Kiev: metropoli di paesaggi eclettici e vita notturna vibrante

Alla scoperta della capitale dell’Ucraina e dei suoi mille contrasti dove il moderno e l’influenza sovietica ancora oggi plasmano quasi ogni aspetto della quotidianità

La città è attraversata dal fiume Dnepr

È difficile spiegarlo. È così elusivo, ma al contempo facilmente concepibile il furore di libertà che si prova quando si decide di staccare da tutto per recarsi migliaia di chilometri lontano in un posto talmente diverso dalla realtà conosciuta nel quale ogni momento, ogni esperienza, ogni interazione sociale rappresenta una sfida che ti invita a scoprire una nuova prospettiva e a ricercarne i confini. E infatti, l’Ucraina è un posto del genere. È grande, popolosa, lontana, dove si parla russo e ucraino, ma quasi niente l’inglese, un Paese nel quale si usa esclusivamente l’alfabeto cirillico e che si trova in uno stato di guerra.
Ma è la voglia di godersi l’imprevisto, l’inatteso, l’insolito che ci sprona a conquistare nuovi orizzonti, a interagire con i locali, a conoscere le loro storie, la loro cultura. La vita inizia dove finisce la nostra zona di comfort. È quasi sempre un’impresa ardua, ma allo stesso tempo assai gratificante in quanto spiana la strada verso la nostra crescita personale e la piena realizzazione di sé stessi.

Tappa nell’ordinata Vienna
A metà di maggio, era tutto pronto. Il biglietto aereo, il nuovo passaporto biometrico e la gentile conferma dell’Ambasciata ucraina che per viaggiare nel loro Paese non avrei avuto bisogno del visto turistico in quanto sono cittadino dell’UE. Ho preso il pullman da Fiume a Vienna e poi il volo diretto dalla capitale austriaca fino a Kiev. È sempre un piacere visitare Vienna, una delle più affascinanti metropoli culturali dove ho tanti cari amici che vado a trovare ogni volta che sono lì di passaggio. È una città multiculturale, ordinata, tranquilla ma contemporaneamente molto viva dove tutto sembra coesistere in una simbiosi perfetta.
Il giorno seguente arrivo all’aeroporto di Vienna. Una serie di controlli e finalmente sono a bordo. Due ore dopo, il pilota ci informa che stiamo per atterrare a Kiev e di impostare sui nostri cellulari un’ora in avanti causa il fuso orario.
Ed ecco, ci siamo. A dire il vero, visitare l’Ucraina è stato un desiderio bramato ancora dai tempi quando vivevo in Polonia dove ero attivo all’interno del servizio di volontariato europeo. È lì che sono venuto a conoscenza di quanto interessante potrebbe essere visitare Kiev, città di paesaggi urbani eclettici e vita notturna energica e vibrante.

La «giungla di cemento»

La Cattedrale di Sant’Andrea eretta su progetto di Bartolomeo Rastrelli

Situata sul fiume Dnepr, che divide la città in due parti e collegata con una serie di ponti, Kiev assomiglia in un certo senso a un’altra capitale europea, Budapest. Prendendo il pullman dall’aeroporto passo attraverso la parte nuova di Kiev, la famosa “giungla di cemento”, come viene chiamata dai locali, per via dell’elevato numero di edifici moderni, appiccicati uno dietro l’altro. Infatti, la città cresce, si espande e con oltre 5 milioni di abitanti, le richieste di urbanizzazione sono sempre più forti. Quello che si può rilevare sin da subito è il forte contrasto tra il moderno e l’influenza sovietica che ancora oggi plasma quasi ogni aspetto della quotidianità ucraina; dall’architettura, attraverso i veicoli per strada fino alla mentalità dei locali. È indubbio che il Paese ha fatto grossi passi nei termini di modernizzazione, ma il retaggio socialista dal quale sta cercando di distanziarsi è ancora visibile, seppur sempre in misura minore.

