Covid. Un pompiere in prima linea

A colloquio con Mladen Šćulac, a capo della Protezione civile regionale: «Rispettare le misure antipandemiche è l'unica arma che abbiamo per combattere l'epidemia»

Mladen Šćulac, a capo della Protezione civile regionale

Mladen Šćulac, pluriennale comandante dei Vigili del fuoco della Regione litoraneo-montana, è il nuovo presidente della Protezione civile regionale. “Il cambiamento è avvenuto per un adeguamento alle norme che regolano la materia. Il Comando della Protezione civile, infatti, dev’essere formato da professionisti e nella formazione precedente non figuravano il direttore del Centro clinico-ospedaliero e quello della Casa della salute, profili importanti per affrontare con la dovuta professionalità l’emergenza sanitaria in corso”, ci ha spiegato Šćulac, nominato a questa funzione dal presidente della Regione, Zlatko Komadina.

 

Che cosa ha portato alla destituzione di Marko Boras Mandić? Si è trattato di una decisione politica?
“Marko Boras Mandić ha fatto un lavoro egregio e nessuno ha avuto da ridire in questo senso. È anche vero che quando all’inizio della pandemia è stato istituito il Comando, Boras Mandić ha assunto una funzione politica, sostituita recentemente da quella professionale. Io facevo parte della Protezione civile anche nella formazione precedente. In effetti, nulla è cambiato per quanto riguarda l’organizzazione del lavoro. Ognuno ha il suo ruolo, le decisioni vengono prese in comune accordo cercando di essere efficaci al massimo”.

 

La Regione è in grado di affrontare un’eventuale aggravarsi della situazione epidemiologica?
“In Regione la situazione è sotto controllo e l’incremento del numero dei contagi non è tale da creare allarmismi. Il Centro clinico-ospedaliero è organizzato in modo da poter ampliare i posti letto per i pazienti Covid, come sta facendo in questi giorni quando i ricoveri sono aumentati. Lo stesso vale per la Casa della salute. Probabilmente domani, o comunque nei prossimi giorni, verranno aperti degli ambulatori Covid in diverse località della Regione, che stiamo ancora definendo. Non si tratterà di tendoni, ma di veri e propri ambulatori, dove i pazienti con i sintomi della malattia potranno rivolgersi ai medici, i quali a loro volta valuteranno la situazione. Gli ambulatori verranno istituiti per alleggerire il lavoro dei medici del CCO. Rispetto alla prima ondata dell’epidemia, quando venivano ricoverati tutti coloro che accusavano sintomi, adesso i pazienti che non accusano problemi respiratori, si curano a casa propria, rimanendo in contatto con gli epidemiologi e il medico di famiglia. In questo senso vorrei ringraziare tutti gli operatori sanitari, ma in particolar modo i medici di base i quali sono i primi a venire in contatto con i contagiati e svolgono il 94 per cento del lavoro, assistendoli fino a un eventuale ricovero in ospedale. Il loro impegno è davvero encomiabile. Per quanto riguarda le altre strutture, com’è successo in primavera, in caso di necessità il palasport di Tersatto verrà trasformato in ospedale per i casi meno gravi. Credo comunque che ciò non sarà necessario, anche perché la struttura non ha le caratteristiche di un ospedale. Ce ne sono altre che possono venir abilitate, quali ad esempio la Thalassotherapia di Crikvenica. Per i casi di isolamento per le persone che non hanno la possibilità di rimanere a casa propria, è a disposizione il motel Lucija a Kostrena”.

 

In quale misura vengono rispettate le norme antipandemiche?
“Il comportamento delle persone durante le visite ai cimiteri nei giorni scorsi è stato un esempio di responsabilità. Non ci sono stati problemi. La Protezione civile e la Polizia hanno vigilato sull’osservanza delle misure e non hanno riscontrato problemi di sorta. Ciò significa che è possibile rispettare le misure più semplici ed efficaci volte a contrastare la diffusione del virus, prima fra tutte indossare la mascherina. I problemi più incisivi riguardano il trasporto pubblico. In questo caso è molto difficile organizzare controlli permanenti e quindi ci affidiamo al senso comune e alla responsabilità dei cittadini. Per quanto possibile, i pensionati dovrebbero evitare di usare il trasporto pubblico negli orari di punta, quando gli alunni si recano a scuola. Non è discriminazione, ma un suggerimento volto a salvaguardare la salute propria e quella degli altri. Va detto, comunque, che con il passare del tempo la maggioranza dei cittadini si attiene alle norme antipandemiche”.

 

Sono state introdotte le sanzioni pecuniarie?
“Non ancora. Una decisione del genere deve venir presa dal governo a livello nazionale. Le Regioni devono attenersi alle misure decretate dalla Protezione civile nazionale, ma hanno la facoltà di introdurne anche di più severe in caso di necessità. Si cerca comunque di permettere un’attività lavorativa regolare, soprattutto quando si tratta di bar e ristoranti. Le limitazioni ci sono e incidono sicuramente sugli incassi. Va detto anche, che nel momento in cui vengono varate delle misure restrittive, gli effetti si notano dopo una settimana”.

 

Dobbiamo temere per un nuovo lockdown o il coprifuoco?
“Spero proprio di no. Credo non sarà necessario applicare simili misure. Secondo me le attuali misure antipandemiche sono sufficienti per contrastare l’epidemia e limitare la diffusione del virus. Pertanto è fondamentale rispettarle, ovvero indossare la mascherina, mantenere il distanziamento fisico, lavare le mani ed evitare gli assembramenti. La prevenzione è l’unica arma che abbiamo per combattere il Covid-19”.

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