Lungo i sentieri del Monte Maggiore

Per gli amanti della natura ci sono vari percorsi e passeggiate che possono venir intrapresi anche da bambini e anziani

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Lungo i sentieri del Monte Maggiore

Con l’arrivo della primavera, cresce la voglia di uscire all’aria aperta. Le giornate sono più lunghe, le temperature piacevoli e la natura si risveglia e si presenta in tutto il suo splendore. Una delle peculiarità della Regione litoraneo-montana sta anche nel fatto che nel corso di una giornata si possono visitare sia luoghi vicino al mare che quelli in montagna. La zona montuosa più gettonata in primavera (e non solo), è senza dubbio il Monte Maggiore, che offre tutta una serie di sentieri e passeggiate sia per arrampicatori amatoriali che per alpinisti provetti. Tanti anche i sentieri educativo-didattici lungo i quali acquisire nuove conoscenze e nozioni riguardanti la flora e la fauna locale, ma anche i miti e le leggende. Per scoprire quale sentiero intraprendere e in quale occasione farlo, abbiamo fatto tappa sul Monte Maggiore per scoprire in prima persona l’offerta che Madre Natura (e l’uomo) ci hanno regalato. Accompagnati da Doris Kramarić, responsabile del Settore marketing dell’ente Parco naturale del Monte Maggiore, ci siamo avviati lungo i sentieri più interessanti.

“La maggior parte di essi parte proprio dal Centro visitatori di Sella Poklon, motivo per il quale consigliamo a tutti gli interessati di contattarci al momento dell’arrivo perché così potranno ricevere informazioni più concrete su quale scegliere in base alle loro esperienze in quanto a camminate in montagna e nei boschi. I sentieri sono tanti e si dividono in quelli più semplici, in quelli per alpinisti e in quelli per ciclisti”, ci ha spiegato la nostra guida.

I sentieri attirano tantissimi amanti delle camminate (e arrampicate) in natura.
Foto: Željko Jerneić

Land-art

A circa 50 metri dal Centro, inizia il sentiero Land-art, uno dei più amati da coloro che amano stare all’aria aperta passeggiando, senza dover scalare vette. È un sentiero circolare, che unisce interventi artistici alla bellezza della natura, ovvero a quella naturale della Cicceria, incluso il pascolo Sapaćica. Il sentiero è lungo circa 6,5 km, con un dislivello minimo, e può venire visitato in due o tre ore. Molto adatto alle famiglie con bambini, alle persone anziane, ovvero a tutti coloro che preferiscono passeggiate rilassanti ai percorsi esigenti. Ciò che rende particolarmente interessante la zona, è l’idea offerta dall’artista Boris Pecigoša, il quale ha voluto rendere artisticamente la consapevolezza dell’unione tra l’uomo e la natura. Infatti, l’autore propone di fondersi con la natura, respirando a pieni polmoni o abbracciando un albero, ascoltando i suoni e i rumori. Le sue installazioni sono visibili sulle rocce oppure sono appese agli alberi, e sono realizzate con materiale trovato sul posto e con colori ecologici. L’installazione più interessante è ‘La roccia dell’amore’ su cui è disegnato un cuore. L’autore invita gli innamorati ad appoggiarvi la mano, il che li farà rimanere (figurativamente) uniti per sempre.

La roccia dell’amore su cui suggellare la propria unione.
Foto: Željko Jerneić

Plas

Lungo 2km, il percorso Plas può venire visitato in circa un’ora, un’ora e mezza. Inaugurato nel 2006, attraversa i pendii della vetta del Monte Maggiore, cosa molto importante che dà modo ai visitatori di osservare rare specie endemiche di animali e vegetali raffigurate su alcune tabelle informative, anche in lingua italiana. Il sentiero didattico si snoda attraverso un bellissimo bosco di faggi dove non mancano aree di sosta che spesso s’affacciano sulla parte collinare del versante istriano e della Cicceria.

