E-pass. Il modello istriano non può funzionare nel Quarnero

Secondo Marko Boras Mandić, mantenendo le limitazioni e rispettando le ordinanze, all’inizio di maggio si potrà pensare di tornare alla normalità

La polizia controlla la validità dei lasciapassare. Foto Emica Elvedji/PIXSELL

“Riguardo ai lasciapassare, il consiglio degli epidemiologi in questo momento è fondamentale. Rimanere a casa ed essere disciplinati è la cosa più importante. I risultati sono visibili, ma basta poco per peggiorare la situazione. Il Comando regionale della Protezione civile non è d’accordo sul fatto di eliminare i lasciapassare per le località comprendenti l’ex Comune di Fiume. La nostra situazione non è assolutamente paragonabile a quella dell’Istria, nella quale i sette comuni che sono stati accorpati contano in tutto circa 15mila abitanti. Nel nostro caso si tratta di almeno 200mila cittadini. Sono imminenti le festività pasquali, ci sarà bel tempo e considerati gli attuali buoni risultati, i cittadini si sono rilassati, hanno voglia di uscire e posso anche capirlo. Sono convinto, però, che se sospendessimo i lasciapassare, Kostrena, Crikvenica, Kraljevica e altre località dell’“anello fiumano” verrebbero invase dai cittadini durante il fine settimana. Non siamo disposti a rischiare”, ha dichiarato con fermezza Marko Boras Mandić, presidente del Comando regionale della Protezione civile. Ha aggiunto poi che “basta una piccola distrazione per mandare all’aria tutti gli sforzi fatti finora”, facendo come esempio la situazione creatasi nella Casa di riposo di Spalato e a Varaždin, dove si è verificato il primo caso di trasmissione locale del virus.

Marko Boras Mandić è responsabile della task force della Regione litoraneo-montana. Foto Goran Kovacic/PIXSELL

Boras Mandić ha ribadito che l’unico modello che potrebbe venire applicato in Regione è quello proposto alla Direzione nazionale della Protezione civile, che vede l’abolizione dei lasciapassare soltanto per le località limitrofe a quella di residenza, e per motivi di vitale importanza. “In un giorno questo quadro epidemiologico così stabile può venir sconvolto. Rimaniamo responsabili, indossiamo le mascherine negli ambienti chiusi. Non è il momento adatto per sospendere le limitazioni. Sono convinto che mantenendo la disciplina e rispettando le ordinanze, verso l’inizio di maggio potremo tornare alla normalità. Le disposizioni della Direzione nazionale sono chiare: non è possibile allentare la presa se ciò alimenta l’espansione del virus”, ha concluso.
Kostrena, Buccari e Kraljevica dicono «no»
La Città di Fiume ha inoltrato alle Città e ai Comuni del proprio circondario, il cosiddetto “anello fiumano”, la proposta di un accordo che permetterebbe ai cittadini che hanno residenza o soggiorno permanente sul territorio dell’ex Comune di Fiume, la libera circolazione, eliminando pertanto i lasciapassare. Al momento, la proposta è stata approvata da Fiume, Viškovo, Castua, Čavle, Klana e Jelenje, mentre hanno espresso parere negativo Kostrena, Buccari e Kraljevica.
Sulla proposta si è pronunciata la Lista per Fiume che ha accolto con favore il suggerimento.
“Ciò consentirebbe di agevolare la vita dei cittadini permettendo la libera circolazione. Al contempo, le Unità della Protezione civile verrebbero sgravate da un eccesso di attività amministrative, potendo così concentrarsi su quello che in questo momento rappresenta la nostra priorità, ossia la lotta contro la diffusione del virus. Purtroppo, i sindaci di Città e Comuni che hanno espresso contrarietà alla proposta, non l’hanno fatto nell’interesse dei propri cittadini, ma per motivi di natura politica. Come altrimenti spiegare il timore di un ‘flusso incontrollato dei cittadini di Fiume’ se alla stesso tempo vengono rilasciati liberamente i lasciapassare agli abitanti delle proprie località, i quali raggiungono ogni giorno Fiume per lavoro? Sebbene la misura di divieto di abbandono del luogo di residenza sia giustificata per oggettivi rischi legati alla diffusione dell’epidemia, questa ha comunque messo a nudo l’assurda suddivisione territoriale del Paese in 556 Città e Comuni. Non vediamo alcun valido motivo affinché sul territorio dell’ex Comune di Fiume operino una decina di Unità della Protezione civile e di conseguenza riteniamo che sarebbe necessario insistere sulla loro unificazione anche dopo questa crisi, in particolare alla luce del fatto che tale possibilità venga contemplata dalla Legge sulla Protezione civile”, si legge nella nota firmata da Predrag Miletić.
Sulla questione è intervenuto anche il vicedindaco di Fiume, Marko Filipović, ribadendo la necessità di agevolare gli spostamenti dei cittadini abolendo i lasciapassare. Inoltre, ha rivelato che una volta firmato l’accordo con le parti interessate, verrà inoltrata la richiesta ufficiale all’Unità nazionale della Protezione civile.
Abbaziano, incontro congiunto dei sindaci
L’iniziativa per la proposta di un accordo che permetterebbe la libera circolazione, abolendo l’obbligo dei lasciapassare per i cittadini di Abbazia e i comuni limitrofi, ovvero i luoghi dell’ex Comune abbaziano (da Mattuglie a Laurana, fino a Draga di Moschiena) è giunta lunedì scorso anche sul tavolo del sindaco Ivo Dujmić. Per oggi è prevista una riunione congiunta dei sindaci interessati, nel corso della quale si discuterà sulla posizione da prendere.

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