Rimpasto per tornare in corsa

Febbrili consultazioni ai Banski dvori per decidere chi deve lasciare il governo e chi sarà chiamato a occupare i posti rimasti vacanti. Non dovrebbe cambiare la linea moderata

Foto: Tomislav Miletic/PIXSELL

ZAGABRIA | A Zagabria quella di ieri è stata una giornata nel segno di febbrili consultazioni per arrivare al rimpasto del governo. In serata il premier e presidente dell’HDZ, Andrej Plenković, ha convocato la riunione del direttivo del partito con l’intento chiaramente di ottenere il via libero politico al nuovo organigramma del governo. Fin dall’inizio era certo l’ingresso nell’Esecutivo di almeno tre nuovi ministri, dopo le dimissioni di Lovro Kuščević e Goran Marić, travolti da scandali immobiliari, e dopo la nomina del capo della diplomazia Marija Pejčinović Burić alla carica di segretario generale del Consiglio d’Europa. Nei giorni scorsi il premier aveva già reso noto che il nuovo ministro dell’Amministrazione al posto di Lovro Kuščević sarebbe stato Ivan Malenica, preside del Politecnico di Sebenico. Per quanto riguarda il nuovo ministro degli Affari esteri ed europei il premier ha optato per un nome di peso, una persona esperta in relazioni internazionali, visto che la Croazia sarà chiamata a presiedere l’Unione europea nel primo semestre del 2020. Per tale motivo la scelta è caduta sull’attuale Ambasciatore croato in Germania, Gordan Grlić Radman, un diplomatico di provata esperienza.
Non è un mistero, che anche in seguito alle pressioni dell’opinione pubblica, il premier avrebbe accarezzato l’idea di imprimere una svolta al suo Esecutivo nella parte finale della legislatura, mandando a casa quei ministri il cui operato non sarebbe troppo soddisfacente, oppure quelli sfiorati da scandali piuttosto imbarazzanti. I nomi in questione rimbalzano ormai da giorni sulla stampa: si va dal ministro dei Fondi europei Gabrijela Žalac, a quello della Famiglia, Nada Murganić per finire con il vicepremier e ministro dell’Agricoltura, Tomislav Tolušić. Fino a qualche giorno fa quest’ultimo sembrava inamovibile, in quanto considerato uno dei punti di forza della corrente di destra dell’Accadizeta. Per giunta nella “sua” Virovitica l’HDZ alle ultime Europee ha conseguito buoni risultati, il che significa che non è tra quelli che avrebbero voltato le spalle a Plenković non impegnandosi a sufficienza per animare gli elettori a recarsi alle urne. Comunque anche Tolušić ieri, dopo il colloquio con il premier, si è disciplinatamente rimesso alle sue decisioni, affermando di essere pronto ad accettare il rimpasto del governo, anche se a rimetterne sarà lui stesso. Una frase chiara che sta a significare il via libera a un ampio rimescolamento dei quadri. Pertanto il nuovo ministro dei Fondi europei dovrebbe essere Marko Pavić, che finora si è occupato della riforma previdenziale. Al suo posto dovrebbe subentrare l’attuale capo dell’Istituto previdenziale, Josip Aladrović. Il Ministero della Famiglia dovrebbe essere affidato a Vesna Bedeković e quello dell’Agricoltura a Marija Vučković. Del Patrimonio statale dovrebbe occuparsi Mario Banožić. I nuovi vicepremier dovrebbero essere Davor Božinović e Zdravko Marić.
A Zagabria, dunque, non si è voluto perdere tempo. Il presidente del gruppo parlamentare dell’HDZ, Branko Bačić, impegnato in prima fila nelle trattative, ha lasciato intendere che si vuole chiudere la partita in tempi brevi e votare la fiducia ai nuovi ministri già entro la settimana. La presenza ai Banski dvori anche del presidente del Sabor, Gordan Jandroković, è stata un segnale in più che il premier Plenković e i suoi fedelissimi vogliono lanciare al Paese un segnale forte di novità sia pure senza tradire la linea politica moderata seguita finora. Proprio per tale motivo appare poco probabile che i Popolari vengano esclusi dalla maggioranza, anche se in linea teorica si potrebbe fare a meno dei loro voti, in quanto il premier può contare sull’appoggio del gruppo parlamentare di Milan Bandić, le cui file negli ultimi mesi si sono gonfiate a dismisura, con l’arrivo di transfughi da altri partiti. Intanto dalle file del centrosinistra è stata reiterata la richiesta di elezioni anticipate. Tanto più che gli ultimi sondaggi confermerebbero il sorpasso dell’SDP ai danni dell’HDZ. Basterà il rimpasto per non soccombere?

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