Il sentiero didattico Plas è lungo 2 km ed è visitabile in un’ora, uno’ora e mezza.
Foto: Željko Jerneić

Slap (cascata)

Situato a 359 metri sopra il livello del mare, il sentiero Slap attraversa la zona di Draga di Laurana, una delle valli torrentizie più belle delle pendici orientali del Monte Maggiore, che ancora oggi vengono modellate dalla forza dell’acqua che scorre nei ruscelli. Passeggiando lungo il tragitto di 800 metri per circa mezz’ora, si arriva fino alla cascata visibile solo durante i periodi di pioggia o subito dopo che è piovuto. Sorge in alcune zone all’interno del canyon e sfocia nel mare a Medea (Medveja). Camminando verso la cascata, nelle cui vicinanze si trova un’area di sosta, si passa attraverso un bosco di marroni, quercia e carpino, nonché attraverso vecchi terrazzi dove in passato c’erano orti. La partenza è da Draga di Laurana.

| Interventi dell’artista Boris Pecigoša.
Foto: Željko Jerneić

Vela draga

Una delle località più attraenti del Parco naturale del Monte Maggiore, è sicuramente il canyon Vela draga. Questo fenomeno naturale, nato grazie all’azione delle forze naturali come terremoti, vento, sole e acqua, prende vita ancora nel lontano periodo del Cretaceo (più di 140 milioni d’anni fa). Nel 1963 è stato proclamato riserva paesaggistica naturale sotto tutela e nel 1998 monumento naturale geomorfologico. È stato inaugurato nel 2004 e da allora attira tantissimi amanti della natura che possono acquisire nozioni sull’alpinismo e sull’arrampicata libera, sport presenti dal 1931, grazie a tabelle e insegne in 4 lingue. Molto suggestive le torri calcaree che rimarranno di sicuro nei ricordi di tutti coloro che le hanno ammirate, ricordando ancora una volta quanto sia influente il più grande architetto di tutti i tempi – la natura. Il sentiero è lungo 2 km ed è visitabile in circa un’ora e mezza.

Una delle insegne nel Land art.
Foto: Željko Jerneić

Trebišća-Perun

Uno dei sentieri più interessanti, ma anche più esigenti (15 km), è senza dubbio quello storico-mitologico di Trebišća-Perun che inizia da un punto sovrastante la splendida spiaggia di Draga di Moschiena e che racconta una storia risalente a più di mille anni. Infatti, per tantissimo tempo si pensava che questi pendii del Monte Maggiore fossero di particolare importanza per i primi abitanti slavi del Quarnero. Oggi, invece, sappiamo che questa zona era stata scelta per rappresentare un palco sul quale si svolgevano eventi mitologici legati alle loro credenze, sui quali si basavano il ciclo della vita e i vari cambiamenti naturali di massima importanza per la sopravvivenza umana.

Il sentiero è stato inaugurato nel 2009, allo scopo di avvicinare agli interessati la storia del popolo slavo, ovvero da dove e perché sia giunto in queste zone e quali fossero le loro credenze in base alle quali organizzavano la vita della comunità. Il percorso passa attraverso la natura intatta e i borghi conservati nel canyon di Potoška, per arrivare fino alla vetta Perun (880m). Coloro che sceglieranno il sentiero mitologico, dovranno tener conto del fatto che la loro sarà una gita della durata di almeno 7 ore. Prima di partire, sarà necessario valutare le proprie capacità fisiche, indossare indumenti e calzature adatte e portare quantità sufficienti di acqua e cibo, perché l’unica fonte sicura per quanto riguarda l’acqua potabile si trova nel borgo di Trebišća.

Dalla vetta più alta, Vojak, si presta una splendida vista sul Quarnero e sull’Istria.
Foto: Željko Jerneić

Specie endemiche di flora e fauna

Come rilevato dalla nostra guida Doris Kramarić, tutti i sentieri sono ben tracciati e marcati. Per quanto riguarda le calzature, anche se si tratta per lo più di sentieri in macadam o erbosi, che non richiedono scarpe particolari come nel caso di quelli alpinistici, non sarà sicuramente il caso di inoltrarsi in sandali o infradito.
“All’arrivo dei visitatori nel Centro di Sella Poklon, verrà suggerito loro se partire o meno, in base agli indumenti e alle calzature con cui si sono presentati sul posto”, ha detto. Gli ospiti potranno, inoltre, ottenere informazioni sulle specie endemiche di flora e fauna tipiche della zona. Tra questi l’aquila reale, il falco peregrino e il grifone, la tottavilla, l’ortolano, la salamandra nera, la lucertola di Horvath. E poi ancora scoiattoli, orsi, il toporagno d’acqua mediterraneo, il vespertilio di Bechstein.

Per quanto riguarda invece la flora, vanno rilevati in particolar modo la Dafne laurella, il dente di cane, il giglio martagone e la Campanula tommasiniana, che si trovano solo sul Monte Maggiore.

Doris Kramarić.
Foto: Željko Jerneić

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