Bilinguismo, passi avanti ma a macchia di leopardo

Consultazione CNI e Ministero della Pubblica amministrazione

Alberto Scheriani e Felice Žiža

Si è svolta ieri la consultazione annuale sull’attuazione del bilinguismo. Giunto al sesto anno l’incontro al quale partecipano i nove Comuni in Slovenia in cui risiedono le Comunità nazionali autoctone, italiana e ungherese, su invito del ministro della Pubblica amministrazione, si è spostato in rete, mentre nel 2020 l’epidemia lo ha fatto saltare completamente. Lo scopo di condurre delle consultazioni sul bilinguismo è quello di colmare il divario tra gli obblighi delle municipalità determinati dai regolamenti e l’effettiva attuazione del bilinguismo nella pratica. La Costituzione obbliga, infatti, le autorità locali a condurre una discriminazione positiva nei confronti degli appartenenti ai gruppi etnici. Pertanto, insistere sull’uso coerente del bilinguismo nella pratica quotidiana è la chiave per la realizzazione dei loro diritti specifici. La coesistenza di lingue nella stessa area è una ricchezza e un vantaggio sia per la maggioranza sia per le Comunità nazionali. Il tema centrale della conferenza di quest’anno ha riguardato l’epidemia da Covid-19 e l’attuazione del bilinguismo nella pratica quotidiana. I relatori invitati hanno condiviso le esperienze delle Amministrazioni comunali, dell’Ispettorato intercomunale e degli altri Enti impegnati ad affrontare la crisi sanitaria in termini dell’uso del bilinguismo. L’incontro è stato coordinato da Roman Lavtar, capo servizio delle Amministrazioni locali presso il competente dicastero. In apertura è stato Stanko Baluh dell’Ufficio per le nazionalità a esporre alcuni concetti che riguardano l’attuazione del bilinguismo, sottolineando che l’epidemia da coronavirus è stata anche una prova concreta per la realizzazione. “La legge sull’autonomia locale afferma che l’Amministrazione opera anche nella lingua della Comunità nazionale presente. Prima di avviare la procedura, il funzionario è tenuto a informare il cliente di questo diritto”, ha ribadito Baluh, tracciando una panoramica degli ambiti dove il bilinguismo è stato attuato.

Consultazione annuale sull’attuazione del bilinguismo

Unica pecca le circolari del Ministero per l’Istruzione che vengono diffuse soltanto in sloveno, come rilevato anche dal presidente dalla CAN costiera, Alberto Scheriani. “Proprio nel corso del collegamento ho ricordato al Dicastero competente questa mancanza. La situazione è migliorata, ma il lavoro per i prossimi anni non mancherà, la strada è ancora lunga. Sentiamo ancora il divario tra teoria e prassi, ma anche l’impegno delle istituzioni. Ricordo che è in fase di ultimazione il decreto uniforme sul bilinguismo per i Comuni costieri”, così Scheriani, proponendo di evidenziare di più le versioni italiane e ungheresi dei siti web comunali, per esempio, che risultano spesso difficili da trovare. D’accordo anche Helena Kavčič del Ministero della Pubblica amministrazione che ha illustrato alcuni esempi di buona prassi, come i siti dei Comuni di Ancarano e Capodistria, ma rammentando che vanno sempre aggiornati ed evidenziati per venire incontro all’utente. Ivan Koljesnikov, responsabile del Servizio dell’Ispettorato e vigilanza intercomunale di Pirano e Ancarano e Dimitrij Šamšal, a nome della municipalizzata “Marjetica” hanno illustrato l’applicazione del bilinguismo nei rispettivi ambiti. “I formulari e anche le notifiche di infrazione sono bilingui. Nonostante ciò è necessario un aggiornamento, visto che abbiamo bisogno di operare in due lingue, non di tradurre dallo sloveno”, ha spiegato Koljesnikov, proponendo di organizzare corsi di lingua di aggiornamento incentrati sulla terminologia del settore. Presente anche il deputato al seggio specifico del Parlamento Felice Žiža, che ha concordato sulla questione del Ministero dell’Istruzione e ricordato l’intento di istituire due uffici bilingui, uno a Capodistria e uno a Lendava che si occuperebbero della questione e di garantire traduzioni adeguate già nel corso di quest’anno. “Il governo stesso da marzo 2019 ha cominciato a lavorare sulla materia con la pagina web trilingue in sloveno, italiano e ungherese, ma la questione è lungi dall’essere realizzata come prevede la Costituzione, tuttavia vedo tantissima buona volontà”, ha rilevato Žiža, insistendo nuovamente sull’introduzione di un sistema di valutazione periodica della conoscenza della lingua per gli impiegati pubblici.

Esempio di attuazione del bilinguismo

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