Portorose Ville, testimoni di un’epoca

Villa Napoli destinata a Centro diurno per anziani

Portorose rimane uno dei centri turistici più importanti e più visitati della costa istriana. Gli albori del suo splendore risalgono al periodo a cavallo tra l’800 e il 900, quando inizia a svilupparsi come moderno centro turistico, in linea con il resto del mondo che comincia a conoscere il turismo in veste odierna. Prima si parla di Grand Tour, fenomeno che si struttura in Inghilterra, dove nasce anche la prima agenzia di viaggi al mondo, la “Thomas Cook & Son” nel 1841. Nel periodo sopra menzionato anche Portorose comincia a cambiare aspetto, ancora oggi dominato dal “Palace Hotel”, albergo di lusso costruito nel 1908 su progetto dell’architetto Johannes (Giovanni) Eustacchio in stile secessionista viennese. Allora l’imponente ed elegante palazzo era l’unico del genere, al posto della carrellata di alberghi odierni costruiti senza un particolare stile. Portorose vantava pure un centinaio di villette con dei bellissimi giardini mediterranei di proprietà di famiglie abbienti. Oggi ne sono rimaste in piedi circa la metà, la maggior parte purtroppo in pessime condizioni nonostante siano ubicate in posizioni invidiabili. Di Villa San Lorenzo, per esempio, costruita in stile classico, oggi rimane solo il cancello d’entrata, ma il 27 luglio 1913 vi apriva i battenti la prima Casa da gioco del territorio, che rimase aperta soltanto pochi mesi sotto la gestione della società “Casino des Etrangers”. Già il 2 settembre dello stesso anno il ministro delle Finanze austriaco chiese al deputato imperiale di Trieste di chiudere i Casinò della regione. Quello di Portorose venne riaperto soltanto dopo oltre cinquant’anni. Una sorte più felice è toccata a Villa Maria, che oggi ospita l’omonimo albergo adornato da un bellissimo parco a due passi dal mare. Risalendo la strada dietro l’odierno complesso termale, si trova Villa Pupini. Opera dell’architetto Ferdinando Ferluga, risale al 1903 ed era di proprietà del medico della clinica di Vienna, Orazio Pupini. Piranese di nascita e formatosi nella capitale dell’Impero Austro-Ungarico, Pupini decise nel 1908 di aprire il primo sanatorio per clienti d’élite. Una sorta di Centro benessere dell’epoca dove i privilegiati potevano beneficiare del clima, dei fanghi curativi provenienti dalle saline di Sicciole, delle passeggiate all’interno del parco che misurava una decina di chilometri quadrati e all’epoca della vista sul mare. Nel centro di Portorose, invece, si trova ancora oggi Villa Napoli. Costruita anch’essa nel 1903, nel 1951 è stata donata alla Casa del pensionato di Isola dalla proprietaria di allora Virginia Viezzoli come ringraziamento alla struttura per aver assistito il consorte. Di recente, dopo quasi sessant’anni, è stato delineato il futuro della villetta. Grazie ai fondi ottenuti dall’ospizio, quasi un milione e mezzo di euro, la struttura sarà restaurata per ospitare un Centro diurno per anziani dei Comuni di Isola e Pirano. Sempre nel centro della località turistica si trova Villa San Marco, preceduta da un’imponente scalinata che culmina con il rilievo del Leone Alato dal quale prende il nome. Opera in stile classicista dell’architetto Lorenzo Furian risale alla metà dell’800 ed è anch’essa circondata da uno splendido parco. In passato Villa San Marco ha ospitato la collezione permanente del Museo “Sergej Mašera” di Pirano sulla storia nazionale legata al mare dopo la Seconda guerra mondiale, mentre in tempi recenti la mostra “Carte nautiche”. Fino a poco tempo vi aveva sede un ristorante, attualmente chiuso, come anche la villa per il pubblico. Un triste destino è toccato, invece, a Villa Redenta, rasa al suolo alcuni anni fa, dopo che il suo aspetto degradato ha rovinato per decenni l’immagine di Portorose. Nonostante la sua fine, Villa Virginia ha avuto una storia movimentata. Costruita prima della primo conflitto mondiale, nel secondo dopoguerra ospitò i locali dei servizi segreti di sicurezza, dopodiché funse da luogo di villeggiatura per ospitare, infine, i dipendenti dell’hotel “Palace”. Dagli anni ‘80, quando è stata abbandonata, è diventata ritrovo di senzatetto e i Vigili del fuoco sono dovuti intervenire più volte per spegnervi incendi.

Villa Maria, oggi omonimo albergo, con il suo giardino
L’ingresso di Villa San Lorenzo
Villa Pupini, un tempo prestigioso sanatorio
Villa San Marco con la sua scalinata e il Leone Marciano

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