Istria. Tra aule vuote e rientri

Giuseppina Martinuzzi, un grande edificio per pochissimi alunni

Si passerà alla storia come scuola al tempo del coronavirus. Più strana e anomala che mai. Per una grande elementare italiana come la “Giuseppina Martinuzzi” di Pola, che è sempre stata luogo di assembramento per eccellenza, frequentata di anno in anno da una media di 450 ragazzini, è a dir poco inconcepibile vedere arrivare una sparuta presenza di complessivamente 27 allievi su 181 che frequentano le scuole inferiori nell’edificio principale. In 9 e rispettivamente in 8 frequentano le due prime classi ubicate al pianterreno dell’edificio centrale della scuola, gli altri delle seconde e terze classi hanno preso posto, pure loro a debita distanza prescritta dall’epidemiologo, nelle aule al primo piano solitamente occupate dalle superiori. L’ingresso nell’edificio è precluso a genitori e a… giornalisti dopo ordinanza ministeriale arrivata all’indirizzo della scuola domenica pomeriggio.
Dalla breve dichiarazione raccolta fuori uscio dalla direttrice della scuola, Susanna Cerlon si apprendono le modalità di funzionamento e comportamento messe in pratica. La scuola ha acquistato moltissime sostanze detergenti e disinfettanti, fornite in buona parte con il contributo della città. Prime regole: pulizia delle scarpe, una volta entrati su tappeto imbevuto di disinfettante pulizia delle mani, con apposito spray e quindi lavaggio ai servizi igienici accompagnati dalle insegnanti incaricate del doposcuola. Appena dopo si va in classe. L’ingresso è scaglionato: alle ore 8 per la Ia, alle 8.10 per la Ib, alle 8.20 per le seconde e terze. I riposi principali pure, distribuiti dalle 9 alle 9.20; dalle 9.20 alle 9.40; dalle 9.40 alle 10 e via dicendo. “Tale disposizione delle pause, via via prolungate dallo svolgimento dell’attività ginnica e ludica in atrio e in palestra è necessaria per limitare i contatti tra i gruppi – spiega la direttrice – ma è indispensabile anche al servizio di pulizia per poter effettuare la disinfezione delle aule, mentre i ragazzi sono impegnati altrove. La mensa non si utilizza: colazione, merenda e pranzo vengono serviti ai tavolini appositamente sistemati nel corridoio, davanti alle aule. Quasi tutti gli allievi attualmente presenti per le lezioni, fruiranno del servizio completo del doposcuola”. Almeno per due settimane funzionerà il sistema della didattica mista: quella in presenza per i pochissimi allievi arrivati a scuola e quella a distanza per la stragrande maggioranza rimasta a casa. A ogni insegnante l’augurio di possedere il dono dell’ubiquità… Aperte in seno alla “Martinuzzi” pure le sezioni periferiche di Gallesano (per sette alunni delle prime) e di Sissano (per una alunna).
Parenzo. Alla B. Parentin si aspettano tempi migliori
Alla Scuola elementare italiana “Bernardo Parentin” non è ripreso l’insegnamento in classe, anche se tutto era pronto per farlo. Nessun genitore però ha inviato in questo primo termine i propri figli a scuola. Le disposizioni d’emergenza epidemiologica non hanno concesso il normale rientro a scuola di tutti gli alunni, ma soltanto di quelli soddisfacenti le condizioni imposte dall’Istituto nazionale di salute pubblica. Le insegnanti erano pronte ad assumersi la doppia mole di lavoro e a operare sia con i presenti in aula sia con i rimasti a casa
La scuola parentina si era preparata all’eventuale rientro, disponendo tutto quanto previsto dalle normative: gli spazi, le distanze sociali, il termometro per misurare a distanza la temperatura corporea, tutto il necessario alla disinfezione delle mani e degli ambienti, le mascherine e guanti per gli insegnanti, i turni e le modalità di ricezione degli alunni. Il rientro, nel rispetto delle normative, era previsto a gruppi di 9 alunni. Un primo gruppo doveva rientrare a scuola ieri, dopo di che, in base alle normative, per accogliere un nuovo gruppo dovrebbero passare 14 giorni. “L’insegnamento a distanza sta dando i suoi risultati – così la direttrice Ester Zarli – e possiamo liberamente proseguire la nostra attività in questo modo. Siamo però pronti a rientrare a lavorare anche in classe”.
