Istituzioni CNI, serve fare rete e collaborare

Il deputato al seggio specifico del Parlamento sloveno, Felice Žiža ha incontrato i connazionali di Capodistria su tematiche sempre d’attualità

Felice Žiža e Ondina Gregorich Diabatè

CAPODISTRIA | Con la serata di lunedì a Palazzo Gravisi, sede della Comunità degli Italiani “Santorio Santorio” di Capodistria, il deputato al seggio specifico della CNI al Parlamento sloveno, Felice Žiža, ha completato la seconda tornata di colloqui con i connazionali. A introdurre l’incontro è stata la vicepresidente del sodalizio, nonché consigliere comunale, Ondina Gregorich Diabatè. Il parlamentare ha riferito in breve del lavoro svolto a poco più di un anno dalla sua elezione. Si è occupato dei problemi evidenziati nei suoi regolari incontri con i connazionali nel suo ufficio di rappresentanza a Capodistria oppure direttamente nelle CI. Sono quelli che assillano la Comunità Nazionale Italiana da anni, come il mancato rispetto del bilinguismo, l’uso pubblico della lingua italiana, i quadri insegnanti nelle scuole, gli investimenti per il rinnovo delle strutture scolastiche e altre questioni che si ripropongono ciclicamente. Felice Žiža ha fatto presente che vanno affrontati congiuntamente dalle istituzioni, facendo rete soprattutto tra le Comunità Autogestite della Nazionalità e le Comunità degli Italiani. Queste sono alla base delle nostre forme associative, ma vi si nota come gli intellettuali e i giovani si siano defilati dalle attività a favore degli italiani che esulano dai loro regolari impegni di lavoro. È tornato a far presente che bisogna far sentire la propria voce, portare i propri problemi a conoscenza delle autorità, altrimenti si rischia di far passare ai Ministeri il messaggio errato che tutto vada bene. Nel dibattito si è incluso, quindi, il presidente della Comunità degli Italiani ospitante, nonché vicesindaco, Mario Steffè. Dialogando con Žiža, ha puntualizzato molte questioni aperte. Ha calcato la mano sull’uso della lingua italiana nella vita di ogni giorno, sulla necessità di sensibilizzare la maggioranza sulla presenza della Comunità Italiana in città, sul valore aggiunto che rappresenta, essendo anche depositaria di un enorme patrimonio culturale. Ha condiviso con il deputato la necessità di affrontare la questione del bilinguismo, ma ha espresso timori che non sia stata scelta la strada giusta nell’indicare in ogni Comunità un cosiddetto “tutore civico” del bilinguismo, che in realtà non ha alcuna competenza istituzionale, senza che il ruolo venga formalizzato. Personalmente Steffè, scelto come tutore a Capodistria, ha assicurato di non volersi tirare indietro. Rimane a disposizione dei concittadini che incontrano difficoltà, ma nel dialogare con le istituzioni e l’Ispettorato comunale può far leva soltanto sulle competenze che ha come vicesindaco. In conclusione il deputato Felice Žiža ha dato appuntamento ai presenti, una cinquantina circa, per l’autunno, quando riprenderanno gli incontri nelle Comunità degli Italiani.

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