Litorale sloveno. Commercianti: «Speriamo di cavarcela»

Le misure anti-Covid cambiano il volto dell’area istriana

Il cartello esposto in piazza Manzioli a Isola

“Speriamo di sopravvivere”, recita così la scritta affissa sulla porta di un negozio di antiquariato in piazza Manzioli a Isola, che si trova a fianco dell’omonimo palazzo. Tutta questa parte del centro storico è generalmente vivace perché ci sono negozi, ristoranti e bar, oltre ai numerosi eventi, attualmente sospesi, organizzati dalle istituzioni della Comunità italiana che hanno la sede in zona. La scritta “speriamo di sopravvivere” rispecchia in effetti lo stato d’animo di tantissimi commercianti che, in ottemperanza all’ultimo pacchetto anti-Covid stabilito dal governo, hanno dovuto chiudere i battenti. Il provvedimento resterà in vigore per almeno una settimana nel tentativo di arginare la diffusione del virus. Gli esperti, però, non prevedono una rapida inversione della curva epidemiologica, perciò l’incertezza permane. Chiusi tutti i bar, ristoranti, trattorie, pizzerie che però possono effettuare la consegna di cibo da asporto. Il provvedimento non vale per i negozi di alimentari, per i generi di prima necessità, di prodotti per l’edilizia, di materiali tecnici e agricoli. I centri commerciali sono chiusi le domeniche e i festivi dopo che alla Camera di Stato è stato approvato l’emendamento, con alcune eccezioni. La novità è entrata in vigore domenica 25 ottobre e abbiamo puntato proprio su questa giornata per cogliere i due “fronti”. Sedie e tavoli ammassati e legati da catene o spaghi, serrande abbassate, pochi sono i locali che fanno il servizio “take away”, i parcheggi dei supermercati incutono quasi timore senza il solito via vai di automobili. È il clima che si respira a Isola e a Capodistria, le due cittadine dell’area costiera che abbiamo scelto di toccare con mano nel secondo lockdown. Di passanti ce ne sono, ma in condizioni normali con una giornata di bel tempo le rive sarebbero state un immancabile polo di attrazione nel fine settimana per la gente dall’interno della Slovenia e d’oltreconfine. Mancano infatti i visitatori perché tra le misure, c’è anche quella del divieto di viaggiare da una regione all’altra, compresa la carsico-costiera diventata anche questa zona rossa. L’ultima novità, entrata in vigore oggi, è però ancora più restrittiva: il divieto di spostamento da un Comune all’altro con alcune eccezioni, ma complessivamente la situazione è molto simile a quella già attuata per un mese nella primavera scorsa. Oltre a ciò la Slovenia ha messo in zona rossa anche il Friuli Venezia Giulia, senza dimenticare il coprifuoco dalle ore 21 alle 6. “Che dire, lo sconforto è molto grande, non soltanto per i timori del Covid-19, ma anche per le gravi ripercussioni sull’economia”. Lo affermano in particolare gli operatori turistici, oltretutto nella settimana delle vacanze scolastiche autunnali. Le prenotazioni nell’area istriana promettevano bene e avrebbero fornito un’ulteriore iniezione di fiducia dopo un’estate già buona. Numerose, infatti, erano le prenotazioni soprattutto da parte di chi non ha ancora utilizzato il buono turistico che ha salvato la stagione, in particolare a Isola e Pirano. Capodistria forse non è meta di villeggiatura per eccellenza della Slovenia, ma risente comunque della crisi nel settore vacanze, basti pensare che quest’anno non c’è stata nessuna sosta delle navi da crociera. Si sperava in una ripresa durante l’estate, invece nulla di fatto e sarà così sino alla fine del 2020. I croceristi contribuivano ad animare il centro storico di Capodistria. Il periodo autunnale, il secondo lockdown, l’assenza delle visite guidate, hanno fatto calare un silenzio sulle vie e piazze, c’è un po’ più di vivacità in via del Porto e lungo la vecchia strada di Semedella perché affacciate sul mare, ideali per passeggiate e per alcune attività sportive. I commercianti che hanno già subito perdite durante la prima parentesi dell’isolamento, ora temono di non riprendersi più perché lo Stato, pur avendo attuato agevolazioni, difficilmente potrà garantire la sopravvivenza dell’attività. Per venire incontro ai cittadini alcune misure sono state adottate anche dal Comune di Capodistria come il parcheggio gratuito in tutte le aree gestite dalla municipalizzata “Marjetica”, ricordando che i parcheggi di piazza Vergerio e quelli adiacenti al Poliambulatorio di Capodistria sono destinati esclusivamente agli utenti dei servizi sanitari. Tra le ultime misure adottate anche l’organizzazione dell’assistenza per bambini in età prescolare e l’esenzione del pagamento degli affitti per i locali pubblici comunali. Da ieri, lunedì, pure il trasporto pubblico ha subito delle modifiche e gli autobus circolano secondo l’orario festivo, consultabile tramite il sito internet o l’applicazione dell’operatore “Arriva”. Cambia nuovamente anche il regime nelle Biblioteche del Litorale. Fino a nuovo avviso è necessario prenotare il materiale in anticipo e attenersi all’appuntamento prefissato per prelevarlo. Da ieri presso la “Vilhar” si sono organizzati anche per il prestito di materiale bibliotecario con consegna a domicilio. Il servizio è gratuito e attivo nell’area dei Comuni di Ancarano e Capodistria.

Piazza Carpaccio a Capodistria

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