«Il bilinguismo visivo è un valore aggiunto»

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«Il bilinguismo visivo è un valore aggiunto»

“Benvenuti nella nostra città in occasione di San Vito”, sono queste le parole con cui il sindaco, Vojko Obersnel, ha accolto la delegazione italiana a Palazzo municipale, lasciando intendere sin da subito che la città è tanto sua e di chi ci vive ogni giorno, quanto degli esuli fiumani che se ne sono andati in un difficile momento storico.

“Questo nostro incontro è ormai tradizionale, il che mi fa estremamente piacere, perché abbiamo molto da condividere. Quando sono stato a Roma a novembre sono rimasto molto colpito dal Museo dedicato a Fiume. Esso racconta la storia di un periodo molto travagliato, in cui la gente ha dovuto lasciare le proprie case e i loro affetti. Quell’esperienza mi ha spinto a volere collaborare con voi ancora di più, per valorizzare tutto il patrimonio storico e culturale di Fiume in occasione del 2020, quando la città sarà Capitale europea della cultura”, ha dichiarato Obersnel.

Il bilinguismo

“Ho avuto modo di esaminare lo Stradario di Fiume (di Massimo Superina nda) e vedendo i vari nomi che le vie hanno avuto nel corso degli anni e considerando la volontà di parlare di bilinguismo credo che sarebbe opportuno affiggere questi nomi in pubblico. Personalmente ritengo che una tabella con sopra scritto Piazza delle erbe aggiungerebbe molto valore, mentre non credo che tradurre Trg Ivana Koblera in Piazza Giovanni Kobler farebbe altrettanto”, ha affermato Obersnel.
Giovanni Stelli, presidente della Società di studi fiumani di Roma, ha replicato asserendo di avere piacere che il sindaco abbia ricordato la sua visita di novembre, illustrando poi quelli che sono i temi più importanti sui quali si sta lavorando. “Abbiamo intrapreso una collaborazione con il Museo civico di Fiume, il cui direttore Ervin Dubrovčić, si è dimostrato estremamente interessato e ha già condiviso con noi un suo intervento, che abbiamo pubblicato nella nostra rivista. In questo contesto lavoreremo insieme per dare in prestito al Museo dei dipinti di artisti fiumani che noi custodiamo, con la volontà che essi possano servire a conservare lo spirito europeo inclusivo”, ha dichiarato Stelli.

Non più esuli in Europa

“Il Libero Comune di Fiume in esilio ha cambiato nome, optando per Associazione fiumani – italiani nel mondo. Questo cambiamento è stato dettato dalla volontà di collaborare su tutti i fronti con le autorità locali, con la speranza di includere tutti i fiumani, indipendentemente da dove vivano e quali siano state le loro vicende storiche. Nella sostanza non cambia nulla, ma il nuovo nome è più rispettoso della sensibilità di chi era in disaccordo con la denominazione precedente. Il nostro intento è quello di collaborare per la conservazione del patrimonio storico e per la diffusone della cultura e in questo campo siamo più che disponibili a lavorare assieme ai progetti di Fiume, Capitale europea della cultura, in particolar modo per la conservazione delle tombe monumentali del cimitero di Cosala”, ha dichiarato Guido Brazzoduro, presidente dell’Associazione.
Il Console generale d’Italia a Fiume, Paolo Palminteri, che ha parlato in un croato perfetto, ha ringraziato le autorità cittadine per il premio conferitogli (Targa d’oro) e ha ribadito il fatto che nella moderna Europa non ci sono più esuli. “Tutti sono liberi e i fiumani si devono sentire a casa loro in questa città, indipendentemente se ci vivano ogni giorno o se siano andati via tanti anni fa”, ha dichiarato Palminteri.

Progetti futuri

Marino Micich, segretario della Società di studi fiumani di Roma, nonché direttore dell’Archivio museo storico, ha raccontato di come si stia lavorando per portare nella nostra città il presidente della Regione Lazio e di come è invece ormai in programma la visita del sindaco di Roma, che verrà a Fiume nel 2019. “Oltre a queste iniziative di carattere politico si sta lavorando anche per intensificare gli scambi culturali fra le nostre scuole, in quanto gli alunni degli istituti italiani si sono dimostrati entusiasti delle visite a Fiume e ora il prossimo passo sarà quello di portare gli alunni delle vostre scuole in visita in Italia”, ha affermato Micich.

I ringraziamenti di Orietta Marot

“L’8 luglio ci saranno le elezioni per il rinnovo delle cariche della Comunità. Non mi ricandiderò, lasciando il posto ai giovani che rappresentano le forze nuove, ma alla fine di questo mio mandato voglio ringraziare la Città per l’ottima collaborazione avuta in questi quattro anni di mandato. Siamo riusciti a realizzare tanti progetti, venendoci incontro per ogni necessità. Il mio unico rammarico è quello di non avere visto costruito l’asilo italiano, ma sono al corrente che la Città ha fatto tutto il dovuto in questo contesto. Tuttavia, mi auguro che si possa ancora trovare una soluzione”, ha dichiarato Orietta Marot, presidente uscente della Comunità degli Italiani di Fiume.

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