Il Bel Paese di Gianfranco Jannuzzo

In occasione della Settimana della lingua italiana nel mondo, l’attore è stato protagonista di una serata voluta dal Consolato generale d’Italia di Capodistria

Jannuzzo nella scenetta dell'Italia rovesciata

Un ringraziamento di cuore reciproco ha chiuso al Teatro capodistriano la serata con l’attore Gianfranco Jannuzzo, ospite del Consolato generale d’Italia di Capodistria in occasione della Settimana della lingua italiana nel mondo. Il tema di quest’anno era “L’italiano sul palcoscenico”. La manifestazione, promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, organizzata dalle Ambasciate, Consolati ed Istituti di Cultura Italiani, giunta alla XIX edizione, è un’iniziativa durante la quale per un’intera settimana vengono svolti migliaia di eventi tesi alla promozione e alla valorizzazione della lingua e cultura italiana.
A Capodistria, Jannuzzo ha incontrato prima di tutto gli studenti della locale Università, per offrire in serata un saggio delle sue doti interpretative. Originario di Agrigento, trasferitosi con la famiglia, giovanissimo, a Roma, ha rilevato di avere avuto il privilegio di studiare recitazione con Gigi Proietti. La sua lunga carriera artistica è legata soprattutto ai palcoscenici teatrali, sebbene non manchino le apparizioni in programmi televisivi. All’attento pubblico capodistriano – con in prima fila il Console generale d’Italia, Giuseppe D’Agosto, seduto tra il deputato Felice Žiža e il presidente dell’Unione Italiana, Maurizio Tremul – formato anche da molti sloveni, cultori della lingua italiana, Jannuzzo ha offerto un recital che è la prova del suo amore per l’Italia. Pur essendo orgoglioso del suo essere siciliano e mantenendo uno stretto legame con la sua città natale, ha voluto fare un viaggio immaginario lungo la penisola. Usando vari dialetti, ha posto in rilievo le peculiarità di varie regioni e città, sottolineando sempre come in ognuno di noi deve prevalere l’amore per il proprio luogo d’origine.
Ad ampi spazi di comicità, conditi da storielle e aneddoti, che hanno fatto ridere di cuore i presenti, Jannuzzo ha alternato momenti di struggente malinconia dedicati alla Sicilia, ad Agrigento e al loro mare, proponendo riflessioni profonde su valori come l’appartenenza alla propria terra e il rivendicare questo legame anche quando ciò non è sempre facile. Per far capire come spesso si sentono i siciliani emigrati in altre regioni, ha esposto una cartina geografica dell’Italia girata alla rovescia, immaginando come sarebbe il Bel Paese se la Sicilia venisse a trovarsi al posto della Lombardia o della Liguria. Al termine ha ringraziato il pubblico per l’attenzione e la partecipazione, ricevendo un cambio vere e proprie ovazioni e scroscianti applausi, che lo hanno fatto tornare in scena più volte.

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