Scuole. Respinta l’offerta del governo: sciopero a oltranza

Foto: Dusko Jaramaz/PIXSELL

I Sindacati scolastici hanno respinto ieri la nuova offerta del governo, ritenendola persino peggiore di quella presentata la scorsa settimana, e hanno annunciato che lo sciopero nelle scuole è destinato a proseguire. Inoltre i negoziati con l’Esecutivo vengono sospesi fino a data da destinarsi. Nel prosieguo delle trattative ieri pomeriggio il governo, oltre al ben noto aumento del 6,12 per cento della base salariale, ha offerto la firma di un accordo su un’aggiunta agli stipendi del 2 per cento se entro il 30 giugno prossimo non dovesse venire raggiunta un’intesa sui coefficienti salariali per la complessità del lavoro. L’Esecutivo si è offerto pure di pagare le ore di sciopero fino al 15 novembre. Il presidente del Sindacato indipendente degli occupati nelle scuole medie, Branimir MIhalinec, ha dichiarato che la proposta governativa di aumento dell’integrazione del 2 per cento è persino meno vantaggiosa di quella precedente di ritocco del 2 per cento dei coefficienti salariali.
Mihalinec ha detto inoltre che i sindacalisti distribuiranno ai deputati una lettera con la quale li inviteranno a non appoggiare la Legge finanziaria per l’anno prossimo, se nel Bilancio non saranno stati inseriti i fondi per l’aumento delle paghe degli insegnanti. In questo contesto Mihalinec ha ricordato che i gruppi parlamentari dell’HNS e del partito di Bandić annunciavano che non avrebbero votato la Finanziaria se questa non avesse previsto mezzi aggiuntivi per i docenti, salvo poi recedere da questa posizione. Il sindacalista pertanto ha esortato i parlamentari di questi schieramenti a votare secondo coscienza e a non accettare quello che i loro leader hanno accettato pur di salvare le loro poltrone.

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