ROBE DE MATTEONI Si può fare di più… se lo permettono

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ROBE DE MATTEONI Si può fare di più… se lo permettono

La scorsa domenica mi sono recato al Drosina senza grandi aspettative. Mi sembrava logico che non ci sarebbe stato un grande evento, anche se l’avversario di turno era la capolista. La Dinamo aveva giocato a Pola poco tempo fa, per l’esattezza il 15 dicembre, e sulle tribune dello stadio avevano trovato posto 985 spettatori. Nella prima partita del girone di ritorno, si fa per dire, i polesi hanno battuto in grande stile il Gorica. La prima vittoria casalinga contro la compagine di Velika Gorica era il risultato di un pimpante, giovane e brillante Istra 1961, che Gonzalo Garcia sta plasmando a sua immagine e somiglianza dalla scorsa estate. Nella partita con i “tori” sulle tribune c’erano soltanto 296 spettatori. Siamo ai minimi storici per le partite di Prima Lega a Pola. Potrei dire che anche in tempo di lockdown, sebbene non potessero esserci spettatori, c’era più gente sugli spalti. Ecco che lo scetticismo mi aveva preparato al deserto delle tribune. Però una volta percorse le strade che portano allo stadio ho capito subito che c’era un vivace viavai intorno al Drosina. Infatti, nel parcheggio ufficiale, 40 minuti prima della partita, non c’era più un posto libero. Il che voleva dire che ci sarebbe stato il pubblico delle grandi occasioni. Se i VIP, tra politica, cultura ed economia locale sono lì, allora vuol dire che la cornice sarà degna di una partita del massimo campionato.

Prima che alla fine del primo tempo lo speaker ringraziasse i presenti, informando con soddisfazione che erano stati venduti quasi 1.600 biglietti, ero già contento per lo spettacolo su un campo comunque in pessime condizioni. Una volta 1.600 spettatori per una partita contro una delle quattro squadre più grandi era un fiasco, oggi dobbiamo esserne contenti. I tempi cambiano.
Voglio però dire che nell’arco dei 90 minuti abbiamo assistito a una partita intensissima, con tutti gli ingredienti che rendono partecipe il pubblico, che alla fine ha applaudito i protagonisti. Naturalmente, i tifosi locali non erano felici per il risultato finale (1-2), ma erano contentissimi per come abbia giocato la loro squadra. Adesso non è più un caso se i gialloverdi presentano un gioco piacevole, tecnicamente validissimo, con l’intenzione di attaccare e non solo di difendersi. Garcia merita tutti i complimenti che arrivano da spettatori, critici, media. Ha cambiato la mentalità di una squadra provinciale: oggi l’Istra, indipendentemente se affronta i campioni della Dinamo o piuttosto il fanalino di coda Hrvatski dragovoljac, gioca sempre nello stesso modo.

Naturalmente, contro il Dragovoljac è più facile imporsi che al cospetto della Dinamo, ma la qualità di gioco espressa contro i campioni in carica è alquanto più credibile. Nell’arco di due mesi la Dinamo ha vinto a Pola di misura e, bisogna dirlo apertamente, con qualche aiutino degli arbitri. Domenica il fischietto Lovrić ha lasciato correre un’azione fallosa di Ademi, preludio al rigore per il definitivo 2-1. Era solo una delle situazioni nelle quali l’arbitro usava un metro di giudizio diverso nelle valutazioni. Resta il fatto che l’Istra poteva uscire imbattuto dal campo, ma la sfortuna e la “sfortuna” non hanno permesso che ciò accadesse. Resta comunque la soddisfazione per aver concluso la partita con in campo sei giocatori under 20 e quattro juniores, i quali hanno confermato netti progressi nel gioco…

Garcia sta confermando tutte le sue qualità di allenatore che insegna il calcio e che persegue uno stile di gioco moderno. Non è uno che strilla, che fa polemiche. Non so che cosa succederà fino alla fine della stagione, ma sono sicuro che questa squadra continuerà a esprimere un calcio godibile. In estate scade il contratto del tecnico e vedremo se i fenomeni di Vitoria confermeranno un allenatore che sta conquistando tutti. Questo a Pola, e più in generale nel calcio croato, sembra quasi un miracolo. Se chi comanda consegnasse all’allenatore una rosa più competitiva, a mio avviso Garcia con questo Istra potrebbe fare un salto di qualità come non mai nella storia del club. Con tutti i “se” del caso…

Dalle solite indiscrezioni che non mancano mai, apprendo che a Pola potrebbe esserci un grande viavai, in tutti i sensi. I baschi non hanno mai nascosto il fatto che per loro l’Istra è un progetto a lungo termine, però hanno sempre aggiunto che tutto ha un suo prezzo. Se c’è qualcuno che possa offrire un capitale che soddisfi il loro appetito, si può sempre invertire la rotta. L’attuale proprietà ha investito dal 2018 a oggi circa 11 milioni di euro. Difficile che qualcuna offra questa cifra, ma secondo i ben informati per 8-9 milioni ci penserebbero eccome. Ecco, la notizia è che c’è qualcuno che ha i mezzi e che fa questo pensiero. Basta e avanza che tutti coloro che non nascondono la loro contrarietà con la politica dei baschi in merito alla prima squadra, incomincino a sognare altri destini…

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