Croazia e Israele legame strategico

Kolinda Grabar-Kitarović in visita di Stato. In primo piano pure le potenzialità del porto di Fiume

Slavko Midzor/PIXSELL

ZAGABRIA | Kolinda Grabar-Kitarović è il primo Presidente della Repubblica di Croazia a essersi recato in visita di Stato in Israele. I viaggi compiuti dai suoi predecessori, Stjepan Mesić e Ivo Josipović, sono classificati come visite ufficiali. L’inquilina del Pantovčak è giunta ieri nello Stato ebraico. Oggi Kolinda Grabar-Kitarović sarà ricevuta dal suo omologo israeliano, Reuven Rivlin (che aveva visitato Zagabria nel luglio scorso), dal presidente della Knesset, Yuli-Yoel Eldestein, dal premier e dal ministro degli Affari esteri, rispettivamente Benjamin Netanyahu e Yisrael Katz.
Nel corso dei colloqui particolare attenzione sarà data al rafforzamento dei rapporti bilaterali nella sfera della sicurezza, della difesa cibernetica e della lotta al terrorismo. Si discuterà anche del modo di migliorare la collaborazione nel campo dell’istruzione superiore, della ricerca, dell’economia e dell’agricoltura.

Porto di Fiume

Kolinda Grabar Kitarović si tratterrà in Israele fino a mercoledì. Al suo seguito è volato a Gerusalemme pure il ministro dell’Economia, Darko Horvat. Della delegazione presidenziale fa parte anche Duško Grabovac, presidente del Porto di Fiume. In Israele lo scalo portuale quarnerino sarà presentato come “la porta mediterranea dell’Europa centrale”. A Haifa sarà firmato un protocollo di collaborazione tra il porto della città israeliana e quello fiumano.

«Diplomazia dei Canadair»

La Croazia e Israele hanno allacciato relazioni diplomatiche nel 1997. Sul rapporto tra i due Paesi hanno sempre pesato le persecuzioni compiute dal regime ustascia di Ante Pavelić al danno degli ebrei. Di conseguenza, riuscire a instaurare un rapporto strategico con lo Stato ebraico ha sempre rappresentato uno dei principali obiettivi della diplomazia croata. Nell’ottobre del 2016 la Croazia e la Tanzania furono gli unici Paesi a insistere in seno all’UNESCO affinché una proposta di risoluzione attinente allo status di Gerusalemme sgradita a Israele venisse votata a scrutinio segreto. Una scelta che la diplomazia dello Stato ebraico gradì al punto da definire la Croazia un “Paese coraggioso”. A suggellare la partnership tra i due Paesi fu l’anno successivo la cosiddetta “diplomazia dei Canadair”, ossia l’invio di due aerei antincendio croati in soccorso di Israele colpito da devastant incendi boschivi. Inoltre, la Croazia è uno dei sei Paesi membri dell’UE a non aver votato la risoluzione con la quale l’Assemblea generale dell’ONU ha sollecitato gli USA a non riconoscere Gerusalemme quale capitale dello Stato ebraico.

F-16 Barak

Il coronamento dei rapporti tra i due Paesi avrebbe dovuto essere l’acquisto da parte di Zagabria di uno stormo di 12 caccia supersonici multiruolo F-16 Barak dismessi dall’Aviazione israeliana. Quando tutto pareva concordato, la compravendita dei velivoli destinati a sostituire i MiG 21 bis dell’Aeronautica militare croata è saltata a causa del veto degli Stati Uniti. Successivamente, il direttore del Ministero della Difesa israeliano, Udi Adam, è giunto in Croazia per porgere le scuse per l’annullamento della commessa del valore di 500 milioni di dollari.

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