«La pandemia ci ha costretti a essere più creativi»

Il direttore della Biblioteca civica di Fiume, Niko Cvjetković, riassume l’anno 2020 segnato dall’emergenza sanitaria e anticipa i progetti che verranno realizzati nel 2021

Niko Cvjetković

In moltissimi segmenti, il 2020 è stato un anno da dimenticare. La pandemia ha scombussolato la vita di tutti in diversi aspetti e ha reso difficile, se non impossibile, il lavoro in numerosi settori. A subire l’impatto dell’emergenza sanitaria è stata anche la cultura in tutte le sue forme e, nel caso di Fiume, il progetto culturale europeo che avrebbe dovuto essere una festa della durata di dodici mesi. Com’è stato il caso con altri enti e istituzioni culturali che hanno preso parte al progetto CEC, anche la Biblioteca civica ha subito l’impatto negativo della pandemia avendo dovuto rinunciare a uno dei maggiori progetti ideati nel suo ambito: il Mese del buon libro per l’infanzia. Nonostante questa grande delusione e le numerose difficoltà che ha causato, la pandemia ha tuttavia costretto i responsabili della Biblioteca civica a ideare nuovi modi per rimanere in contatto con gli utenti fornendo servizi in maniera innovativa. Abbiamo interpellato il direttore della Biblioteca, Niko Cvjetković, per un riassunto del 2020, un anno molto particolare e i progetti in programma per il 2021.

 

 

Quattro anni in uno
“Volendo riassumere il 2020, ho l’impressione che si sia trattato di quattro anni completamente diversi tra di loro, definiti da regole di comportamento sul posto di lavoro e nella vita privata completamente diverse e da emozioni davvero altalenanti – ha dichiarato il direttore -. Infatti, abbiamo cambiato umore almeno quattro volte dall’inizio del 2020. Siamo entrati nel 2020 con tanto entusiasmo ed energia: il programma di tutto l’anno era già pianificato nei particolari. Nel 2019 eravamo stati proclamati Biblioteca dell’anno a livello nazionale e avevamo registrato il record di utenti, mentre tutti gli altri parametri ci ispiravano altrettanto ottimismo ed eravamo convinti che nel 2020 avremmo fatto tantissimo. In gennaio e febbraio abbiamo iniziato con tanta voglia di fare, mentre a marzo le cose hanno iniziato a cambiare. Nei primi tre mesi del 2020 eravamo impegnati nella preparazione di uno dei maggiori progetti mai realizzati dalla Biblioteca civica, ovvero il Mese del buon libro per l’infanzia che avrebbe dovuto svolgersi nel corso di tutto il mese di aprile. Il programma era pronto e contava più di 60 appuntamenti di vario tipo, vi erano incluse tutte le biblioteche civiche della Regione litoraneo-montana e un gran numero di collaboratori. Con il lockdown, però, abbiamo dovuto cancellare l’intero programma; stato un grande shock per noi.

