Lončar: «Volevo solo il Rijeka» Pavelić: «Sono venuto di corsa»

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Lončar: «Volevo solo il Rijeka» Pavelić: «Sono venuto di corsa»
Stjepan Lončar e Mario Pavelić con il vicedirettore sportivo Ivan Mance

FIUME | A Rujevica sono stati presentati ieri due dei tre nuovi arrivi, cioè Mario Pavelić e Stjepan Lončar. Il terzo, il macedone Darko Velkovski, ieri non ha potuto partecipare alla “cerimonia” in quanto fermato da un contrattempo.
L’ultimo in ordine di tempo che si messo a disposizione di Matjaž Kek è Stjepan Lončar, 21 anni, centrocampista giunto dallo Široki Brijeg, formazione che milita nel massimo campionato bosniaco-erzegovese. Ha firmato un contratto martedì dopo aver superato a pieni voti le visite mediche. “C’erano altri club in corsa per ingaggiarlo, ma siamo riusciti a spuntarla, scippandolo alla concorrenza. Gioca in nazionale e in lui vediamo il profilo di giocatore per il nostro centrocampo. Ora è atteso – ha detto ieri Ivan Mance, vice del direttore sportivo Srećko Juričić –, da un periodo di duro lavoro per mettersi in luce e meritarsi la fiducia del tecnico, attraverso gli allenamenti e le partite di preparazione”.
Il giovane centrocampista è a Fiume soltanto da pochi giorni, ma dice di conoscere piuttosto bene il Rijeka: “Seguo la Prima Lega croata fin da piccolo e confesso di essere molto felice di essere qui. Vi ho trovato degli ottimi giocatori e un grande allenatore e sono convinto che qui ci siano per me le condizioni per crescere. Questo è il motivo per il quale ho scelto il Rijeka, trovando una struttura impeccabile dove lavorare e uno splendido stadio in cui c’è sempre un tifo straordinario. Ho il compito di lavorare e di guadagnarmi un posto in squadra”. Lončar è stato utilizzato a centrocampo in tutte le posizioni, ma predilige quella centrale; ha giocato anche come ala, sia a destra che a sinistra. Anche l’Osijek era interessato a lui, ma fin dall’inizio, come precisa il giocatore, il suo intento era quello di venire a Fiume. Anche lui si è consultato parlando con due ex, Zlomislić e Krstanović, che gli hanno parlato bene del club e di Fiume.
Con 150 partite disputate con la maglia del Rapid Vienna, Mario Pavelić, austriaco di origini croate, arriva a Fiume con un bagaglio notevole di esperienza: “Parla il croato e anche questo è un dato importante. Inoltre – spiega Mance –, abbiamo avviato le trattative per portarlo a Fiume nel momento in cui scadeva il suo contratto per cui è arrivato a condizioni per noi molto vantaggiose, cioè a parametro zero”. Pavelić, prima di venire a Rujevica, ha avuto modo di ricevere informazioni da fonti attendibili per quanto riguarda il club: “Me ne hanno parlato Močinić, Jelić e Grahovac con i quali ho condiviso lo spogliatoio nel Rapid. La prima volta che ho visto giocare il Rijeka è stato lo scorso anno contro il Red Bull Salisburgo e mi è piaciuto subito. Quando la società mi ha contattato non ho avuto difficoltà ad accettare di venire. Sono venuto qui per lottare per titolo e Coppa, cercando di fare bene anche in Europa. Mi ha entusiasmato la partita contro il Salisburgo in quanto io stesso facevo difficoltà a ricordare quando l’avevo battuta l’ultima volta con il Rapid. Quel Rijeka che ha messo in serie difficoltà il Salisburgo mi è piaciuto molto”. Il suo ruolo naturale è quello di terzino destro, ma non disdegna neanche la fascia sinistra. All’occorrenza, si presta volentieri a salire lungo la fascia, con licenza di attaccare. “A dire il vero, la posizione di terzino destro è arrivata dopo, per caso, quando ho dovuto sostituire un compagno in questo ruolo. Da allora l’allenatore mi ha quasi sempre impiegato qui”. A Fiume ha incontrato un altro austriaco, Alexander Gorgon, proveniente dall’Austria Vienna. A Rujevica raccoglie l’eredità di terzini come Tomečak, Ristovski e Vešović, che nelle ultime stagioni sono spesso stati determinanti. “Cercherò di fare come loro”, ha concluso Pavelić, convinto che il Rijeka possa nuovamente lottare per il titolo. Già a gennaio c’era la possibilità di realizzare il trasferimento al Rijeka, ma ci sono stati degli intoppi. In primavera ha giocato poco, ma in compenso gode di ottima salute.
Pavelić ha firmato per tre anni, mentre Lončar si è vincolato al Rijeka pure per tre anni, ma con l’opzione per i successivi due.

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