Basta con i sacrifici per i Programmi rivolti alla CNI

Tremul sulla riforma della RTV Slovenia

La sede di radio e tv Capodistria

Il presidente dell’Unione Italiana, Maurizio Tremul, ha salutato il dibatto promosso dal Capo dello Stato, Borut Pahor, sulla riforma delle Leggi riguardanti i mezzi d’informazione in Slovenia. “È positivo che il Presidente Pahor avverta la necessità di una consultazione che porti a individuare soluzioni quanto più condivise sulla sorte della RTV di Slovenia. In questo quadro per noi assumono particolare importanza i programmi minoritari delle Comunità nazionali che, ricordiamolo, sono una categoria costituzionale”, ha osservato ieri il massimo rappresentante dell’organizzazione unitaria della Comunità Nazionale Italiana.
Tremul ha ricordato che nel contesto del processo di riforma della legislazione sui mass media l’UI si è interessata in particolare a ciò che attiene alla Legge sulla RTV di Slovenia, avanzando nei termini della consultazione pubblica una serie di proposte attinenti alla collocazione dei programmi italiani di RTV Capodistria. Una tematica sulla quale l’UI si è premurata di sensibilizzare pure il Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale della Repubblica Italiana.
“Negli ultimi 15 anni RTV Capodistria ha subito il taglio più consistente dei finanziamenti rispetto a tutte le altre unità produttive della RTV. Ha avuto anche un tasso molto alto di perdita di posti di lavoro e quindi non si possono chiedere ulteriori sacrifici ai programmi italiani di RTV Capodistria. L’emittente capodistriana dovrebbe avere un canale televisivo proprio, ma non è così. Il canale di TV Capodistria è in condivisione con i programmi sloveni”, ha segnalato Tremul, invitando al rispetto dei documenti nazionali e internazionali che disciplinano la materia.
Nel caso di RTV Capodistria l’UI ha sollecitato i legislatori sloveni a prevedere norme ad hoc. “Qualora ciò non sia possibile va comunque creata un’unità produttiva autonoma dei programmi italiani di RTV Capodistria che operi all’interno del Centro RTV regionale, con quest’ultimo che dev’essere tutelato e valorizzato, e non ridotto o compresso”, ha sottolineato Tremul. “Per noi è importante che accanto alle questioni relative ai programmi italiani si mantengano le produzioni della RTV di Slovenia rivolte agli sloveni in Italia e nei Paesi contermini. Allo stesso modo ci teniamo che si sviluppino pure i programmi della Comunità Nazionale Ungherese”, ha detto Tremul, puntualizzando che le proposte formulate dall’UI “non sono riferite solamente ai programmi, ma al territorio”.
“Chiediamo il ripristino dei finanziamenti tagliati, dei posti di lavoro persi sia nel settore giornalistico sia in quello tecnico, nonché delle ore di trasmissione propria”, ha rilevato Tremul, notando che è altrettanto importante che “nel Centro regionale di RTV Capodistria, alla pari delle altre istituzioni della CNI, si dia spazio e opportunità di lavoro ai connazionali sia della Slovenia sia della Croazia”. “È importante anche che la RTV di Slovenia assicuri la presenza di RTV Capodistria sul satellite a fianco di RTV SLO 1, 2 e 3, sobbarcandosene i costi”, ha concluso Tremul.

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