Una situazione mai vissuta prima
Il ‘secondo anno 2020’ è stato il periodo di quarantena che ci ha fatto piombare in una situazione mai vissuta prima. Gran parte dei dipendenti della Biblioteca lavorava da remoto, tutte le sedi erano chiuse agli utenti, quando venivo al lavoro ricordo che era davvero impressionante vedere il Corso completamente deserto. L’atmosfera era davvero brutta e in questa situazione era necessario reagire prontamente e organizzare il lavoro online da oggi a domani. Credo, però, che siamo riusciti a farlo e che il lockdown, nonostante tutti i lati negativi, abbia avuto anche dei lati positivi e qui faccio riferimento soprattutto alle innovazioni alle quali ci ha costretti. In quel momento era assolutamente indispensabile realizzare dei progetti e servizi destinati ai nostri utenti. Anche in questo contesto abbiamo avuto successo e a questo punto vorrei ringraziare tutti i miei colleghi per il loro impegno, in quanto non è stato un lavoro facile. Le riunioni erano quotidiane, via Zoom, dove ci si metteva d’accordo sulle attività da svolgere e queste dovevano essere realizzate nell’arco di 24 ore.
Siamo quindi giunti al ‘terzo anno’ 2020, contrassegnato dalla speranza in quanto la situazione sembrava molto migliorata e si sperava che sarebbe durata fino alla fine dell’anno. Come sappiamo, le cose hanno iniziato a deteriorare e infine siamo piombati nel ‘quarto anno’ 2020 e in un nuovo lockdown, anche se meno rigido del primo. È stato un anno di sfide, ma sono compiaciuto del fatto che siamo riusciti ad adeguarci a tutti i quattro ‘scenari’ che hanno contraddistinto il 2020”.
Tra i servizi introdotti nel corso del 2020 c’è la disinfezione dei libri, il libro nella busta di carta…
“Si tratta di innovazioni dettate dal bisogno. Sappiamo che le crisi ispirano le innovazioni e la ricerca di soluzioni creative, per cui anche questi nuovi servizi sono la conseguenza delle restrizioni dettate dalla pandemia. Nel 2020 siamo riusciti a offrirne diversi contenuti ai nostri utenti: innanzitutto, ora possono iscriversi e prolungare l’abbonamento alla Biblioteca online, che prima non era possibile; fortunatamente, in gennaio abbiamo arricchito il nostro fondo con libri elettronici e proprio questo servizio si è rivelato decisivo nel periodo di lockdown, quando non era possibile prendere in prestito libri cartacei; nelle varie sedi della Biblioteca abbiamo introdotto tutte le misure antiepidemiche previste. Si tratta di un lavoro non indifferente, in quanto la nostra Biblioteca civica gestisce dieci sedi in città, più due bibliobus, per cui anche il lavoro d’introduzione delle misure è stato abbastanza impegnativo. Quando parlo di misure penso alla sistemazione di barriere di plexiglass su tutti i banconi prestiti e restituzione, i disinfettanti, le mascherine per tutti i dipendenti, ecc. Un grande passo avanti per la nostra professione a livello di tutto il Paese è stato l’acquisto dello sterilizzatore per libri con raggi ultravioletti, che ora si trova nella sezione della Filodrammatica. Insomma, siamo riusciti a mettere insieme una gamma di servizi Covid che avranno senso e verranno praticati anche dopo che la pandemia sarà rientrata.
Per quanto riguarda la sterilizzazione dei libri, ritengo che questo dovrebbe essere uno standard indiscusso delle Biblioteche civiche per ovvi motivi. I libri che vengono presi in prestito passano, infatti, di mano in mano ed è logico che questi vengano sanificati.
Nella sezione di Palazzo Modello, dove si trova la letteratura specializzata, i saggi e i periodici, abbiamo introdotto la possibilità che l’utente tramite la posta elettronica ordini un determinato articolo, il quale viene quindi scannerizzato e spedito all’utente. Il servizio del libro nella busta di carta permette pure agli utenti di ordinare i libri desiderati tramite la posta elettronica, dopodiché li possono ritirare nella sede più vicina della Biblioteca”.

Ci sono altre biblioteche civiche che hanno introdotto simili servizi nella nostra Regione o in Croazia?
“Tutte le biblioteche in Croazia si impegnano molto nell’intento di mantenere i propri servizi a seconda delle loro possibilità. Certe biblioteche hanno vietato l’ingresso agli utenti, per cui sono i bibliotecari quelli che portano loro i libri desiderati. Ritengo che le biblioteche debbano rimanere aperte agli utenti e che essi debbano poter accedere al fondo bibliotecario e cercare sugli scaffali i libri che desiderano. Ovviamente, tutto nel rispetto delle misure antiepidemiche e a seconda delle possibilità della biblioteca. Un’altra idea che vorrei realizzare è il servizio drive-in, ma in questo momento non abbiamo la possibilità di metterla in atto.
La triste realtà è che, nonostante tutti questi servizi, tutte le biblioteche in Croazia hanno registrato un calo nel numero di utenti e di libri presi in prestito. Ci sono persone che hanno paura del contagio e per questa ragione rinunciano a frequentare le biblioteche. La pandemia ha ridotto pure il tempo che gli utenti trascorrono nelle biblioteche, il che è ovvio, ma dal momento che negli ultimi anni nella nostra professione prevale l’idea della biblioteca come ‘terzo spazio’, cioè soggiorno dei cittadini, e lavoriamo a questa idea da quattro anni, ci rincresce per il fatto che ora non ci è possibile invitare i cittadini a trascorrere il loro tempo libero nelle nostre sedi. Ad ogni modo, se nel 2019 abbiamo abbattuto il record di abbonati e utenti nella storia della Biblioteca, nel 2020 purtroppo abbiamo registrato un drastico calo. Spero, però, che una volta rientrata la pandemia riusciremo presto a recuperare il terreno perso”.

