Levade, non solo tartufi. Seconda edizione del Festival dei «boboli»

Foto Dusko Marusic/PIXSELL
Nota per essere la capitale dei globalmente noti tartufi istriani, questo weekend Levade si propone con un’altra delizia gastronomica: la seconda edizione del Bobolo Fest, le giornate delle lumache, che si terrà il 12 e 13 giugno  presso la Konoba “Dorjana”. La proprietaria del locake Dorjana Basaneže è probabilmente tra le poche, se non l’unica, nella valle del fiume Quieto, che, insieme al tartufo, promuove i piatti di lumache come un’altra tradizione gastronomica della zona. Uno dei piatti più antichi proviene da Gradigne, dove un tempo le lumache erano una specialità, e la gente del posto le chiamava nel dialetto locale – “boboli”.
Le lumache sono considerate un prodotto dietetico, con un apporto calorico di appena 67 calorie per 100 grammi di prodotto. La loro è una carne ricca di proteine e contiene tutti gli amminoacidi essenziali. Ma, soprattutto, contiene solo l’1,2% di grassi.
I Greci le apprezzavano molto, e per mangiarle inventarono una speciale “forchetta”. Come testimonia Ateneo gli attribuivano virtù afrodisiache. Anche i Romani le consideravano prelibate e le allevavano con alimenti come foglie di lauro, vino e crusca bolliti, servendole nei banchetti dell’impero perché ritenute cibo di moda. Legata alle chiocciole viene addirittura narrata una leggenda. Si narra che un soldato romano, durante l’assedio di Cartagine, seguendo delle chiocciole di cui era ghiotto abbia scovato il passaggio segreto sotterraneo che permise ai suoi di penetrare dentro le mura della città. Oggi sono apprezzatissime in Francia dove le chiamano “escargot”.

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