attiva nelle file dell’opposizione, a soffermarsi sull’ecocidio, a causa del quale il sindaco albonese Valter Glavičić e Silvia Buttignoni, direttrice dell’ente “Natura Histrica”, hanno tenuto martedì una conferenza stampa a Portolongo, scegliendo di convocare l’incontro con i giornalisti, simbolicamente, alle 11.55.

La Pejić ha voluto sapere perché si è aspettato tanto tempo per denunciare il fatto alla Procura di Stato e all’Ispettorato competente, come pure per la denuncia penale, tutte avanzate da “Natura Histrica”, ma anche per parlarne pubblicamente: sono infatti passati quasi sette mesi dalle prime segnalazioni da parte di alcuni cittadini, che avevano informato l’associazione “Volim Prtlog” (Amo Portolongo) tramite la pagina Facebook di quest’ultima. “Va detto che lo status di paesaggio protetto può anche essere negato a un’area verde se questa non dovesse soddisfare più i criteri necessari. M’interessa il perché di questo ‘stato comatoso’ di così tanti mesi”, è intervenuta la Pejić, secondo la quale è proprio quest’attesa a destare molti altri dubbi riguardo al caso e alle buone intenzioni della Città.
“Non è che ci siamo svegliati ieri e non risale a pochi giorni fa la decisione di parlarne in una conferenza stampa. Era necessario stabilire molte cose e decidere se agire denunciando il caso alle istituzioni competenti e rischiando che questo rimanesse irrisolto per anni, come già successo in altre parti dell’Istria, in Dalmazia e altrove”, ha risposto il sindaco Glavičić, confermando di essere stato lui a denunciare tutto all’ente “Natura Histrica”, responsabile della gestione anche di quest’area protetta, dopo aver avuto le necessarie informazioni da parte di alcuni cittadini. Ne avrebbe parlato pure con alcuni dei membri di “Amo Portolongo”, associazione costituita circa 10 anni fa in seguito alla decisione della Città di avviare le procedure per l’allestimento nell’area di Portolongo, nonostante il suo status, di due zone di sviluppo turistico, un progetto poi bloccato proprio grazie all’associazione e a una petizione con le firme di molti altri cittadini che si erano detti contrari all’iniziativa.
Secondo Glavičić, la Città ed egli stesso volevano trovare il modo più efficiente per risolvere il problema, una misura “killer”, che avrebbe portato dritto ai risultati desiderati, ovvero alla punizione della ditta in questione e alla prevenzione di ogni ulteriore attività nell’area distrutta. Si è detto grato alla direttrice di “Natura Histrica” per l’immediata reazione e per la denuncia penale, avanzata attraverso uno studio legale. “Siamo tra le poche autonomie locali ad aver intrapreso tutte le misure e ad averne parlato pubblicamente, con nomi concreti, e tutto ciò richiedeva dei preparativi. Colgo l’occasione per invitare un’altra volta tutti voi a denunciare simili casi alla Procura di Stato o a “Natura Histrica”, perché chiunque può farlo, ogni cittadino. Spero che tutti coloro che avevano dei piani simili abbiano compreso il messaggio e che ora capiscano che non abbiamo alcuna intenzione di tollerare iniziative di questo tipo”, ha aggiunto Glavičić, secondo il quale è importante comprendere le dimensioni “epidemiche” del problema e il fatto che soltanto tramite azioni congiunte da parte dei cittadini, dei consiglieri e dell’amministrazione pubblica sarà possibile porre fine alla devastazione della costa.

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