L’attività dei bibliobus è stata molto intensa nell’anno segnato dalla pandemia

Nei due mesi di lockdown ci si aspetterebbe un boom di letture…
“Il problema sta nel fatto che in quei due mesi la Biblioteca era chiusa e non era possibile prendere in prestito i libri. Per fortuna, avevamo a disposizione il servizio di libri elettronici e in quest’ambito abbiamo registrato un aumento di prestiti di addirittura 300 per cento. L’obiettivo di tutte le modifiche che abbiamo applicato e dei servizi Covid che sono stati messi a disposizione degli utenti è evitare che, nel caso in cui la Biblioteca dovesse nuovamente chiudere, i cittadini non possano comunque utilizzare il nostro fondo bibliotecario”.

Non è ancora noto il numero di utenti nel 2020?
“Non disponiamo ancora di questo dato, ma sarà certamente sotto i 20mila utenti. Nel 2019, infatti, ne abbiamo registrati quasi 22mila. Si tratta di un traguardo importante perché negli ultimi anni nelle biblioteche civiche la tendenza globale è un calo del numero di utenti. Pertanto, l’aumento di utenti del 20 p.c. negli ultimi quattro anni nella nostra Biblioteca è più unico che raro in questo contesto ed è l’eccezione che conferma la regola. Sono molto orgoglioso di questo fatto, che è il risultato del nostro lavoro, nel quale mettiamo al centro dell’attenzione l’utente e siamo convinti che il ruolo della biblioteca civica sia rafforzare la comunità locale.
Dieci o quindici anni fa, gli unici programmi che si svolgevano nelle biblioteche erano presentazioni di libri e anche oggi alcune biblioteche si limitano a organizzare questo tipo di eventi. Nella nostra Biblioteca, invece, abbiamo sistemato un angolino verde, quello imprenditoriale, laboratori di stampa 3D e tante altre cose. Credo che i nostri concittadini siano ormai abituati a tutti questi contenuti, ma bisogna essere consapevoli che questo non è un fenomeno diffuso. Tutte le biblioteche moderne nel mondo e in Croazia sono rivolte all’utente e cercano di sopravvivere nel mondo digitale”.

Immagino che il titolo di Biblioteca dell’anno 2019 sia un grande stimolo per il futuro.
“Questo titolo è un grande riconoscimento. Lavorando eravamo consapevoli del fatto che il nostro impegno è ripagato e che abbiamo imboccato la strada giusta, ma è una grande soddisfazione ottenere questo riconoscimento dai colleghi. In effetti, il 2019 avrebbe dovuto essere un’introduzione al 2020”.

Oltre al Mese del buon libro per l’infanzia, che non si è tenuto, avete lavorato pure al Festival dell’infanzia Tobogan nell’ambito di Fiume CEC…
“Tobogan non si è svolto secondo i piani originali, sempre a causa della pandemia, ma siamo comunque riusciti a realizzarlo. Un altro nostro progetto è pure la rivista per bambini Brickzine, pubblicata in forma cartacea e digitale. Attendiamo con impazienza pure l’apertura della Casa dell’Infanzia, che è ormai completata, ma è necessario che venga realizzato un percorso per giungere alla sua inaugurazione. Nel frattempo, noi abbiamo preparato per il trasferimento nella nuova sede il fondo della sezione per bambini Stribor. Non vediamo l’ora di trasferirci perché i nuovi spazi ci permetteranno di realizzare programmi che nella sezione attuale non ci è possibile fare per mancanza di spazio”.

