«Val»: una rivista che ha plasmato generazioni di fiumani

Pubblicò all’epoca testi che chiesero il ripristino del tricolore fiumano e dell’aquila bicipite sulla Torre e i primi articoli seri dedicati allo Schindler fiumano, Giovanni Palatucci

Dragan Ogurlić ed Edi Jurković

È stata presentata ieri nell’Aula consiliare di Fiume la monografia dedicata alla rivista giovanile Val, “Kad je život bio novi val”. A parlarne sono stati l’editore nonché direttore della Casa editrice Val (ex Adamich), Dragan Ogurlić, e l’autore del volume, Edi Jurković. In apertura della presentazione è stato illustrato perché la rivista è stata importante dal 1975 al 1990, ovvero nei quindici anni della sua pubblicazione, e in che modo ha influenzato e plasmato generazioni di ragazzi che oggi sono personaggi di rilievo nella nostra società, sia in campo giornalistico, sportivo, scientifico, che politico.

 

Un impatto profondo
Dragan Ogurlić ha ribadito la grande importanza per le giovani generazioni degli ultimi decenni della Jugoslavia della rivista progressista e multigenerazionale che ha plasmato i gusti musicali, cinematografici, ma anche politici degli anni formativi di migliaia di fiumani. La monografia, nata nell’arco degli ultimi sei anni, rappresenta dunque una sorta di capsula del tempo su 400 pagine che ci ricorda un’epoca passata e testimonia delle vicende storiche viste dagli occhi dei giovani degli anni Settanta e Ottanta che hanno modellato l’identità e la mentalità della nostra città.

La copertina della monografia

Una storia tipicamente fiumana
A dare il benvenuto ai presenti è stato anche il sindaco di Fiume, Vojko Obersnel, il quale ha spiegato che la storia della rivista riflette la realtà fiumana.

“Nel corso dei secoli i cittadini fiumani sono stati sempre pionieri del cambiamento – ha spiegato il sindaco -. Ci sono innumerevoli testimonianze di situazioni in cui abbiamo fatto da rompighiaccio, da baluardo della novità, da propulsori dello sviluppo intellettuale. A differenza delle altre città, però, i fiumani non sono abituati a vantarsi e spesso lasciano passare i traguardi raggiunti permettendo che gli altri se ne approprino. Per questo motivo ho insistito affinché fosse pubblicata questa monografia e si dimostrasse che Fiume ha lanciato una rivista giovanile prima della Polet di Zagabria, che tale rivista ha racchiuso un arco temporale ben più lungo e per un periodo è stata la più venduta in tutta l’ex Jugoslavia”. Obersnel ha aggiunto che durante gli studi universitari e postuniversitari ha letto sempre con piacere Val, in quanto gli avvicinava Fiume e lo faceva sentire a casa. In conclusione, il sindaco ha detto che la rivista era proprio come la città: diversa e urbana.

Non monografia ma biografia
L’autore del volume nonché per un periodo caporedattore della rivista, Edi Jurković, ha spiegato che il volume non è propriamente una monografia, in quanto non raccoglie solo dati scientifici e specialistici, ma è un racconto della vita di una rivista, corredato di articoli che vi sono stati pubblicati, una sorta di storia della sua nascita e maturazione nell’arco di quasi 300 numeri. Nel mese di giugno del 1989 la Corte suprema dell’ex Jugoslavia bloccò la distribuzione della rivista e 15mila copie rimasero in magazzino, facendo della Val l’ultima rivista jugoslava ad aver subito ripercussioni dall’alto.
“Ho deciso di dividere la monografia in tre parti – ha illustrato Jurković – in quanto la prima, che illustra il periodo fino alla morte di Tito, si presenta un po’ seria e lugubre, la seconda è contrassegnata da molti temi interessati, spesso celati dietro a una facciata di attivismo socialista, mentre la terza racconta il periodo che porta allo spegnimento della pubblicazione e alla dissoluzione della Jugoslavia”.
Temi all’avanguardia anche oggi
L’autore ha aggiunto che tra i tanti temi trattati dai giovani collaboratori c’erano quelli legati alla musica, con recensioni di album, consigli per gli acquisti, visite a concerti dei gruppi punk fiumani, interviste coi musicisti, ma anche testi e concorsi letterari, critiche letterarie e cinematografiche e altri temi estremamente interessanti. L’interesse per i gruppi punk come Paraf e Termiti celava una critica alla società socialista, in quanto nelle stesse canzoni delle band si parlava più o meno velatamente contro il sistema. Di assoluta attualità è pure l’impegno ecologico dimostrato dalla rivista, il quale ha portato nel 1987 alla pubblicazione della canzone della Band aid “Učinimo nešto” (Facciamo qualcosa), un brano che tutt’oggi si può sentire alla radio e che parla anche all’ascoltatore contemporaneo. Nel corso dei 15 anni della pubblicazione sono stati più di mille i collaboratori, tra cui pure personaggi ora molto influenti come l’ex ministro dell’istruzione Željko Jovanović, oppure Ivica Oreb, il quale ha curato la parte grafica del volume.

Un’Onda che guarda al futuro
Tra le tante iniziative lungimiranti dell’epoca, la rivista Val è stata la prima ad aver assegnato il premio come libro dell’anno al volume “Esercitazione alla vita” di Nedjeljko Fabrio, spianando la strada allo spettacolo che sarebbe arrivato qualche anno dopo. La rivista chiese pure il ripristino del tricolore fiumano e dell’aquila bicipite sulla Torre, due iniziative che sembrano recenti, ma affondano le loro radici proprio in quella generazione di giovani entusiasti degli anni Ottanta. Sulla Val si videro pure i primi articoli seri dedicati allo Schindler fiumano, Giovanni Palatucci, nonché articoli in lingua italiana.

Un articolo bilingue uscito nella rivista

La Fenice dovrebbe risorgere
In conclusione dell’incontro Jurković ha annunciato che il giornale “Jutarnji list” ha intenzione di rilanciare la rivista giovanile fiumana e che attualmente è molto acceso il dibattito sulle reti sociali tra gli ex collaboratori. Nel 2004 c’è già stato un tentativo di rivitalizzazione della rivista, promosso da Darko Čargonja Charlie, ma dopo soli dieci numeri l’esperienza si è conclusa per mancanza di interesse da parte dei lettori.

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