Mia Negovetić il sorriso che conquista

Goran Žiković

FIUME | Quando il mondo dello spettacolo ti apre le porte già in tenera età, non è facile far combaciare doveri e piaceri, appuntamenti di vario genere tra prove, concerti e spettacoli, per non parlare dei mass media, che vogliono scoprire, sentire, conoscere e far conoscere. Ne sa qualcosa la quindicenne Mia Negovetić, la talentuosa “stellina” del mondo della canzone, un termine che le calza a pennello visto che tre anni fa è stata la prima vincitrice del talent show “Zvjezdice” dell’RTL, lo “scopri talenti” dedicato ai più piccoli. Da quel momento, per la connazionale Mia – la giovane cantante è pronipote del compianto Fulvio Criso, instancabile attivista e tra i promotori della SAC “Fratellanza“ della Comunità degli Italiani di Fiume – si è aperta una nuova strada, un percorso veramente… stellare. Infatti, nell’arco degli ultimi tre anni, la ‘nostra’ ragazza è stata già a Los Angeles, ospite di Steve Harvey al talent show “Little Big Shots”, su invito della famosa presentatrice americana Ellen DeGeneres. Recentemente ha pubblicato il suo primo single, “Trouble” (disponibile su YouTube e online dal 23 febbraio scorso), inciso in gran parte a Los Angeles, con missaggio finale effettuato negli studi della casa discografica Maraton di Fiume. Autori del brano sono nientemeno che Dan Richards, famoso chitarrista degli One Direction, e Phil Simmonds.

E non è tutto. Dalla musica al palcoscenico teatrale, per un vero talento come Mia, il passo è stato breve: lo scorso dicembre ha debuttato con grande successo nello spettacolo “Magic Musical”, scritto da David Petrović e Olja Dešić, due serate ospitate dal Centro culturale “Gervais” di Abbazia, che hanno registrato il tutto esaurito, mentre a metà marzo il musical è stato ospite della sala “Vatroslav Lisinski” di Zagabria, bissando il successo quarnerino. Avremmo voluto sentire le sue impressioni a caldo sull’esperienza zagabrese, ma dopo la capitale croata Mia è dovuta partire alla volta di Belgrado per nuovi impegni, ovvero per la registrazione della nuova edizione di “Zvjezdice”, che la vede stavolta far parte della giuria. L’abbiamo incontrata al suo ritorno dalla capitale serba: è arrivata come di consueto in compagnia di suo papà Igor (a volte si aggrega loro anche mamma Kristina; i Negovetić sono due genitori estremamente fieri della loro stellina, sempre allegra e comunicativa, dal sorriso prontissimo).

Sei reduce dal tuo viaggio a Belgrado. Puoi svelarci qualche dettaglio del progetto che attualmente ti vede impegnata oppure è ancora top secret?

“A Belgrado sono in corso le registrazioni della nuova serie di “Zvjezdice”, sempre per l’RTL. L’invito è stato per me una vera e propria sorpresa, in quanto stavolta faccio parte della giuria. Ne sono stata felicissima perché è stata un’esperienza meravigliosa”.

Come fai a tenerti dentro tutte queste esperienze di cui devi mantenere il segreto professionale prima che la trasmissione vada in onda?

“In realtà non è facile perché sono tutti successi che vorrei poter condividere subito, soprattutto con gli amici. Purtroppo, secondo contratto non posso farlo e devo rispettare gli obblighi presi. E poi, passato quel primo momento d’euforia condivisa in famiglia, tutto è più facile”.

USA, una vacanza lavorativa

Recentemente sei stata per la seconda volta negli Usa, dove hai inciso il tuo primo singolo. Come hai vissuto questo viaggio, come una vacanza o come un impegno?

“Di tutto un po’: è stato un viaggio di lavoro, ma anche e soprattutto di divertimento. Diciamo che è stata una vacanza lavorativa, se così la si può definire. Abbiamo avuto molti incontri in diverse case discografiche, Universal Music Studios, Atlantic Records, Sony e altre, approfittando però di ogni momento libero per visitare e scoprire quanti più angoli nascosti di Los Angeles, e non solo. Conoscere questa parte degli Stati Uniti è stata un’esperienza bellissima, anche perché si tratta di un mondo che si differenzia tantissimo dal nostro”.

Che cosa ti ha colpito particolarmente di questo modo di vivere degli americani?

“Mi è piaciuto il loro approccio amichevole con il prossimo, almeno dal mio punto di vista, ma d’altra parte mi ha colpito il loro modo di lavorare: gli americani vanno sempre di corsa, li vedi sempre col telefonino in mano, in auto sempre a pigiare il clacson a tutta forza… E così per tutto il giorno”.

Oltreoceano hai conosciuto tanti personaggi famosi. Che impressione ti hanno fatto?