La metro più profonda al mondo
Il pullman attraversa uno dei ponti principali e siamo sulla sponda sinistra del fiume Dnepr. È lì che si trova la parte vecchia di Kiev, il centro città dove sono situati tutti gli edifici storici e le istituzioni politiche. Prendo la famosa metro della capitale, la più profonda al mondo che arriva a oltre 100 metri sotto la superficie terrestre e finalmente arrivo all’ostello. Lì mi aspetta Sergei, un caro amico ucraino che ho conosciuto in Polonia, dove, come menzionato prima, ho fatto parte di un progetto di volontariato internazionale gestito dalla Commissione europea. Infatti, ho trascorso 7 anni all’estero tra studio, lavoro e volontariato e ho avuto occasione di conoscere persone eccezionali da tutto il mondo: Spagna, Bielorussia, Francia, Turchia, Portogallo, Romania e ovviamente Ucraina. Queste amicizie sono definitivamente una delle cose intangibili più preziose che mi sono portato dietro.
La prima cosa che Sergei mi fa vedere è piazza Maidan, luogo di violenti scontri nel 2013/2014 tra l’opposizione, che richiedeva un avvicinamento all’UE, e il governo che voleva mantenere legami stretti con la Russia. Alla fine le proteste, che coinvolsero oltre un milione di persone, portarono alla rivoluzione popolare, al rovesciamento del governo e alla fuga e alla messa in stato d’accusa dell’allora presidente Viktor Yanukovych. Oggi Maidan fa parte della storia moderna del Paese ed è impresso fortemente nell’immaginario collettivo ucraino. È il simbolo di libertà, indipendenza e sovranità popolare. Complessivamente oltre 100 persone persero la vita nelle dimostrazioni in quel periodo e a rendere il quadro ancora più emblematico; è proprio dietro il monumento di Maidan che si trova l’albergo Ucraina, dal cui tetto i cecchini sparavano sulle persone durante le manifestazioni di protesta.

La città delle cupole

Coyote Ugly, uno dei nightclub più esclusivi di Kiev

L’architettura di Kiev è un fenomeno univoco e straordinario. I paesaggi urbani eclettici sono il risultato di una storia della capitale lunga 14 secoli. Pertanto i palazzi, le vie, gli edifici religiosi e politici sono un misto di oltre 30 diversi stili architettonici, a loro volta, riflessione dei diversi periodi della storia della città, tra cui quello medievale, zarista, sovietico e moderno.
Kiev è chiamata la città delle cupole per una ragione. Infatti, la capitale ucraina vanta circa 950 chiese e Cattedrali, costruite dal Medioevo fino ai giorni d’oggi. Ad esempio, il Monastero dorato di San Michele e la Cattedrale di Santa Sofia, patroni della città, risalgono all’inizio dell’XI secolo, così come uno dei più importanti luoghi sacri della fede ortodossa, il Monastero delle grotte di Kiev. Per non parlare della gemma dell’architettura settecentesca in stile barocco, la chiesa di Sant’Andrea progettata dal rinomato architetto italiano Bartolomeo Rastrelli, oppure della maestosa cattedrale bizantina di San Volodymyr, sede della Chiesa ortodossa ucraina.
Dall’altro canto, a fare da tramite tra il moderno e l’antico è lo stile sovietico. Infatti, l’Ucraina è stata una Repubblica dell’URSS per ben 74 anni e di conseguenza testimone di alcuni tra i più significativi, seppur spesso tragici, eventi della storia umana. Non sorprende dunque che il retaggio sovietico sia assai visibile anche nell’architettura delle piazze, nelle sedi istituzioni politiche e lungo vie principali. Kiev è anche la capitale più “green” del mondo, con innumerevoli superfici verdi, fontane, parchi botanici e isole naturali intatte sul fiume Dnepr, che creano un panorama mozzafiato e offrono allo spettatore un’esperienza inebriante. Gli ucraini sono un popolo interessante, curioso e sempre pronto a dare una mano allo straniero. Kiev una città viva, ha un’energia creativa travolgente e una vita notturna vibrante, con gente che canta e balla per strada. Poi c’è la sensazione di libertà garantita dall’anonimato che ogni grande metropoli offre.

Una società profondamente divisa
Dall’altra parte invece, nonostante Kiev sia lontana dal fronte e dalla torbida realtà di guerra, dalla concentrazione più che solita delle forze militari, è possibile percepire una tensione latente nel Paese.
Infatti, l’Ucraina è anche una società profondamente divisa. La rottura con il sistema socialista e la successiva transizione verso la democrazia ha visto travolgere, oltre alle istituzioni e relazioni sociali in cui era intessuta la precedente quotidianità, anche le esistenze individuali. Poi la rivoluzione in piazza Maidan e di seguito la guerra nell’est del Paese hanno solo approfondito il solco, con una parte della popolazione evidentemente orientata all’Europa e l’altra che ancora oggi nutre il desiderio di ravvicinarsi alla Russia.
Tutto sommato, il viaggio in Ucraina è stato davvero un’esperienza fantastica. Visitare una meta turistica insolita, non ancora così popolare tra i turisti dell’Europa Occidente, è sempre interessante. Perché sono proprio le esperienze che facciamo, i luoghi che visitiamo e le persone che conosciamo a dare il valore aggiunto al bagaglio culturale che ci portiamo a casa.

Facebook Commenti