Rimaniamo ad attendere…

Goran Žiković

Non fa piacere essere uno dei bubboni dell’inizio legislatura regionale… ma i tempi incalzano e non ce la siamo inventata ad hoc la crisi con l’UPT. I risultati dei Bandi che assegnano i finanziamenti ai progetti presentati dalle Comunità degli Italiani ed altri soggetti sulla legge regionale che l’ex assessore Gianni Torrenti ha creato per un’“equa distribuzione” dei fondi…sigh! sono stati pubblicati sul sito dell’Ente morale triestino che per tanti anni, cinquanta per l’esattezza, era stato al fianco del gruppo nazionale, per poi voltargli le spalle. In campagna elettorale il neogovernatore Massimiliano Fedriga ha dichiarato di voler azzerare gli effetti di un sistema che sta mettendo alla prova tante realtà, ascoltando le minoranze, creando per loro una Consulta. Ma ci vorrà tempo. E nel mentre scoppia il caso. Che fare?
A chi confidava in un’immediata presa di posizione della Regione FVG, diciamo di pazientare, come stiamo facendo noi dopo 24 ore dalla richiesta di una dichiarazione del nuovo Presidente. Volevamo un segnale, un cenno ma ci rimandano a un portavoce del portavoce che non replica, né al telefono, né ai messaggi, né alle mail. Giunge un commento dalla Regione: “…abbiamo rilasciato più volte dichiarazioni sul tema in oggetto”, scrive il portavoce del Presidente, che ha l’agenda “pienissima”. Ma non è forse questa la normalità? Ci sarà un tempo in cui avrà tempo per tutti?
Il rapporto tra Unione Italiana e Università Popolare di Trieste non è certo una situazione facile da commentare e per quanto riguarda una soluzione quella sì richiederà del tempo perché come ben sappiamo, a creare il caos si sta un attimo ma riportare l’equilibro è un esercizio di grande intelligenza e sangue freddo.
Ormai si è perso il significato della parola “cittadino”, il suo concetto è svanito. Tutti sono merce di scambio, come per il lavoro che passa dalle agenzie interinali: i giovani che attendono un incarico sono una borsa di soggetti da incasellare nelle scatole dei curriculum europei. Non più persone, nomi e cognomi, ma solo criteri che soddisfano o non soddisfano le richieste degli imprenditori e delle aziende che, una volta, con grande chiarezza e coraggio tutti chiamavano “padroni”.
Così anche le regole per i finanziamenti, criteri da soddisfare. E le associazioni…uguale, la medesima cosa, lunghe liste di oggetti in attesa.
Alla fine del Settecento, durante l’ultima Giostra di Sanvincenti in Istria, vinse un cavaliere nero, chiuso nella sua armatura di cui nessuno mai seppe il nome. Tale fu la sua bravura che il suo segreto non venne forzato. Da evocare, ma con tanta amarezza, una volta vinceva il più forte, con l’intelligenza, le capacità. Non ci sono più cavalieri, solo fantasmi da agenzie interinali a combattere col quotidiano, solitari e non ancora abbastanza arrabbiati per cambiare le cose. Ma forse è come per il caos, la medesima dinamica per cui…a svegliarli potrebbe bastare un attimo.
Rimaniamo ad attendere…

Facebook Commenti