Disoccupati. Il fallimento dell’Uljanik si fa sentire

Dusko Marusic/PIXSELL

Dopo quattro mesi consecutivi di calo, la disoccupazione in Istria è tornata a crescere in maggio, interrompendo la tendenza positiva. L’inversione è da attribuire all’avvio della procedura fallimentare per l’Uljanik Brodogradilište e per tutte le altre controllate del Gruppo Uljanik, che, soltanto un paio di giorni dopo la dichiarazione di fallimento da parte del Tribunale commerciale di Pisino, ha dato il via ai licenziamenti che, come sottolineato in precedenza, hanno inevitabilmente portato a un aumento dei disoccupati, il cui numero è cresciuto dell’1,9 per cento rispetto al mese precedente. Un aumento tutto sommato contenuto se si tiene in considerazione il fatto che, fino al giorno precedente all’apertura delle procedure fallimentari, le aziende del Gruppo Uljanik davano lavoro a oltre 1.500 persone. Non tutte si sono, però, rivolte ai centri per l’impiego. Molti ormai ex dipendenti dello stabilimento navalmeccanico polese hanno infatti scelto di rispettare il periodo di preavviso. Inoltre, a limitare i danni sono state le numerose assunzioni stagionali tipiche di questo periodo dell’anno. Assunzioni che hanno riguardato soprattutto le donne. Tra la fine di marzo e i primi giorni di maggio la componente femminile dei disoccupati si è ridotta del 17,2 per cento, mentre quella maschile è aumentata del 19,9 per cento. O almeno questo è quanto risulta dai dati pubblicati in questi giorni dall’Istituto nazionale per l’impiego, dal cui resoconto mensile si apprende che al termine del mese scorso i disoccupati in Istria erano 2.977. Assieme al numero dei senza lavoro, a maggio, è naturalmente cresciuto dello 0,2 per cento anche il tasso di disoccupazione, che al momento si aggira intorno al 3,3 per cento.

Pola fa la voce grossa

Come facilmente prevedibile, il Polese – luogo di residenza della quasi totalità degli ex dipendenti dell’Uljanik – è l’area dell’Istria con la più alta concentrazione di senza lavoro. A Pola e dintorni risiedono infatti ben 1.762 dei complessivi 2.977 disoccupati registrati alla fine di maggio. Rispetto al mese precedente il loro numero è aumentato di ben 320 unità. Il Pinguentino continua, invece, a essere l’area con la più bassa concentrazione di disoccupati, il cui numero è pari a 58. Stando ai dati presentati dell’Istituto per l’impiego, nel Rovignese risiedono 190 senza lavoro. Sono 193 poi i disoccupati residenti a Pisino e nelle località limitrofe. E ancora, a Parenzo, Umago e Albona il numero dei disoccupati si è attestato a quota 207, 244 e 325. Come avvenuto nel mese precedente, il numero delle donne in cerca di un’occupazione (1.177) continua, anche in maggio, a essere inferiore rispetto a quello degli uomini (1.800). Dal resoconto del centro per l’impiego si apprende inoltre che i percettori di un sussidio mensile di disoccupazione sono 1.283.

A rischio tutte le fasce d’età

Come consuetudine, anche l’ultimo bollettino dell’Istituto nazionale per l’occupazione fornisce una dettagliata panoramica sulla disoccupazione per classe di età, dalla quale si apprende che i disoccupati istriani con un’età tra i 15 e i 19 anni sono 27, mentre quelli con un’età compresa tra i 20 e i 24 anni sono 168. I giovani disoccupati tra i 25 e i 29 anni sono poi 280. I senza lavoro con un’età compresa tra i 30 e i 34 anni sono 289. I disoccupati con un’età tra i 35 e 39 anni sono 327, mentre quelli tra i 40 e i 44 anni sono 364. La lunga lista continua poi con i senza lavoro di un’età compresa tra i 45 e 49 anni (332), tra i 50 e i 54 anni (403) e tra i 55 e i 59 anni (497). Gli istriani over 60 senza occupazione sono infine 290.
Dei complessivi 2.977 disoccupati, 124 non possiedono alcun titolo di studio, mentre 554 persone hanno ultimato le scuole dell’obbligo. La scuola media superiore della durata di tre anni è stata, invece, ultimata da 984 disoccupati. I senza lavoro in possesso di un titolo di studio di scuola media superiore della durata di 4 anni sono, invece, 831. I baccalaureati in cerca di un’occupazione registrati in uno dei centri per l’impiego regionali sparsi sul territorio sono 188, mentre i senza lavoro in possesso di un laurea specialistica, un dottorato o titoli di studio superiori sono 296.

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