I lavori procedono spediti anche all’interno della futura Biblioteca civica…
“La nuova sede sarà essenziale per l’ulteriore sviluppo della Biblioteca civica. Dopo tanto tanto tempo, avremo a disposizione un edificio che ci permetterà di sviluppare tutto il potenziale del nostro ente. Infatti, nel 2017 abbiamo avviato i programmi intitolati ‘Angolino americano’, ‘Angolino imprenditoriale’ e ‘Angolino verde’ e gli eventi che venivano organizzati erano legati a questi programmi. Dal momento che questi appuntamenti di volta in volta attiravano sempre più persone, accadeva che per motivi di spazio molte persone non potessero seguire i programmi e se ne andassero deluse. La nuova sede ci permetterà, finalmente, di organizzare appuntamenti per un gran numero di persone che li potranno seguire tranquillamente. Per evitare che succedano situazioni frustranti come questa, spesso organizzavamo eventi più gettonati in altri spazi, tra cui nel Salone delle Feste della Comunità degli Italiani – qui vorrei ringraziare di cuore la direzione del sodalizio per averci sempre gentilmente concesso i loro spazi -, nella Filodrammatica, ecc.
Nella nuova sede, tutte le sezioni della Biblioteca civica si troveranno finalmente in un unico spazio, utilizzeremo nuove tecnologie per permettere agli utenti di restituire e prendere in prestito autonomamente i libri, la possibilità di restituire i libri 24 ore al giorno e avremo spazio sufficiente per ospitare eventi di vario tipo. Non vediamo l’ora di insediarci.
I lavori all’edificio procedono spediti e ultimamente è stata smantellata tutta la struttura interna, per cui presto inizierà l’opera di edificazione vera e propria.
Una Biblioteca civica che opera in tre sedi è una rarità, ma non sorprende, in quanto dobbiamo sapere che questo ente si è insediato al pianterreno di Palazzo Modello nel lontano 1966. All’epoca questa soluzione era considerata temporanea, ma purtroppo è rimasta tale per cinquant’anni”.

Tornando agli e-book, avete pensato di ampliare il loro numero?
“La nostra Biblioteca dispone del maggior numero di libri elettronici in Croazia, più di 850, anche se non sembrano molti. È abbastanza difficile reperire e-book in maniera legale nel nostro Paese perché sul mercato non ce ne sono molti. Sono poche le case editrici croate che hanno capito che gli e-book non influiscono negativamente sulla vendita di libri cartacei, in quanto si tratta di un servizio completamente distinto, per cui tanti ancora si rifiutano di pubblicare libri elettronici, oppure richiedono un prezzo troppo alto per i diritti di diffusione. Personalmente, ritengo che una biblioteca dovrebbe disporre di medesimi titoli sia in forma cartacea che elettronica”.

I piani per il 2021?
“Uno dei piani che verranno realizzati senza dubbio è il trasferimento della sezione Stribor nella Casa dell’Infanzia. Il secondo piano è la preparazione del trasferimento delle sezioni centrali nella futura sede nel complesso Benčić, che è un lavoro ‘invisibile’, ma essenziale per la nostra Biblioteca. A prescindere dalla pandemia, all’interno della Biblioteca dobbiamo continuare a lavorare e cercare di soddisfare le necessità dei nostri utenti. Dobbiamo pure dedicarci a dei progetti europei il cui risultato saranno nuovi contenuti e servizi nella nostra Biblioteca”.

E il 2022 sarà l’anno in cui la Biblioteca civica si insedierà nella nuova sede…
“Il trasferimento nella nuova sede è in preparazione ormai da anni e per noi vorrà dire molto, ma porterà anche delle nuove sfide. Una di queste sarà il processo di digitalizzazione dei periodici per metterli a disposizione ai ricercatori di tutti i campi.”

Un augurio per il 2021?
“Il mio augurio per quest’anno è tanta salute perché soltanto così sarà possibile dare vita a nuovi progetti e attività”.

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