A Villa Decani ricordato il vescovo Assalone

Nel 2022 saranno ricordati gli 800 anni da quando il presule consacrò la chiesa di Paugnano

Il rito officiato nella chiesa di Villa Decani

L’Istria rappresenta un territorio composito di varie lingue e culture. È presente nella coscienza europea da più di tremila anni. È sopravvissuta alle invasioni e agli insediamenti di vari popoli. I nuovi coloni riuscirono a preservare la sua identità e la cultura, mentre traevano forza dall’antichità e dal cristianesimo. Molte persone di cultura, scienza e religione hanno contribuito a formare questo senso di appartenenza. Una forte impronta all’identità e alla cultura istriana è stata data dai suoi Santi. È quanto scrive in un comunicato stampa la società “Diacono Elio Castrum Bonae”, che da molti anni lavora per rendere il dovuto omaggio ai Santi e ai Beati dell’Istria. Una delle figure centrali della Chiesa locale nei secoli passati è stato il vescovo Assalone, beatificato per le sue gesta e per il carisma che aveva sviluppato. Il prossimo anno saranno ricordati gli 800 anni da quando il presule consacrò a San Giorgio la Chiesa di Paugnano. All’evento è dedicata una lapide ricordo, custodita nella chiesa di Monte di Capodistria. Assalone, come riportato dagli esperti, si distingueva per virtù straordinarie e illuminava il suo lavoro con la sua santità e il suo zelo. La vita irreprensibile di Assalone è attestata dalle testimonianze originali nei registri dell’ufficio diocesano, che parlano della sua pia pastorale e del suo carattere gentile ed è tutt’oggi venerato. A Villa Decani è stato ricordato nel corso di una toccante cerimonia dal parroco locale, don Bogdan, che nelle litanie e nelle preghiere ha accomunato il ricordo di tutti i Santi e i Beati della regione.Dal I secolo ad oggi, la cristianità istriana è contrassegnata da più di cinquanta santi, martiri e beati locali. “Rappresentano la spina dorsale dello spirito dell’Istria. Sono il fondamento della cultura e della convivenza. Dai nostri luoghi provengono il diacono Sant’Elio l’apostolo dell’Istria da Costabona, il primo vescovo di Capodistria San Nazario di Elpidium oggi Boste, il martire San Ruffo di Loparo, il beato Monaldo, la badessa beata Nicolosa, il beato Antonio Martissa, la beata Giuliana Malgranelli di Pirano, la beata Caterina della Santa Croce e il sacerdote assassinato nel dopoguerra, Francesco Bonifacio. Nella città di Capodistria hanno vissuto ancora.il Patriarca di Grado, Francesco Querini, nonché il beato Marco di Aviano, San Leopoldo Mandić, il beato Miro Bulešić e altri ancora”, si rileva ancora nella nota della società Istriana.

La lapide che ricorda il vescovo Assalone

Facebook Commenti