Taglio dei parlamentari. L’esito incide anche sugli eletti all’estero

Il Console generale della Repubblica italiana a Fiume, Davide Bradanini. Foto: Željko Jerneić

Il 20 e 21 settembre gli elettori italiani voteranno il referendum confermativo sulla riforma costituzionale che taglia 230 seggi della Camera su 630 e 115 del Senato su 315. In caso di approvazione, il numero dei parlamentari scenderà a 600, saranno cioè 400 i seggi alla Camera e 200 quelli al Senato, più un numero massimo di cinque senatori a vita (finora 5 era il numero massimo che ciascun Presidente poteva nominare). La riforma prevede anche la riduzione degli eletti all’estero: il numero di deputati scende da 12 a 8, quello dei senatori da 6 a 4. Trattandosi di un referendum confermativo, non c’è quorum, non è prevista cioè una percentuale minima di partecipanti per rendere valido il risultato (fissata al 50 p.c. più uno in caso di referendum abrogativo). Possono partecipare tutti i cittadini italiani che abbiano compiuto 18 anni entro il 20 settembre 2020, sono necessari la tessera elettorale e un documento d’identità valido. Il voto era stato inserito in calendario lo scorso 29 marzo, ma l’emergenza Covid-19 ha reso necessario il rinvio a settembre, nei giorni in cui gli italiani saranno chiamati alle urne anche in sette regioni (Veneto, Campania, Toscana, Liguria, Marche, Puglia e Valle d’Aosta) e in 962 Comuni. Questo il quesito sulla scheda: “Approvate il testo della legge costituzionale concernente ‘Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari’, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n.240 del 12 ottobre 2019?’”.
A votare per il referendum saranno anche i cittadini italiani residenti all’estero e iscritti all’AIRE. Complessivamente, stando ai dati resi noti dalla Farnesina, sono più di 4,7 milioni gli elettori all’estero, di questi circa 14.200 sono quelli residenti in Croazia, di cui 12.822 nella circoscrizione del Consolato generale d’Italia a Fiume. Per raccogliere informazioni utili in vista della consultazione referendaria e informare al meglio i connazionali residenti sul territorio sulle modalità di voto ci siamo rivolti al Console generale d’Italia a Fiume, Davide Bradanini.
La campagna informativa è già entrata nel vivo? Quali sono le modalità di partecipazione al voto dei connazionali che risiedono all’estero?
Sui nostro sito e sui nostri canali social condividiamo tutte le informazioni sul referendum costituzionale del 20-21 settembre 2020. Anche La Voce e le trasmissioni italiane di Radio Fiume e Radio Pola hanno opportunamente informato i connazionali sul quesito referendario e sulle modalità del voto all’estero. Inoltre, in questi giorni avvieremo una campagna informativa sui principali quotidiani delle aree di insediamento della CN, d’intesa con l’Ambasciata.
I connazionali all’estero iscritti all’AIRE o temporaneamente all’estero per almeno tre mesi per motivi di studio, lavoro o cure mediche (e i loro familiari conviventi) potranno votare per corrispondenza. Gli elettori riceveranno per posta un plico contenente il certificato elettorale, la scheda elettorale, una busta piccola, una busta grande indicante l’indirizzo del Consolato generale a Fiume o dell’Ambasciata a Zagabria (a seconda del luogo di residenza) e un foglio informativo sulle modalità di voto.
Una volta espresso il voto sulla scheda, questa andrà inserita nella busta piccola, che dovrà contenere esclusivamente la scheda elettorale. Nella busta più grande già affrancata l’elettore dovrà invece inserire il tagliando elettorale (dopo averlo staccato dal certificato elettorale) e la busta piccola chiusa contenente la scheda votata.
La busta già affrancata dovrà poi essere spedita al Consolato generale o all’Ambasciata in modo che arrivi entro le ore 16 di martedì 15 settembre 2020. Le schede pervenute successivamente non saranno scrutinate.
Votano per corrispondenza anche altre categorie di elettori, ad esempio chi si trova temporaneamente all’estero per motivi di lavoro o studio?
Sì, possono votare i connazionali temporaneamente all’estero per motivi di lavoro, studio o cure mediche e i loro familiari conviventi. Ricordo che tale periodo di tre mesi di temporanea presenza all’estero non è previsto per i familiari conviventi degli elettori temporaneamente all’estero. La scadenza per presentare richiesta di poter esercitare il proprio diritto di voto per corrispondenza per questa tipologia di elettori era il 19 agosto scorso.
Quando è previsto l’invio dei plichi elettorali? In caso di cambiamento di residenza a chi va comunicato il nuovo indirizzo per l’invio? Come farlo ed entro quando?
I plichi elettorali, del cui contenuto ho già parlato, verranno inviati dal Consolato generale tra il 31 agosto e il 2 settembre. Il materiale elettorale è in fase di stampa in questo momento, pertanto temo sia ora troppo tardi per comunicare cambiamenti di residenza. In linea generale, se si è cambiato indirizzo bisogna informare immediatamente il Consolato generale per i necessari aggiornamenti. La comunicazione deve preferibilmente essere fatta tramite il Portale Fast-it (al quale si può accedere dal sito del Consolato generale) oppure può essere inviata anche per posta elettronica.
In caso di mancata ricezione del plico che cosa deve fare l’elettore?
A partire dal 6 settembre 2020 gli elettori che non abbiano ricevuto il plico possono richiederne un duplicato all’ufficio consolare di riferimento. Non è possibile chiedere il duplicato prima di tale data.
Dove si possono trovare le informazioni utili sulla consultazione elettorale e sulle modalità di voto?
Sul sito del Consolato generale e su quello del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Siamo inoltre a completa disposizione dei connazionali per qualsiasi richiesta, che ci potrà essere fatta per email o per telefono.
Le misure dettate dall’epidemia da Covid-19 quanto incidono sull’organizzazione del referendum a beneficio degli elettori all’estero?
Il voto per corrispondenza esclude il rischio di assembramento, quindi direi che le misure di prevenzione epidemiologica in questo caso non incidono in maniera determinante sull’organizzazione del referendum.
Quanto è importante partecipare al voto?
È un referendum molto importante: il quesito riguarda una legge costituzionale, la c.d. legge sul taglio dei parlamentari, che è ben descritta nell’incipit di questa intervista. L’esito del referendum ha un riflesso significativo per i connazionali all’estero: gli eletti all’estero passerebbero, in caso di conferma, da 12 a 8 alla Camera e da 6 a 4 al Senato. È bene vi sia consapevolezza di questo impatto importante del referendum per gli elettori all’estero.

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