“Veramente non proprio tanti. Con Steve Harvey è stata una grande esperienza, una sfida indimenticabile. Non avevo idea di come si sarebbe svolto il tutto, avevo paura di non capire e di non sapere risponde in inglese. Invece, dopo un minuto, mi sono rilassata e avrei potuto continuare a parlare per ore. Ho conosciuto anche Trevor, del gruppo Cheat Codes, molto famoso negli States, che ha lavorato anche con Demi Lovato. Ogni volta che sento le sue canzoni ho dei ricordi bellissimi. E ovviamente Dan Richards, chitarrista degli One Direction, con cui ho realizzato questo primo single. È simpaticissimo ed è stato molto piacevole lavorarci insieme”.

Ci saranno dunque anche altre canzoni?

“Speriamo di riuscire a pubblicare un album: per ora in cantiere ci sono sei brani. Sto provando a scrivere anch’io dei testi e delle musiche”.

Quando avremo modo di sentirti dal vivo con “Trouble?

“La prima fiumana è prevista per il 27 maggio nel Palasport di Zamet a Fiume, nell’ambito di una serata dedicata ai dieci anni di attività dello Studio Maraton. Sarà un concerto con tanti ospiti”.

Dalla tv al teatro

Com’è nato il progetto di “Magic Musical”?

“È stata un’idea di Olja Dešić, fondatore e direttore artistico dello Studio Maraton – spiega il papà Igor –, basata su una rappresentazione teatrale, che in questo caso è stata arricchita da canzoni e balletti. Dešić ha proposto Mia come protagonista dello spettacolo, un piccolo gigante che canta e che balla. Adesso mia figlia sta prendendo anche delle lezioni di canto e di musica, e Olja è un maestro bravissimo”.

Ogni palcoscenico ha delle sue peculiarità. Come ti senti prima di un’esibizione?

“Anche se sai che si tratta di una registrazione, l’ansia è sempre uguale, perché voglio dare il massimo, canto col cuore e non penso che se sbaglio posso anche ripetere la performance. Il musical è un’altra cosa, è molto più complesso, perché si canta, si balla, si recita ed è molto più difficile di quanto immaginassi. Bisogna fare attenzione a ogni singolo dettaglio e prende tantissima energia. Sono dell’avviso che nel personaggio che s’interpreta bisogna sempre mettere qualcosa di proprio, di personale, per farlo diventare speciale e soprattutto non ripetitivo. Mi sono trovata benissimo nel mio ruolo perché è un insieme delle tre cose che mi piace fare di più ovvero cantare, ballare e recitare. Non vedo l’ora di calcare a maggio il palco del Palasport di Zamet a Fiume”.

Che cosa faresti se non esistesse la musica?

“Davvero non lo so. Per me ogni occasione è buona per ascoltarla; anche quando mi annoio: accendo la radio e canticchio… Per me è una cosa talmente naturale che anche a scuola mi succede di mettermi a cantare inconsciamente in classe. Poi, quando me ne accorgo, mi metto a ridere. Credo di avere anche un po’ annoiato i miei compagni con questa cosa del cantare sempre. C’è musica dappertutto e io la… sfrutto in ogni occasione”.

Che cosa fai durante il tempo libero? Ti piace lo sport?

“Per 12 anni ho allenato ginnastica, ma siccome non penso di continuare a farlo, ho deciso di smettere. Durante il tempo libero mi piace uscire con gli amici, con mia sorella o con la famiglia e fare delle lunghe passeggiate in natura. Approfitto delle vacanze anche per stare con i miei nonni”.

Con la scuola, come la mettiamo?

Come va a scuola? Hai difficoltà con qualche materia?

“Frequento la prima classe del Primo ginnasio di Fiume e trovo la scuola… pesante – ride Mia –. La pensiamo così tutti noi che la frequentiamo. A questo punto, però, colgo l’occasione per ringraziare tutti i miei professori, che dimostrano grande comprensione per le mie assenze… lavorative”.

Se tu potessi cambiare qualcosa?

“Cambierei tutto! Ci sono troppe cose. Non tutti hanno gli stessi interessi, e tante materie potrebbero venire ‘ridotte’ o diventare facoltative (matematica, fisica, chimica…); bisognerebbe fare dei laboratori tematici. Amplierei invece il fondo ore di musica, perché mi pare che la materia venga messa un po’ da parte. O magari, aggiungerei un po’ di danza durante le ore di ginnastica, perché non a tutti piace correre dietro al pallone. Credo ci sarebbe grande interesse”.

Hai già pensato a che cosa ti piacerebbe fare da grande?

“Ancora non lo so… Mi piacerebbe frequentare un college negli Stati Uniti, ma non l’ho ancora detto ai miei… Però non vorrei restare in America. Tornerei sicuramente a Fiume, qui non ci piove”.

Quando pensi alle tue vacanze dei sogni, come le immagini?

“Non faccio mai programmi. Non penso però di rimanere in casa a oziare davanti alla tv o allo schermo del computer. Mi piace stare in natura, in compagnia”.

Quando avremo modo di applaudirti nuovamente?

“Il primo appuntamento è per il 10 maggio, quando mi esibirò al concerto umanitario “Sve za našu djecu” (Tutto per i nostri bambini), in favore dell’Ospedale pediatrico di Costabella”.

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