Vallelunga. Rimosse 60 tonnellate di ordigni

Una superficie di 10mila metri quadrati è stata bonificata dai residuati bellici. Per far brillare tutte le sostanze esplosive saranno necessarie due settimane

Una foto di gruppo del Nucleo antiesplosivi insieme a Boris Miletić e Dalibor Brnos

Salvo omissioni e pericoli occulti scongiurabili, l’ex area militare Vallelunga di Pola è diventata zona “bomb free”. La notizia dell’ultimazione della totale bonifica dell’area dai famigerati ordigni esplosivi, residui della Seconda guerra mondiale, è stata confermata sul posto, ieri in conferenza stampa. Dal primo cittadino Boris Miletić, dal direttore dell’Autorità portuale, Dalibor Brnos nonché da Marijan Nikolaus, comandante del Nucleo antiesplosivi della Direzione centrale della Polizia è arrivata l’informazione che gli ordigni inesplosi sono stati completamente rimossi dal braccio orientale dell’insenatura polese e che verranno fatti “brillare” nel poligono aperto di Marlera a Lisignano. La fine dei lavori è formalizzata e la zona di Vallelunga, lingua di terra “più armata” che mai è ora pulita.

 

I ringraziamenti del sindaco
“Subito dopo avere individuato i pericolosi ordigni – così il sindaco Boris Miletić – più che coscienti dei rischi che i medesimi avrebbero rappresentato per la nostra cittadinanza, abbiamo avviato le manovre di recinzione della zona con lo scopo di impedire l’accesso alle persone e di evitare conseguenze irreparabili. Concluso questo, sono state predisposte operazioni sistematiche e preventive di bonifica dagli ordigni esplosivi residuati bellici condotte da squadre di artificieri specializzati per cui si ringraziano il Ministero degli Affari Interni e il Ministero della Difesa senza i quali l’impresa non sarebbe stata possibile”. Occasione buona questa dell’avvenuta pulizia da un passato bellico di Pola (anche greve delle bombe, esplose e inesplose, di marchio anglo-americano Royal e United States Air Force), per ricordare che Vallelunga è stata proclamata area senza prospettiva alcuna per gli interessi dell’esercito e quindi consegnata in gestione all’Autorità portuale. La medesima ha fornito tutto il supporto logistico necessario alla bonifica. Il sindaco ha promesso per l’ennesima volta piani di sviluppo in zona che in futuro porteranno ad una grande crescita economica della città…

Decine e decine di ordigni esplosivi accatastati

Le fasi degli interventi
Andando a ritroso, si ricorderà che nell’aprile del 2018, subito dopo che l’Autorità portuale aveva ottenuto quest’area in gestione per la sua trasformazione in terminal marittimo, è capitata la brutta sorpresa del ritrovamento dei residui bellici. La prima fase d’intervento di bonifica mediante rimozione di alberi e bassa vegetazione, era stata conclusa nello sorso mese di febbraio, poi, l’avvento dell’epidemia di Covid-19 aveva rallentato e bloccato i lavori, portando la seconda fase a compimento (messa in sicurezza del terreno, circoscrizione degli ordigni esplosivi e costruzione del tracciato per l’accesso delle ruspe), alla fine di giugno. Per tutto questo è stata necessaria la collaborazione tra la Protezione civile, le Forze armate della Repubblica di Croazia, il Nucleo antiesplosivi e la Questura istriana. In settembre era iniziata la fase finale di bonifica vera e propria e rimozione degli ordigni inesplosi. Tutto sarebbe dovuto arrivare a completamento entro la fine di settembre, ma pulizia facendo sono stati individuati ulteriori ordigni sparsi in punti del terreno dove non ci si sarebbe aspettati.

I numeri della bonifica
Il comandante Marijan Nikolaus ha assicurato che sono stati perlustrati 10mila metri quadrati di appezzamento, quindi rimossi 8mila metri di materiale edile sotto il quale sono state state rinvenute niente meno che 60 tonnellate di ordigni bellici contenenti 5 tonnellate di esplosivo per proiettili da cannone e bombe a mano. Come sentito, ci vorranno due settimane consecutive per far esplodere tutto questo arsenale sufficiente a equipaggiare un intero esercito. Gli ordigni verranno fatti brillare due volte al giorno, ogni due o tre ore, in condizioni rigorosamente controllate e in piena sicurezza. Risolto anche questo, Vallelunga darà via libera alla cittadinanza. L’autorità portuale; Dalibor Brnos, ha parlato di propositi di costruzione di un terminal marittimo in zona, in grado di far attraccare navi della lunghezza fino a 400 metri. Il prossimo futuro prevede colloqui con potenziali investitori e l’ottenimento dei permessi edilizi

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