La situazione con i pesticidi è diventata allarmante

L’associazione degli apicoltori della Bassa Istria celebra i 50 anni di attività. Ne parliamo con il presidente Nikola Bičanić e con il segretario Darko Važanski

Nikola Bičanić davanti al pannello nella sede dell’associazione

Che le api siano di fondamentale importanza per l’intero nostro ecosistema è cosa risaputa. Basti pensare che impollinano oltre l’80 p.c. dei fiori e circa il 75 p.c. delle piante coltivate. In pratica, ogni terzo pasto consumato dall’uomo dipende appunto dalle api. E non è cosa da poco quindi, come puntualizzato da Nikola Bičanić e Darko Važanski, rispettivamente presidente e segretario dell’Associazione degli apicoltori di Pola, che quest’anno, sempre che le misure epidemiologiche lo consentano, dovrebbe festeggiare anche “ufficialmente” i 50 anni di attività. Quest’associazione, fondata esattamente il 24 novembre del 1971 da 13 appassionati del settore, conta una sessantina di soci della Bassa Istria.

 

“Di anno in anno il numero dei nostri iscritti varia – spiega Nikola Bičanić, presidente dell’associazione dal 2015 –, in quanto ci sono sempre dei nuovi apicoltori che decidono di intraprendere quest’attività, ma parallelamente c’è chi desiste, soprattutto i giovani. L’apicoltura è un vero e proprio hobby, in quanto non si può mai sapere quanta sarà la produzione del miele e quanti saranno i ricavi. Dipende in primo luogo dalla stagione, ma anche dalle zone d’allevamento delle api, come pure dalle malattie. La più pericolosa è quella parassitaria causata dall’acaro Varroa destructor”.

L’attrezzatura è costosa, per cui viene prestata agli apicoltori alle prime armi

In calo il numero delle api
“Il problema principale che porta alla moria delle api – aggiunge Darko Važanski –, è rappresentato tuttavia dai pesticidi, che tra l’altro distruggono tutte le altre specie di insetti. In questo senso, la situazione è un po’ allarmante in tutta la Croazia, anche se non siamo ancora all’ultimo stadio. Le api, per fortuna, sono numerosissime in confronto agli altri insetti, e dunque riescono a sopravvivere meglio. Sta di fatto comunque che negli ultimi anni il loro numero è diminuito”.

In Istria esistono 6 associazioni di apicoltori. “Accanto alla nostra sono attive quelle di Albona, Pinguente, Parenzo, Pisino e Buie, mentre in Croazia ne sono registrate circa 150. Va detto che l’Associazione nazionale degli apicoltori funziona relativamente bene, anche se ovviamente si potrebbe fare di più. Insomma, non ci lamentiamo. Abbiamo il sostegno del Ministero dell’Agricoltura e inoltre godiamo dei finanziamenti europei”, ha sottolineato il presidente dell’associazione Bičanić, il quale ha degli alveari tra Gallesano e Dignano e usufruisce di altri nel Gorski Kotar e a Karlovac. Il tutto grazie al permesso ottenuto dal fiduciario dell’associazione, in contatto con le istituzioni competenti.

Ci vuole amore
Come avviare quest’attività? “Innanzitutto ci vuole amore per questi insetti e per la natura – ha fatto notare Važanski –. Solitamente s’inizia con l’acquisto di due-tre alveari dove possono trovare dimora fino a 40mila api. L’attrezzatura per la produzione del miele viene a costare abbastanza. Però la nostra associazione promuove un progetto di sostegno ai giovani apicoltori, ai quali viene prestata appunto l’attrezzatura necessaria per iniziare l’attività”

Nikola Bičanić e Darko Važanski dinanzi all’attrezzatura per la produzione del miele

Cinquant’anni per un’associazione non sono pochi. Quali sono i piani per il futuro?
“Innanzitutto educare i giovani e incentivarli a occuparsi di apicoltura. Inoltre, in occasione dei 50 anni d’attività, abbiamo intenzione di allestire un mostra permanente, promuovere dei laboratori e dare istruzioni a tutte le fasce d’età, in particolare modo ai bambini. Tra l’altro, abbiamo intenzione di promuovere la Settimana delle porte aperte, dove gli interessati potranno farci visita in sede. Ovviamente, tutto dipenderà dalla situazione epidemiologica – ha detto Bičanić, il quale nella circostanza non ha mancato di ringraziare la municipalità, che ha concesso il vano (seppur malconcio) all’associazione degli apicoltori Pula.

Una sede aperta a tutti
“Finalmente, dopo quasi 50 anni d’attesa, nel 2019 abbiamo aperto una nostra sede, la quale è a disposizione di tutti gli interessati, in special modo dei più giovani. L’ape è un insetto davvero unico, che nel corso degli anni ti porta a nuove conoscenze, perché si comporta sempre in modo diverso e cattura l’interesse dei più giovani. Oltre ai numerosi tipi di miele, produce il propoli, definito l’antibiotico naturale più conosciuto e usato per fronteggiare i malanni di stagione e la cera usata nei prodotti cosmetici, nell’industria farmaceutica e altro ancora. Inoltre, dalle stesse si può ricavare l’unguento al veleno, un valido medicinale per dolori reumatici e articolari, artriti, torcicollo e sciatiche. Conosciamo le api quindi e tutti i valori dei prodotti ottenuti da queste. Lo slogan dell’ultimo progetto della nostra associazione s’intitola “Usate il miele come alimento, per non prenderlo poi come una medicina”, hanno concluso i nostri interlocutori.

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