Umago. Alla «Galileo Galilei» non si è presentato nessuno
Alla riapertura dell’11 maggio la Scuola elementare italiana “Galileo Galilei” non contava nessun alunno, quella croata “Marija e Lina” 9. Dunque la situazione per ora è questa, anche se le novità tuttavia non mancano circa le iscrizioni alle prime classi.
Il preside della “Galileo Galilei”, Arden Sirotić ha detto che il Ministero dell’Istruzione invierà una nuova circolare sulla frequentazione delle scuole appena il 25 maggio. Dunque fino ad allora la situazione non cambierà. Le scuole comunque si sono organizzate, nell’eventualità di un rientro degli alunni, in modo da rispettare le distanze di sicurezza.
Per quanto concerne le iscrizioni alla prima classe, il Ministero ha inviato alle scuola una circolare, in modo da fissare i prossimi impegni, dai controlli medici ai colloqui psicopedagogici. Ma non c’è fretta. Le date sono slittate da giugno a luglio-agosto.
Il Covid-19 dunque ha messo sottosopra tutto: asili e scuole, vita ed economia. Il 16 marzo scorso erano state sospese tutte le attività attinenti alle iscrizioni alle prime classi della scuola elementare, che ora sono state diciamo… scongelate. Le commissioni tecniche delle istituzioni scolastiche e gli assessorati regionali preposti all’istruzione, sono tenuti a comunicare ai genitori interessati le nuove date per i controlli previsti. Le iscrizioni alle prime classi per l’anno scolastico 2020/2021 si terranno successivamente agli accertamenti sullo stato psicofisico dei bambini secondo l’ordine che gli organi regionali concorderanno con le scuole elementari, informando altresì i genitori a riguardo. L’assegnazione degli insegnanti di sostegno avverrà in ottemperanza alle scadenze contemplate dalle indicazioni rilasciate dalle commissioni addette all’accertamento dello stato psicofisico dei bambini.
Asilo Rin Tin Tin: i piccoli in 4 gruppi e due sezioni nido
Il modello per la riapertura sicura degli asili applicato a livello nazionale è stato messo in pratica pure nel caso dell’ente prescolare italiano “Rin Tin Tin“ di Pola. Dopo avere organizzato un sondaggio dei desiderata tra i genitori, raccolto la documentazione necessaria, eseguiti i preparativi d’obbligo per la sistemazione logistica dei bimbi, la scuola materna ha finalmente riaperto i battenti. L’ambiente ludico è ridiventato accessibile ma “castigato” dai limiti e dalle disposizioni di sicurezza fornite dal Ministero della Scienza e dell’Istruzione, nonché dagli Istituti della salute pubblica nazionale e regionale. Come comunicato da Tamara Brussich, direttrice della scuola materna, in tutto 38 bambini hanno soddisfatto alle condizioni richieste (impossibilità dei genitori di assicurare assistenza ai figli), per poter fruire del servizio prescolare. Ieri al Rin Tin Tin sono stati accolti 26 bimbi in età prescolare e 10 in età nido. Soggiorno e attività sono stati organizzati in quattro gruppi educativi fisicamente separati e due sezioni nido. Tre sezioni, tra le quali i due gruppi nido, hanno preso sistemazione alla sede centrale di clivo Glavinić, mentre altri due sono ubicati nell’ala prescolare affacciata verso i Giardini. Il sesto gruppo è quello dei Delfini, che ha riaperto presso la sede dell’elementare italiana Giuseppina Martinuzzi, facendo uso di un ingresso separato da quello utilizzato dagli allievi di scuola.

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